ARTICOLI DEL "CORRIERE"

Di seguito presento una selezione di miei articoli pubblicati sulle pagine del quotidiano “Il Corriere della Sera” nel 2006


ANNO 2006

Amore amore
18 Dicembre
Quando ci innamoriamo? Noi tendiamo ad innamorarci quando siamo pronti a cambiare. Perchè siamo mutati interiormente, perchè è cambiato il mondo attorno a noi, perche non riusciamo più realizzare i nostri desideri o ad esprimere le nostre potenzialità. Allora cerchiamo qualcuno che ci indichi la strada e ci faccia assaporare un nuovo modo di essere. Possiamo perciò innamorarci a qualsiasi età, ma soprattutto nelle svolte della nostra vita.Quando passiamo delle scuole elementari alle medie, poi alle superiori, all’università, o quando cambiamo lavoro, o a quarant’anni quando inizia la maturità o a sessanta, quando si profila la vecchiaia. Oppure quando la vecchia relazione si è intristita, o il mondo è cambiato e noi cerchiamo un nuovo accordo con esso.
E di chi ci innamoriamo? Della persona che, nel periodo in cui siamo predisposti ad innamorarci, col suo comportamento, con i suoi sentimenti, con i suoi valori, con la vita che ha vissuto, con i suoi sogni, il suo slancio, ci fa sentire che, uniti a lei, possiamo realizzare le nostre potenzialità, soddisfare i desideri maturati dentro di noi.
Io paragono l’innamoramento alla soluzione di un puzzle: le caratteristiche della persona amata sono i frammenti decisivi che ci
rivelano, in un istante, l’intero disegno.
La ricerca può essere molto lunga, ma la rivelazione è improvvisa.
E quando siamo certi di amare? A volte l’amore si sviluppa come attrazione immediata, a volte come dolcezza dello stare insieme, a volte come fascino di un vita avventurosa, a volte come gioco, estasi erotica. Ma anche l’amore nato dall’erotismo più scanzonato e giocoso, diventa certezza d’amore solo quando viene sottoposto alla prova del distacco, della distanza. Separati proviamo un dolore atroce e comprendiamo che, senza il nostro amato, non possiamo vivere, non possiamo respirare. Abbiamo assoluto bisogno della sua presenza fisica, di sentirci dire "ti amo". Ma il distacco ci insegna molte altre cose. Ci fa conoscere meglio noi stessi e l’alto, i nostri e i suoi limiti, ci insegna ad essere forti, ma anche prudenti. L’amore nasce dal piacere, ma si forgia nella realtà della sofferenza. Per questo alcuni lo rifiutano, altri lo considerano un attaccamento patologico, altri cercano di evitarlo restando nel rapporto leggero del sesso. Però solo l’amore ci rinnova, ci arricchisce, ci fa sentire vivi, reali, ci fa scoprire la bellezza della vita e del mondo.


Porno giovane
11 Dicembre
Una ragazza di sedici anni tenta il suicidio perché il suo ex fidanzato ha inviato a tutti i loro conoscenti le foto erotiche che le aveva fatto. In una scuola alcuni ragazzi e ragazze di tredici anni fanno sesso orale e lo diffondono col cellulare.Un'altra ragazza della stessa età fa foto porno a pagamento.E ‘ solo la punta dell’iceberg.
Perché succede? Colpa ai telefonini che consentono di fare foto e inviarle a chiunque? Ma prima si poteva fare lo stesso con le polaroid.La vera ragione è un altra: un cambio del costume dovuto ad Internet. Oggi un ragazzino di dodici anni, cliccando una parola innocua come “ sesso” , può avere accesso a decine di migliaia di foto o filmati di pornografia estrema: un invito all’imitazione. Fino a pochi anni fa le conoscenze sessuali si sviluppavano in parallelo alle esperienze amorose, oggi vengono fornite da internet nella loro forma più arida, brutale, promiscua. La nuova generazione viene educata al sesso senza il calore, la tenerezza, la ricchezza dell’amore. Il sesso, preso da solo, è leggero, divertimento, gioco, scherzo .Ma nell’essere umano c’è anche l’amore.E l’amore è dramma, perchè riguarda l’essere il , senso della vita.L’amore è estasi o tormento, vita o morte.
L’amore ci dona la più grande felicità, ma anche attesa, angoscia, gelosia,
batticuore.E la pallottola leggera del sesso lo può uccidere.Prendiamo due ragazzik di vent’anni profondamente innamorati.E’ primo vero grande amore della vita , l ’esperienza cruciale che plasmerà il loro futuro. Ed ora qualcuno manda all’uomo il filmato dei rapporti sessuali che la ragazza ha avuto, nel passato, con un altro , o li mette in internet.Per l’amore quel filmato è una lama avvelenata, una pallottola sparata nel cuore.
Ogni civiltà elabora il delicato rapporto sesso-amore, lo insegna ai bambini e agli adolescenti con grande cura. Noi l’abbiamo lasciato agli speculatori della pornografia di internet e non siamo nemmeno capaci i rendercene conto.La mia è una denuncia e una accusa: non basta proteggere i bambini dalla pedofilia, dobbiamo proteggerli da una educazione pedopornografica.E non ditemi che non ci sono rimedi. Non ci sono perché nessuno si è reso conto del problema e lo ha affrontato.I politici e i magistrati lo studino e trovino le soluzioni.Sia ben chiaro che non chiedo la messa al bando della pornografia: gli adulti facciano ciò che vogliono. Ma venga protetta l’infanzia da una educazione emozionale che potrebbe essere catastrofica.


Bullismo
4 Dicembre
Negli ultimi tempi abbiamo visto gruppi di giovani violentare ragazze, picchiare i loro compagni e poi mettere i film delle loro prodezze su Internet. Episodi di bullismo, si dice. Ma cos’è il bullismo? I maschi hanno sempre cercato di affermarsi sui compagni attraverso la violenza e l’intimidazione. Sono meccanismi primordiali come l’ordine di beccata fra gli uccelli: becca per primo il più forte, poi, via via, fino al più debole, al più spaventato. E fra i ragazzi sono sempre formati gruppi che mirano al potere, ad imporsi sulla massa dagli altri. Di solito si raccolgono attorno ad un capo particolarmente intraprendente, o arrogante, o violento. È questo il bullo. Il bullo è il capo di un gruppetto di ragazzi che si sentono come dei guerrieri in una società di imbelli. Arroganti, prezzanti, schiavizzano i più deboli e se li trascinano dietro, mentre tutti gli altri chinano la testa come pecore.
Il bullismo è la forma primordiale di potere. E va combattuto tenendo presente questa sua natura. È inutile l’ammonizione, la sanzione. Il bullo se ne fa vanto. Invece sono efficaci le misure che gli tolgono il pubblico, prima di tutto l’espulsione.
Chi è espulso non conta più nulla, non ha più nessuno su cui esercitare il suo fascino.
Ma, dal punto di vista sociale, espellere dei ragazzi per poi lasciarli in istrada, è estremamente dannoso. Sono perciò stati molto bravi i magistrati che hanno mandato i bulli a lavorare in un centro di assistenza ai disabili, insegnando così loro che la società civile non consente al prepotente di opprimere il debole, ma deve aiutarlo. Un altro metodo efficace è quello di porre sotto sequestro i beni della famiglia, perchè il bullo quasi sempre gode della complicità dei suoi. Ma la via maestra per evitare il bullismo è un altra: favorire la competizione di squadra. Per troppo tempo nelle nostre scuole ha prevalso una mentalità - di origine marxista e cattolica - che considera la competizione un male. Si è pensato che la violenza scompaia livellando tutti. Ma non è cosi. La violenza va sublimata creando delle squadre in competizione. I nostri ragazzi dovrebbero andare a scuola tutto il giorno e, oltre a star seduti sui banchi, fare lavori, sport, arte, musica, teatro. Ma all’interno di gruppi che si affrontano, che competono. Così in ciascuna squadra i leaders emergono in base al loro valore, e tutti sono orgogliosi di partecipare perchè si sentono parte di un “noi “, in cui trovano una identità, ed esprimono se stessi.


Delusione d'amore
27 Novembre
Quante volte mi hanno domandato: “Come si fa a guarire di mal d’amore, smettere di soffrire se ti se sei innamorato e non vieni ricambiato? “Per rispondere ricordiamo che noi ci innamoriamo quando, stanchi del nostro attuale modo di essere, vogliamo realizzare altre nostre potenzialità e siamo pronti a ricominciare da capo. Allora ci innamoriamo di una persona che ci fa intravvedere la nuova futura possibile vita. Così si accende il processo di “stato nascente“ in cui noi trasfiguriamo tanto il mondo che la persona amata. Sentiamo di avere un’affinità profonda, metafisica con lei e viviamo il nostro amore come qualcosa che contribuisce all’armonia del mondo, alla perfezione stessa del cosmo. Perciò se chi amiamo ci dice di no, ci rifiuta, non riusciamo a capire, ci sembra qualcosa di assurdo, ma non sul piano psicologico, sul piano della struttura costitutiva dell’essere. È un assurdo, un vuoto che ci portiamo dentro per anni. E che può essere riempito definitivamente solo con un altro innamoramento ricambiato. Ma allora non c’è nulla da fare contro il male d’amore? No. No perche, nello “stato nascente”, noi stavamo mutando, e le energie che volevano creare una nuova vita sono bloccate, ma ancora presenti. Non possiamo realizzare una coppia amorosa, ma possiamo orientarle verso un altra meta. La terapia dell’innamoramento frustrato è una nuova attività creativa.
Goethe si era innamorato di Charlotte Buff e, quando la ragazza ha sposato un altro, ha pensato al suicidio. Però,anziché suicidarsi, ha scritto il romanzo I dolori del giovane Werther, in cui un giovane si innamora, di una ragazza che (guarda caso) si chiama Charlotte e quando lei sposa un altro, si suicida. Goethe invece si salva. Un altro esempio: nel 1883 Nietzsche si innamora di Lou Salomé, vuol sposarla ma lei lo respinge. È sconvolto, fugge, ha degli incubi, è disperato. Ma non si suicida, scrive di getto, in pochi giorni, un'opera straordinaria: Così parlò Zarathustra. Concludendo, per guarire da un innamoramento deluso, la terapia efficace sta nel continuare il processo di trasformazione già iniziato. Anzi, nell’accelerare il cambiamento esplorando nuove strade. Soprattutto impegnandosi in un grande compito che richieda lotta, lavoro, energia e creatività. Solo così le forze liberate dall’innamoramento possono incanalarsi in un nuovo progetto. E la nostalgia, il dolore, la rabbia, la volontà di riscatto o di vendetta diventano potenze costruttive.


Immunità e ottimismo
20 Novembre
Pochi giorni fa a Lisbona, alla fine di una conferenza su “sesso e amore “ mi si è avvicinata una signora italiana che, con aria di rimprovero mi ha detto: “ Ma perche lei cerca sempre gli aspetti vitali e non guarda la miseria del mondo? “ E io le ho risposto con durezza “ E’ perche vedo la miseria del mondo che cerco le fonti della vita, della forza e della speranza “. Noi restiamo sani perche il sistema immunitario ,non appena un germe arriva nel nostro corpo lo distrugge. Ma quando ci colpisce un grande dolore,, quando veniamo accusati ingiustamente, quando veniamo traditi, quando ci ripieghiamo vinti, quando perdiamo la speranza, il nostro sistema immunitario si indebolisce e ci ammaliamo . Perfino per sopravvivere dobbiamo essere positivi, ottimisti, capaci di resistere alla più terribili avversità.
E se i dolori, la frustrazioni, i cedimenti del morale sono tanto dannosi sul piano fisico, lo sono ancora di più sul piano professionale, umano, delle relazioni sociali. Quale studente si mette a studiare non ha la speranza di laurearsi? Chi incomincia una impresa se è convinto di non riuscire ? Chi ha il coraggio di innamorarsi se è sicuro che nessuno potrà riamarlo? La vita è nella sua essenza incertezza, rischio, pericolo, ciascuno di noi potrebbe morire oggi stesso. Ma per fortuna non ci facciamo paralizzare da queste paure.
Amiamo, ridiamo, viaggiamo, lavoriamo, facciamo progetti, come se fossimo eterni e ci battiamo anche quando sappiamo che il compito è difficile. E la nostra fede, il nostro amore della vita che ci fa vivere, è la nostra fede,il nostro amore della vita che ci fa vincere.
Questo non vuol dire ignorare il pericolo, non vuol dire non essere vigilanti.Ma anche per vedere il pericolo, anche per essere vigilanti occorre aver fiducia nei propri occhi e nella propria capacità di reagire prontamente .

Ed è la stessa fiducia, lo stesso slancio vitale che ci consente di agire nella vita sociale , di lavorare, di costruire. Noi non facciamo nulla da soli, abbiamo sempre bisogno degli altri , ma per avere il loro auto, la loro collaborazione dobbiamo dimostrarci all’altezza, non aver paura, essere generosi, saper valorizzare le loro qualità migliori , trasmettere energia ed ottimismo. Si , è meglio sbagliare tentando una grande impresa che restare inerti. E’ meglio soffrire per amore che non aver mai amato. E’ meglio accettare di morire piuttosto che non essere nati.


Fidarsi
23 Ottobre
Come si fa a capire se di una persona ci si può fidare oppure se ci tradirà? La prima regola sarebbe di sapere come se si è comportata nel passato, ma è molto difficile ottenere informazioni su cose così delicate. Comunque informarsi non fa mai male e noi tutti lo facciamo troppo poco. Poi bisogna tener conto della prima impressione e sforzarsi di analizzarla. Quando incontriamo una persona per la prima volta siamo come una pellicola non impressionata e, poichè l’altro non ci conosce, non puo presentarsi nel modo più efficace. Senza accorgersene ci rivela con la gestualità, lo sguardo, la mimica, le parole ed i lapsus, aspetti che avrebbe tenuto celati. In seguito l’unico modo per conoscerlo veramente è di guardarlo ogni tanto “come se fosse la prima volta “distanziandosene emotivamente e analizzando i suoi comportamenti come se fossero "sintomi" di motivazioni nascoste. Per esempio, quando entra nel vostro studio dove si siede? In un posto nascosto o in vista? E a tavola? Come si comporta con la sua segretaria, in modo gentile o autoritario? Come parla al telefono? Come si rivolge all‘inserviente che gli porta la borsa: chiede per favore, ringrazia oppure no?
La persona aperta e leale in vostra assenza
si comporta come se voi foste presente.
L’altra no. Con voi ha un comportamento ossequioso, ma quando non ci siete magari vi critica, ha scoppi di collera, oppure usa un linguaggio osceno. Gli amici, le segretarie queste cose le sanno ma non hanno il coraggio di riferirvele. Bisogna avere il coraggio di informarsi, sia pure con estrema prudenza per evitare pettegolezzi e maldicenze. Queste persone hanno poi dei comportamenti tipici. Non dicono tutto, tengono dei segreti, fanno conciliaboli riservati. Prendono iniziative personali e vi fanno trovare di fronte al fatto compiuto. Inoltre chiedono, chiedono sempre di più e si lamentano, mettono il broncio se non glieli concedete. Vogliono cariche, riconoscimenti formali. Infilano i propri scagnozzi dappertutto. Approfittano immediatamente dei privilegi di cui voi non approfittereste mai. Per esempio se voi, per discrezione usate poco la macchina di ordinanza, loro la usano sempre, ne chiedono una più lussuosa, al posto di una vogliono tre segretarie, un ufficio smisurato. Dilagano. Infine operano in modo da monopolizzare il vostro tempo, la vostra attenzione, dividendovi dagli amici, isolandovi. E quando siete isolati siete perduti.


Sfida e risposta
16 Ottobre
Non esiste una intelligenza, una creatività separata dai problemi che deve risolvere.E non esistono problemi senza una società che li pone, che sollecita, stimola, costringe i suoi membri a risolverli.L’intelligenza, la creatività, il genio perciò sono il prodotto di una società esigente che pone continuamente problemi difficili, esige costantemente nuove soluzioni. Nelle società statiche la gente ha compiti prefissati e problemi che sono stati affrontati e risolti nel passato con soluzioni che sono diventate tradizione, costume e che nessuno ha il diritto di discutere.In queste società non si crea, non si inventa nulla di nuovo, l’arte è ripetitiva, non nascono geni. E quando queste società vengono sottoposte ad una pressione esterna, vanno in crisi, nascono paure ed esplodono movimenti religiosi o politici che vogliono fermare la trasformazione, tornare nel passato. Tutte le grandi civiltà sono sorte come rottura della tradizione. Esplode allora una straordinaria creatività. Le grandi piramidi sono state costruite all’inizio della civilta egiziana, la grande muraglia all’inizio di quella cinese, le grandi cattedrali al primo risveglio dell’Europa. I più grandi poeti, i creatori della lingua, Omero Virgilio, Dante, Shakespeare appaiono all’inizio, quando un intero popolo aspetta una lingua per parlare. In queste epoche feconde tutti sono esigenti e gli artisti, gli scienziati stimolati a creare.
Per questo in città come Atene nell’antichità o a Firenze nel rinascimento c’erano tanti geni.. Ed è per lo stesso motivo che oggi gli Stati Uniti hanno tanti premi nobel. Però tanto i popoli come gli individui tendono a fermarsi. Si compiacciono di quanto hanno fatto, si vantano delle proprie glorie passate.Non si pongono più sfide , non pensano più in grande, non hanno più il coraggio di sognare, di combattere, di competere. E’ un brutto segno quando nelle scuole tutti vengono promossi, quando i genitori chiedono agli insegnanti di essere indulgenti, quando la competizione viene condannata , quando ci si abitua alla mediocrità.Vuol dire che è iniziata la decadenza. Perche anche per restare fermi, per non arretrare, bisogna costantemente sforzarsi di fare meglio di prima. Perciò chi si trova a vivere in una società stagnante , se non vuol farsi risucchiare, è bene che se ne vada.Oppure deve trovare in sè stesso la forza di cambiare,, di porsi nuovi problemi, nuove mete, di rimettersi in gioco, di rischiare.


Senso di colpa
9 Ottobre
Ci sono molti modi per far fare agli altri ciò che vogliamo, per dominarli psicologicamente ma, fra persone che si vogliono bene il meccanismo più usato è di creare in loro un continuo senso di colpa. Sto pensando ad una signora intelligente e gentile che, fino quasi a novant’anni, è riuscita a schiavizzare la figlia, una ragazza forte ed allegra mostrandosi debole, bisognosa. Non appena la figlia si trovava un ragazzo , voleva andare a vivere con lui o era sul punto di sposarsi, stava improvvisamente così male da costringerla a tornare a casa. Così ha ottenuto che si dedicasse solo a lei,sempre col senso di colpa per non averla curata abbastanza. E un meccanismo che troviamo spesso nelle coppie. Dei due non è mai quello più intelligente e più autorevole ad usarlo perche sa imporsi con la forza del carattere, ma quello meno intelligente o che ha meno successo, e che usa la sua debolezza.
Questo meccanismo è parente stretto di quello che consiste nel “ non dargli la
soddisfazione “ La moglie è stata dal parrucchiere, si è truccata, si vestita in modo elegante e il marito, anzichè farle un complimento, le fa una osservazione critica.E lei si convince di aver sbagliato, si sente colpevole. L’allievo presenta all’insegnante una tesi a cui ha lavorato per mesi, curata, perfetta, e l’altro sprezzante lo rimprovera perche non ha citato un suo lavoro.C’è gente che vede solo i difetti, le mancanze, che non elogia mai, che fa sentire gli altri sempre insufficienti, sempre dalla parte del torto, sempre colpevoli. Guai quando costoro vengono posti in posizione di comando: distruggono il morale dei collaboratori, dei dipendenti, distruggono la creatività, distruggono l’iniziativa.
Ringraziamo, al contrario, coloro che sanno creare entusiasmo, sanno elogiare chi ha fatto bene, sanno far partecipi tutti della lotta e della vittoria, e poi gioire e festeggiare insieme, e guardare ottimisti ad una nuova meta.


Chi crea confusione
6 Ottobre
Ci sono persone che vivono nella confusione e creano confusione. Lo vedi gia osservando la loro casa o il loro studio, carte accatastate, loro che incominciano un discorso e poi lo interrompono per rispondere alle telefonate. Il disordine spesso è espressione di un caos interiore, della incapacità di prevedere e programmare, oppure della mancanza di disciplina, o del rancore verso il lavoro o la vita che la persona sta facendo. Però in non pochi casi la confusione viene anche utilizzata per fini pratici.
Prima di tutto per attirate l’attenzione su di se come il bambino capriccioso che cambia umore, piange, si impunta e finisce per monopolizzare le cure, il pensiero di tutti. Ma lo fa anche il marito che lascia in giro le cose, che dimentica gli impegni e costringe sua moglie a seguirlo, a provvedere al suo posto. Lo fa l’assistente che ti pone continuamente domande, che ti crea problemi anzichè risolverli e riempie di sciocchezze la tua mente.
A volte il disordine e l’imprevedibilità servono per acquistare potere. È il caso del dirigente capriccioso, umorale, ora gioviale ora collerico che terrorizza i dipendenti perchè non sanno mai cosa aspettarsi ed hanno l’impressione di vivere in un labirinto di cui lui solo conosce l’ingresso e l’uscita.
O l’impiegato con la scrivania traboccante di carte e scartoffie in cui nessuno riesce a raccapezzarsi, ma che lui conosce benissimo per cui decide in modo arbitrario se far avanzare o rallentare una pratica solo spostandola in cima o imbucandola sotto le altre in qualche anfratto improbabile.
A volte invece il disordine, è un modo per evitare seccature. E ci sono anche alcuni che esasperano il loro difetto, se ne scusano in continuazione, e così hanno un perenne alibi per non andare agli appuntamenti sgraditi, per evitare gli antipatici, per non ricordare gli impegni presi, per affossare un progetto senza dare spiegazioni e potersi concentrare liberamente sulle cose che giudicano importanti.
Infine il disordine può essere l’arma dello stupido verso l’intelligente. Lo stupido pensa in modo disordinato, cambia argomento, si contraddice fino a produrre il caos nella mente dell’ascoltatore. La persona intelligente si logora nel tentativo di trovare una logica alle sue insensatezze. Ci sono donne che, in questo modo si impongono a uomini più intelligenti di loro e lo stesso fanno col pubblico molti intellettuali fumosi, molti politici chiacchieroni.


Depressione
2 Ottobre
Non bisogna mai prendere decisioni importanti quando si è depressi, quando si è malati e dopo una sconfitta.La persona piena di vita ama se stessa, i suoi amori, gli amici, i figli e vuole, spera, lotta per sè e per loro.La depressione indebolisce la capacità di amare, di sperare e di volere.Il depresso grave non uccide solo se stesso, ma anche la moglie, il marito, i figli, magari abbracciandoli, magari piangendo, ma li uccide.Per questo,anche nella depressione leggera, quella che dopo poco tempo se ne va da sola, non dobbiamo prendere decisioni importanti Perche non saranno mai a nostro vantaggio e di coloro che amiamo.Mi vengono in mente molti amici che si sono ritirati troppo presto dal lavoro, che hanno venduto la propria impresa o hanno lasciato tutto in mano ai figli rinunciando al loro dovere di guida.Non ne è mai nato nulla di buono.
L’altra situazione in cui non dobbiamo prendere decisioni importanti è la malattia.Nella malattia non siamo solo indeboliti ed incerti, siamo in balia degli altri.Nel momento stesso in cui entriamo in ospedale diventiamo dei prigionieri.
I medici, gli infermieri e perfino i nostri famigliari ci danno ordini, ci dicono cosa dobbiamo fare e cosa non fare, ci rimproverano, ci trattano come bambini.
Noi pendiamo ansiosi dalle loro labbra, con una parola possono darci la speranza o la disperazione.No, in questa situazione non dobbiamo prendere decisioni importanti.Lo faremo quando saremo tornati a casa, quando nessuno, nemmeno nostro marito o nostra moglie ha più il potere di darci ordini.Lo faremo quando avremo riacquistato la nostra libertà e la nostra dignità.La terza situazione è la sconfitta.C’è sempre nella vita il momento della sconfitta.Quando vieni bocciato agli esami, quando non ti danno il posto che avevi tanto sognato, o quando la persona che ami ti dice di no.In politica quando perdi le elezioni e va al potere il tuo avversario.Ma la sconfitta non provoca solo dolore, ti spinge alla resa E la resa, scriveva Paul Keskhemeti, è un servizio che il vinto rende al vincitore: prende i suoi valori, lo riconosce come migliore di sè.Il ragazzo accetta l’idea di essere stupido, la persona lasciata di esserselo meritato, il politico pensa che il nemico gli sia superiore.Nella sconfitta corriamo sempre il pericolo di perdere noi stessi, la nostra verità più profonda.Anche in questo caso dobbiamo aspettare a decidere solo quando abbiamo riconquistato la nostra forza interiore.


Il piacere
25 Settembre
Di piaceri ce ne sono tanti. C’è il piacere dell’assetato che finalmente può bere, il piacere del buongustaio, il piacere della madre che allatta il suo bambino, il grido di trionfo dello sportivo al momento della vittoria, l’estasi erotica di due amanti. Ora ho l’impressione che in alcuni di questi casi il piacere abbia anche una radice fisica, arriverei a dire che scaturisce direttamente dal corpo, dalle stesse cellule
L’ assetato sta male, la sua bocca è arida, ma anche tutto il suo corpo soffre, anche tutte le sue singole cellule soffrono. Ogni cellula è un organismo vivente e Bergson afferma che la natura ha impresso in ogni organismo vivente l’imperativo assoluto: “ sopravvivi ! Perciò quando finalmente l’individuo beve tutte le sue cellule assetate devono provare qualcosa che per analogia potremmo chiamare piacere, esultanza Sto esagerando? Si, Forse, ma riflettiamo sul trapianto.Anche dopo che il cuore si è fermato ed è cessato l’afflusso di sangue ai tessuti, parte di questi continuano a vivere .La pelle, il cuore, i reni, il pancreas e tutte le loro cellule per un certo tempo sopravvivono. Tant’è vero che molti organi possono essere prelevati e trapiantati in un altro corpo anche ore dopo. E nel terribile periodo in cui il prezioso ossigeno cessa di
arrivare ogni loro singola cellula lotta disperatamente per sopravvivere.
Noi non sappiamo come, ma certo con un terribile sforzo per resistere minuto dopo minuto alla morte.Perciò quando, grazie al trapianto sentono nuovamente affluire il sangue ricco di ossigeno debbano sperimentare ( quali parole siamo costretti ad usare per dire ciò che è inesprimibile ) una esultanza paragonabile a quella che prova l’uomo che stava soffocando e che può tornare a respirare
Ma se avviene questo nella mancanza di ossigeno o di acqua perchè non possiamo ammettere che processi analoghi avvengano di fronte a qualsiasi altra carenza? Quale vuoto si costituisce quando siamo mandati in esilio, quando la persona amata muore, quando ci dice di no e quale uragano di piacere ci inonda quanto l’abbracciamo e ci fondiamo con lei ! In queste grandi emozioni il nostro cervello funziona febbrilmente, la nostra vita sociale si trasforma e tutto il nostro corpo soffre o gode in ogni sua fibra, in ogni sua cellula.Dico questo perche dobbiamo prendere sul serio i piaceri ed i dolori della vita, e non cedere alla tendenza di manipolarli con leggerezza con qualche psicofarmaco o con qualche droga.


Corr
18 Settembre
Diffidate di coloro che, quando proponete loro un piano di grande respiro dicono “non si può “E’ gente morta dentro, che preferisce continuare la sua vita pigra, egoista, oppure che non vuole che voi riusciate perchè teme il vostro successo.Quante volte ho incontrato persone di questo genere nella mia vita.Ricordo un rettore che voleva tenere tutto immobile, un direttore che distruggeva i suoi migliori collaboratori per malvagità e decine di invidiosi che mi consigliavano di rinunciare “per il mio bene “.
Invece se hai un progetto fondato su bisogni reali, sulle esigenze dell’ industria, sulla domanda dei consumatori, per quanto appaia a prima viste impossibile, puoi realizzarlo.Sempre.Mi viene in mente Ferdinad De Lesseps, l’ingegnere francese che ha realizzato il taglio del canale di Suez.Un canale che univa il mediterraneo all’ Oceano Indiano c’era sotto i faraoni, c’era durante l’impero romano, poi era stato coperto dalle sabbie.Era assurdo che nell’ottocento.in pieno sviluppo industriale, si continuasse a circumnavigare l’Africa.Eppure quanti ostacoli,difficoltà, ostracismi gli furono fatti ! Alla fine vinse, morì povero, la su statua è stata abbattuta dai nazionalisti fanatici egiziani, ma il canale esiste.
Negli anni settanta dopo la crisi petrolifera tutti erano sfiduciati, eppure proprio in quegli anni ricordo due iniziative nuove. Una è la moda. Qualcuno diceva " è impossibile l'alta moda è solo Parigi!". Allora noi abbiamo inventato la moda fatta, il pret-aporter e siamo diventati i primi del mondo. L'altra iniziativa più modesta, è stato Mulino Bianco. Ci siamo accorti che in Italia non si mangiavano i frollini, allora glieli abbiamo offerti nelle confezioni giuste e - visto che erano gli anni di piombo - coi valori del buon tempo andato. Ma per riuscire in una impresa devi crederci fino in fondo, prodigarti fino in fondo, convincere gli altri, e non farti deviare dalla meta. Troverai sempre qualcuno che ti propone una strada più facile, già battuta, più sicura. Invece no, se vuol creare qualcosa di nuovo e di utile non devi mai imitare, non devi mai fare quello che gli altri hanno già fatto. E devi allontanare chi ti dissuade, i pessimisti, i pigri, i dubbiosi e tenere fisso lo sguardo sullo scopo. Infine devi dimenticarti di te stesso, considerarati solo un mezzo, non un fine. Allora vincerai, perchè la gente capirà che lo fai non per te ma per loro. E' incredibile la forza che nasce dal disinteresse.


Cibo
4 Settembre
Mi ha sempre dato fastidio vedere nei film americani qualcuno che apre un frigorifero e beve un bicchierone di latte gelato oppure, seduto sul bordo del divano ingurgita un barattolo di burro di arachidi.Ma anche da noi molte ragazze non sanno apparecchiare la tavola e nemmeno usare il coltello e la forchetta.Li considero segni di imbarbarimento, sintomi di un mondo che tratta il cibo come se fosse un prodotto tecnico, da fare in fretta, da cucinare in fretta, da mangiare in fretta, preludio ad un pianeta dove non ci sono più esseri umani ma robot.
In una vera civiltà, il cibo deve essere prodotto dall’uomo nella sua interezza, con il suo sapere, i suoi sensi, l’olfatto, la vista, l’udito, il tatto,il gusto.E poi l’armonia, la passione, l’amore, la vigilanza, il gusto estetico.Il processo incominci dall’agricoltura dalla preparazione del terreno, dalla scelta del seme, delle piante, l’innesto, la lotta ai parassiti, la raccolta corretta del frutto.E poi il cucinare: scegliere gli ingredienti, sentirne la consistenza,la freschezza il sapore, poi tagliarli nel modo giusto.
Dopo il ritmo della cottura: alcuni devono essere posti prima, altri dopo, altri vanno cucinati a parte ed aggiunti al momento opportuno.
E poi l’olio, il burro il sale, le spezie,
tutte nella quantità e nel momento opportuno e il fuoco alto o basso, l’uso o il non uso del coperchio.
Basta uno sbaglio in questo ritmo rigoroso e il cibo è rovinato come in una composizione musicale quando sbagli una nota.
E poi Il tavolo, le stoviglie, le zuppiere, i piatti di portata, bicchieri, le posate ciascuno per una sua funzione.Il cibo, dalla pereparazione al consumo, è perciò sempre scelta, vigilanza, attenzione,misura, equilibrio.Incorpora un’etica.L’obeso e l’anoressico sono il prodotto della violazione di questa etica e di questo sapere.Il miglior nutrizionista è il grande cuoco.
Il cibo infine è tradizione.Noi in Italia siamo fortunati perché il nostro paese è estremamente vario : freddo caldo, pianure, colline montagne, mare con prodotti diversi che i tanti popoli e le tante civiltà che si sono succedute per cui, in ogni più remoto angolo della nostra terra, vi sono ancora tanti piccoli e medi imprenditori che si dedicano al cibo con tutta la ricchezza della loro umanità.Ringraziamoli, siamo loro riconoscenti: essi costituiscono l’antidoto alla superficialità, al pensiero frantumato, alla indifferenza, all’eccesso, all’improvvisazione, alla violenza, alla dismisura.


Conoscere amando
28 Agosto
Per studiare, per scoprire bisogna amare.Non puoi suonare,non puoi comporre musica se non sei affascinato dalle note, se la musica non costituisce per te qualcosa di essenziale.Anche l’entomologo che studia gli insetti li ama, li riconosce uno ad uno, di loro sa ogni abitudine, ogni segreto.Quello che per un altro è un essere ripugnante per lui è meraviglioso, bello.Lo stesso succede a chi studia i serpenti, perfino a chi studia i batteri o i virus.Lo storico che fa ricerca su un personaggio famoso, anche il più crudele e sanguinario, finisce per capirlo, per entrare nella sua mente, nelle sue motivazioni, per sentire in qualche modo come lui.E nella cronaca nera lo psichiatra o lo psicologo che studia un pazzo criminale quando ti spiega il suo comportamento ti da sempre l’impressione di giustificarlo.
Quante infinite sfumature del bello vede una madre nel suo bambino, l’uomo nella donna di cui è innamorato.Conosce ogni centimetro della sua pelle,il significato di tutte le espressioni del suo viso, riconosce il suono dei suoi passi da lontano, il timbro della sua voce fra tutte.Ma non diciamo che l’amore è cieco? Si lo diciamo, ma non è vero.In realtà la trasfigurazione dell’amore non è mai pura invenzione, puro delirio, ha
sempre una base, non fa che accentuare ciò che esiste, espandere quanto in quel
momento desideri.
È una esagerazione, una iperbole, non una illusione.Poi, se le stesse qualità che ti erano indispensabili all’inizio dell’amore in seguito non ti servono più, le trasformi in difetti.
Quando un amore finisce ciascuno rimprovera all’altro di non essere come lo aveva immaginato, mentre in realtà gli rimprovera di essere proprio ciò che era.
Ma per vivere non possiamo solo amare.Se ami vedi nell’altro solo ciò che ha di buono, mai la malvagità, il pericolo.Eppure anche per conoscere il nemico devi in qualche modo amarlo perché devi identificarti con lui, capire i suoi meccanismi mentali, rivivere i suoi sentimenti fino all’odio che prova verso di te.Ricordo, ero a Damasco nel 1974 e studiavo l’islam con amore.Un giorno a casa di uno studioso lui si è messo a parlare di Rum ( l’occidente ) con una cattiveria tale che mi si è stretto il cuore.Ho capito il suo modi di pensare e l’odio implacabile che scorreva sotto la cortesia, l’autocontrollo del suo mondo.Un odio che non ho più dimenticato e che gli altri non conoscevano proprio perché non erano andati come me con cuore aperto.L’amore illumina anche quando viene ferito.


Insegnamento morale
3 Luglio
O sentito più volte ripetere che la morale si insegna con l’esempio. Non bastano le parole, le esortazioni morali finiscono per suonare come chiacchiere noiose.Invece l’esempio incide profondamente sul nostro animo, crea imitazione, ci trasforma interiormente. E’ una affermazione bella, edificante, ma purtroppo non è vera. Io ho visto e voi avrete certamente visto persone ammirevoli compiere grandi opere, prodigarsi per gli altri con onestà e generosità mentre coloro che li circondano, anche i loro più stretti collaboratori ne approfittano per fare solo i propri affari .Io ho visto e voi certamente avrete visto amministratori giusti ed imparziali criticati e calunniati da funzionari disonesti proprio perché non li lasciavano rubare.Ho visto bravissimi maestri circondati da allievi mediocri politici di valore circondati da personaggi squallidi ed ignoranti che pensano solo a saccheggiare. No l’esempio da solo non basta.   Allora è inutile? No è utilissimo ma funziona solo a condizione che noi amiamo , ammiriamo profondamente la persona che ci da l’esempio. Il bambino interiorizza profondamente i modelli con comportamento di sua madre, di suo padre o di un amico più grande quando li ama, li ammira, li considera persone superiori e meravigliose e vorrebbe essere come loro. Non succede lo stesso quandonon li ama o in in conflitto.
Non succede lo stesso con l’ insegnante che magari è una persona meravigliosa ma ai suoi occhi non è un modello da imitare.

Con risultato che il ragazzo sarà molto più influenzato da personaggi televisivi e dal divo rock di cui impara a memoria le canzoni e che imita nel comportamento. Osservando le cose ancor più da vicino però ci accorgiamo che anche in questi casi per dare un vero insegnamento morale non basta neppure il solo esempio. Occorre che il leader amato ed ammirato dia anche insegnamenti verbali, lasci degli scritti su cui gli allievi possano ritornare e poi corregga, rimproveri, elogi e sappia anche punire chi sbaglia. I giovani di Comunione e Liberazione hanno veramente interiorizzato i modelli di comportamento e il pensiero, perfino il modo di parlare, di scrivere di Don Giussani. E’ questo il motivo per cui l’insegnamento morale richiede un rapporto molto particolare fra maestro e allievo, oppure si realizza meglio in una comunità quando c’è un leader dotato di carisma e con una vera vocazione all’insegnamento.


Innamoramento
26 Giugno
Ci sono tante forme di attaccamento erotico-amoroso:l’ attrazione erotica, l’amicizia erotica , i diversi tipi di infatuazione ed infine il vero innamoramento. Ma c’è qualche sintomo inconfondibile che ci può far dire che si tratta proprio di innamoramento e non di un altra forma di amore ? Io penso di si e ve ne faccio un ritratto. Poi vedete voi.
L’innamoramento ha segni premonitori. Uno stato di inquietudine e di misteriosa attesa. Andando per la strada proviamo una strana attrazione per gli uomini o le donne che incontriamo come se cercassimo in loro qualcosa.. E, talvolta un senso di presagio, di destino.
Quando incontriamo la persona di cui ci stiamo innamorando ci domandiamo, chi sia veramente, se ama qualcuno, se è riamata e vorremmo che fosse solo per noi . Poi,come in una rivelazione, ci appare infinitamente bella, desiderabile E’ il colpo di fulmine, la fascinazione. Questa esperienza ci resta in mente e , se la scacciamo, ritorna. Fino al momento in cui siamo certi che quella è l’unica persona al mondo che corrisponde miracolosamente alle nostre attese, come se fossimo stati fatti l’uno per l’altro e il nostro amore facesse parte dell’ordine del cosmo. Per cui il nostro amato non può non ricambiarci e, se lo fa, è perche non conosce veramente se stesso.  
Con l’amore ricambiato abbiamo l’impressione che sia finito un periodo di prigionia in cui ci eravamo rinchiusi, per pigrizia, per passività, per paura. Ora abbiamo rotte le catene, siamo usciti all’aria , incomincia una vita nuova ! Tutto attorno a noi si trasfigura,i volti delle persone sono più belli, la luce più limpida, i colori più splendenti.Ci appaiono stupende e sacre anche le cose più semplici, come mangiare insieme un panino o aspettare il nostro amato alla stazione.
E vogliamo fonderci con il nostro amato non solo sessualmente, ma anche spiritualmente. Vogliamo vedere il mondo come l’ha visto da bambino, da adolescente, condividere tutto ciò che ha provato, le sue gioie, i suoi dolori, le sue sofferenze, le sue paure.Perciò ci raccontiamo le nostre vite, parliamo di tutto, rigiudichiamo tutto. E, guardando al futuro, poiché siamo certi che il nostro amore non finirà mai, cerchiamo di costruire insieme un progetto di vita in cui ciascuno realizza appieno se stesso e appieno l’altro.
E se non incontriamo tutte queste esperienze? Vuol dire che non siamo innamorati, o che uno dei due non lo è o, molto più semplicemente, che stiamo vivendo un'altra forma di erotismo e di amore.Ce ne sono tante!


Individualismo
19 Giugno
Molti filosofi e i sociologi sono convinti che il progresso umano consista in una sempre maggiore emancipazione dell’individuo dai vincoli della società, della religione, dei miti e dei tabù per cercare razionalmente la propria personale felicità.
Io non ho mai creduto a questa concezione ed ho sempre sostenuto che la storia è il prodotto di due forze sociali opposte e complementari.Una è la trasformazione non solidaristica prodotta dalle scoperte scientifiche, dalle applicazioni tecniche e dal loro sfruttamento ad opera dei più disparati individui e gruppi. Essa produce progresso scientifico e sviluppo economico sregolato che distrugge I legami sociali tradizionali,la religione, svuota I villaggi, spezza la famiglia, genera individualismo e disordine .Osservando i suoi tempi Marx pensava che “l’anarchia capitalistica” avrebbe portato al crollo del capitalismo. Heidegger che la tecnica avrebbe sostituito Dio. Ma il crollo del capitalismo non è avvenuto e Dio non è morto Perchè ? Perchè, oltre un certo grado di disordine, si mettono moto delle forze solidaristiche, cioè I movimenti collettivi politici, religiosi, sindacali, nazionali che fanno nascere altre fedi, altri valori, altri miti. Ebbene di queste due forze oggi in Europa operano solo le prime, quelle non solidaristiche.
Di conseguenza si indeboliscono le religioni, le credenze , I valori tradizionali, L’individuo pensa a se stesso, ai suoi interessi, alla sua felicità.Non sopporta vincoli, freni, non fa più figli, cura il proprio corpo con diete, ginnastica, protesi, cerca il sesso facile e senza impegni.
Al contrario ,in questo stesso periodo nei paesi islamici prevalgono le seconde, cioè I movimenti collettivi che mirano a ricostituire la umma, la comunità dei credenti, a restaurare gli ideali e le virtù religiose antiche, sacrificano l’individuo e generano fanatismo e violenza. L’europa si spegne nel cinismo permissivo, l’islam brucia nell rigorismo dell’utopia.
Per trovare un bilanciamento dobbiamo guardare altrove.Agli Stati Uniti che conservano un anima religiosa e ideale pur nel pragamatismo. Ma soprattutto a paesi come La Cina e l’India che hanno ritrovato forza nelle proprie radici, nella propria tradizione, e slancio, ottimismo, fede nel futuro mentre assaporano il gusto della libertà individuale un tenpo assente.Ed è questa giusta miscela che da loro rigore, disciplina e forza, ma anche il gusto di rischiare, progettare , sognare e vincere.


Merito
17 Giugno
Le persone che restano a lungo sul durare sul proscenio della vita politica, artistica o culturale si dividono nettamente in tre categorie.Ci cresce fa parte dell’oligarchia politica, i trasformisti, infine gli individui che si affermano con le loro sole capacità.
La prima categoria è costituita da coloro che fanno parte organica dell’elite del potere. Nei secoli passati alla grande nobiltà, soprattutto quella imparentata con le famiglie regnanti. Tutti i posti di comando civili e militari erano riservati ai suoi membri.L’unica istituzione in cui si poteva fare carriera dal nulla era la Chiesa.Con lo sviluppo economico sono sorte della grandi famiglie di finanzieri e di capitalisti che, sorreggendosi a vicenda e usando il potere politico, dominano a lungo. In epoca ancora più recente sono sorti i grandi partiti di massa governati da una oligarchia che assicura ai suoi membri un posto alla ribalta per tutta la vita.Ne fanno parte integrante anche alcuni artisti e intellettuali considerati “organici “ La seconda categoria è costituita da persone che non fanno parte organica dell’elite economica o politica e che galleggiano fra le diverse forze . Li chiameremo i trasformisti.
Costoro fanno incetta di ogni tipo di cariche in modo da poter fare dei
favori tanto all’uno quanto all’altro per avere poi titoli di merito con chiunque vinca. Stanno sempre con i piedi in due o tre scarpe, dando a ciascuno l’impressione di stare con lui solo. Nel frattempo fiutano che aria tira per vedere chi in quel momento sta prevalendo per spostarsi dalla sua parte per raccogliere qualcosa. Questi personaggi li troviamo dappertutto. Solo eccezionalmente sono dei geni come Talleirand, di solito sono solo dei mediocri, spregiudicati e corrotti.
Vi sono infine i veri geni che si sono affermati senza far parte di un gruppo di potere ma solo per meriti propri. Beethoven non era né aristocratico né membro di un partito, e lo stesso Dostojewski, Puccini o i Beatles.Quelli che durano più a lungo sono quelli che non solo hanno dato un contributo decisivo ma occasionale, ma che continuano la loro ricerca esplorando nuove strade in modo da essere sempre i primi. Pensiamo nella scienza ad Einstein o a Freud, nel cinema ad Hitchcook o a Fellini . Ma ci sono grandi innovatori che si affermano per forza propria anche nel campo della imprenditorialità, della politica, perfino della religione. Per esempio? Martin Luther King e Madre Teresa di Calcutta.


Rettitudine
5 Giugno
Che cos’è la rettitudine? Quando,nella nostra tradizione cattolica pensiamo alla morale , ci vengono in mente l’amore per gli altri, per i sofferenti, per i bisognosi, lo slancio del cuore, la compassione, il volontariato , le opere di carità. Rispetto a questi sentimenti caldi, vibranti, la rettitudine sembra qualcosa di freddo, che ha a che fare solo con il dovere, con l’autocontrollo, una sorta di disciplina che riguarda più il non fare il male che fare il bene, più la correttezza del comportamento che la bontà d’animo. Insomma non ci fa venire in mente Madre Teresa di Calcutta, ma il funzionario che non accetta regali, il professore giusto e severo , la persona che sta ordinatamente la fila. Una visione molto limitata del concetto di rettitudine che invece è l’interiorizzazione profonda e convinta delle leggi, delle norme deontologiche, dei principi di giustizia, di imparzialità, di onestà e del senso del dovere. Mi viene in mente un grande chirurgo mio amico che stava per partire per un congresso internazionale molto importante e la sera prima aveva visitato una bambina ammalata. Di notte non poteva dormire. Più pensava a quella bimba e più si convinceva che era in pericolo di vita, che doveva intervenire subito.
Alle due di notte ha chiesto al suo assistente di disdire il congresso ed ha
telefonato ai genitori della bambina chiedendo di portarla immediatamente in clinica.
Alle sei ha fatto un intervento durato otto ore che le ha salvato la vita. Il mio amico non è un santo , ha solo un profondo senso del suo dovere di medico. E mi viene in mente un’ altra persona di valore che ha dedicato anni ed anni a costruire una grande istituzione. Poichè doveva tenere bassi stipendi e costi, dava l’esempio chiedendo uno stipendio modesto , non usando l’autista e andando in metropolitana.
Il nostro è un paese pieno di gente buona, generosa, ma che non sa essere imparziale.E’ pronta a elogiare, favorire, assolvere i propri amici, i propri compagni di partito mentre denigra, ostacola, condanna quelli dell’ altra parte. In tutti i campi vediamo emergere i figli dei personaggi potenti, dei politici, i raccomandati a spese dei meritevoli.Ebbene la rettitudine non accetta questo modo di fare, lo condanna. Per questo da noi le persone rette vengono spesso considerate rigide, ingenue, o addirittura stupide. Però lo sappiamo tutti che, se non ci fossero, la società non potrebbe funzionare.


Erica
5 Giugno
Ho visto alla televisione Erica.Una bella ragazza alta, calma, sorridente, sicura di se, contenta di essere fotografata.Fra qualche anno, quando uscirà l’inviteranno nei principali talk show televisivi per discutere dei difficili rapporti fra gli adolescenti ed i loro genitori.Lei se ne intende.A diciassette anni ha ucciso sua madre con più di cento coltellate e poi il fratellino che la scongiurava di non fargli del male.Già allora era una diva, aveva realizzato quello che molte adolescenti,in un momento di collera, possono pensare quando dicono alla madre “Ti odio, vorrei che fossi morta “.E in fatti aveva ricevuto lettere di ammirazione e d’amore.
Erica si presta a diventare un mito, perche dentro ciascuno di noi cova come una belva incatenata la violenza.Se non fosse così nessuno andrebbe a vedere i film horror o anche semplicemente Il Padrino.Una violenza che nelle società antiche si manifestava apertamente.Gli assiri tagliavano le mani ed i piedi ai prigionieri, li scuoiavano vivi.Attila, Gengiz Khan e Tamerlano lasciavano sul loro cammino milioni di morti e piramidi di crani.Ma, attenzione, basta poco per far riemergere la stessa violenza scostando la fragile barriera costituita dalla morale cristiana. Pensiamo alle crudeltà compiute pochi anni fa nella ex Jugoslavia.
Noi siamo affascinati da chi sa violare impunemente la morale e la legge. Medea,la figlia del re della Colchide aiuta Giasone a rubare il tesoro della sua famiglia, il vello d’oro.Lo segue, gli da dei figli.Ma quando, a Corinto, lui vuol sposare la figlia del re, lei la fa morire fra le fiamme e poi uccide i figli suoi e di Giasone.
Ma non sarebbe diventata un mito se fosse stata presa e uccisa.Lo diventa perche se ne va su un carro di fuoco e torna a regnare sulla sua terra.Il vincitore ha sempre ragione.
E’ questo il vero motivo per cui, nel corso della storia, chi ha violato la legge o offeso l’autorità è sempre stato duramente punito.Per dare un esempio, per far capire a tutti coloro che volessero comportarsi nello stesso modo, quale spaventosa sorte li aspetta.E spesso il reo doveva dire che era pentito, ed invitare tutti a non seguire il suo esempio.Oggi gli esperti ci dicono che aspettano che Erica si penta del suo gesto.Bene, è giusto.Però la vecchia regola continua a valere.Erica diventerà una star se riesce ad uscire presto, dimostrando così che si può ammazzare la madre ed il fratello e poi andarsene in giro allegra, libera e bella.


Storia e geografia
29 Maggio
Ogni giorno resto esterrefatto nel vedere l’ignoranza di tanta gente nel campo della storia e della geografia. Individui che viaggiano, vanno in crociera , volano da un capo all’altro del mondo e ,se li metti davanti ad una carta geografica e gli domandi dove sono stati, non te lo sanno dire. E non sanno nulla della storia, della religione, del sistema politico del paese in cui sono stati. Hanno visto dei monumenti, ma non sanno cosa significhino. E la stessa ignoranza la trovi negli universitari e nei laureati.appena freschi di studi. E’ il prodotto di una scuola dove si studia la storia senza date, senza cronologia comparata e senza localizzare tutto sulla carta geografica.   Come ci siamo arrivati? Ritirandoci progressivamente. Un tempo, sotto la spinta nazionalistica studiavamo le civiltà del mediterraneo, la storia europea e quella italiana. Però poi, quando abbiamo creato l’Unione Europea non abbiamo sentito il bisogno di approfondire lo studio dei paesi europei, dei loro passato, del loro sviluppo per capire cosa hanno in comune e cosa di diverso.
Ci siamo concentrati sul presente, sulla storia italiana e soprattutto sul Risorgimento e la Resistenza .
Viaggiamo in Europa credendo di conoscerci, in realtà ci conosciamo
meno di prima .Quando è avvenuta la mondializzazione non abbiano sentito il bisogno di allargare lo studio al nordafrica, al mondi islamico, all’India alla Cina. Abbiamo seguito il metodo americano della chiusura in noi stessi come se fossimo noi il centro. Il mondo è diventato un luogo in cui fare affari e dove andare per turismo. Però l’affarista non si occupa di storia ma di soldi, ed il turista è alla ricerca di immagini, di esperienze, di emozioni. C’è poi un'altra illusione in giro: che con la la formazione di società multietniche, le differenze storico culturali non contino più.Al contrario diventa sempre più importante conoscerle perche entriamo in contatto quotidiano con persone che hanno storia , religione, costumi, valori, concezione della famiglia, dell’autorità, dei rapporti fra i sessi e fra le generazioni, modi di sentire diversi dal nostro. Un secolo fa che bisogno c’era di conoscere l’islam ? Nessuna. E lo stesso della Giappone, della Cina e della mentalità e della sensibilità profonda di questi popoli.In futuro ci troveremo sempre di più a contatto con persone di cui,in realtà, non conosciamo nulla, con cui non possiamo parlare di nulla se non di banalità. Estranei.


Lasciare
22 Maggio
Quando in una coppia l’amore finisce, maschi e femmine tendono a reagire in modo diverso. I maschi tendono a trascinare il rapporto, le donne rompono bruscamente e spesso in modo definitivo.Perché questa differenza? Perche la donna unisce emozioni che l’uomo tende a separare. E’ difficile per lei provare erotismo senza un po’ di ammirazione, di tenerezza, di affetto, Certo può avere una relazione puramente sessuale con un uomo molto bello e desiderato dalle altre. Ma poi desidera sentirsi un po’ amata, e vorrebbe averne stima .L’uomo invece può avere rapporti sessuali anche con prostitute che giudica spregevoli e brutte.Inoltre la donna avvicina il dolce contatto col corpo del proprio bambino al contatto col corpo dell’amante, a volte li vorrebbe accanto insieme a letto insieme. L’uomo no.
L'uomo può cessare di amare una donna e continuare ad ammirarla, desiderarla sessualmente, provare piacere a stare con lei.La donna, poichè fondeva insieme amore, sesso, tenerezza, amicizia e ammirazione, quando smette di amare distrugge tutto.Non sopporta nemmeno il contatto. “ Non toccarmi ! “ grida.
Quando un uomo e una donna si innamorano mettono l’amato più in alto, e tutti gli altri su un piano inferiore.
Ma quando cessa l’innamoramento, mentre l’uomo si limita a riportare l’eletta al livello delle altre, la donna lo scaraventa in un baratro.E quando lei gli dice sprezzante “vado col primo che capita, ma non con te” non è solo un modo di dire, ma un vero comportamento: può fare all’amore con il primo che capita, ma non con lui.
E se l’uomo insiste, la scongiura, piange, viene presa da una vera e propria ripugnanza ; più lui si umilia, più lei diventa dura e implacabile. L’uomo ha una reazione opposta. Se la donna lo scongiura e piange si intenerisce, l’abbraccia, e le promette di rivederla .Questa differenza di mentalità può essere pericolosa L’uomo lasciato bruscamente non capisce, la prega di tornare e, più lui insiste, più lei rifiuta. Lui le chiede un ultimo incontro, la scongiura, piange, la minaccia. Lei gli dice di no, che ha già deciso, che è inutile.Non si rende conto del pericolo. Basterebbe mentirgli, dirgli - come farebbe lui - che gli vuol bene, vuol solo riflettere, promettergli che si rivedranno e scappare , salvarsi. Ma lei non sa o non può mentire.Gli sbatte in faccia il suo no e lui l’uccide.
A tutte le donne: se lasciate un uomo bruscamente, per favore, non accettate mai un ultimo incontro.Sparite.


La speranza
8 Maggio
Molte persone di fronte ad un problema o ad una difficoltà,vengono prese dallo sconforto.Lo sconforto è un cedimento interiore, una scomparsa dello slancio vitale, la pedita della speranza.Io non so perche noi uomini siamo così fragili. Moltissime volte ho visto persone colpite dalla malattia o della sfortuna e mi sono domandato cosa sarebbe mai capitato di loro. Le ho riviste dopo molti anni xedd ho visto che si erano riprese, erano guarite, avevano iniziato una nuova attività, piene di vita. Ho capito allora che lo sconforto, il cedimento sono meccanismi di protezione. Ci ritiriamo come il cane ferito si ritira nella sua ciuccia per proteggersi dagli stimoli, per non mettersi in gioco finchè non ha recuperato le forze.
Ma vi sono anche delle persone in cui questi meccanismi protettivi diventano patologici.Ho conosciuto persone che, dopo una frustrazione, non hanno più avuto il coraggio di avvicinare la persona amata, di parlarle, di gettarsi nelle sue braccia dicendole senza paura : “ ti amo “. Ho visto ragazzi che per non aver superato un esame si sono convinti di non riuscire negli studi ed hanno rinunciato per scoprire, magari dopo a quarant’anni il gusto di leggere e di farsi la preparazione che non avevano completato da giovani   All’estremo
opposto vi sono persone straordinarie capaci di resistere nelle condizioni più disperate, di sperare quando tutto sembra perduto.
Persone dotate di una straordinaria volontà di vivere e di una straordinaria capacità di resistere che sono sopravvissute per decenni in orribili celle sotterranee senza luce, in mezzo ai propri escrementi e ai topi o nei gulag del comunismo sovietico e perfino nei campi di sterminio hitleriani. Oppure pensiamo a Tomaso Campanella torturato e rimasto incorribili prigioni per ventisette anni e che ha continuato a creare, a scrivere. Questi casi straordinari ci mostrano quali straordinarie risorse la fede e la speranza generino nell’animo umano.
Di fronte ai dolori e alle frustrazioni della vita, ricordiamo perciò che lo sconforto, il cedimento e il ritiro sono meccanismi di difesa, modi per recuperare le forze. Perciò devono essere periodi brevi, come la sosta nel corso di una escursione .Guai a lasciarci trascinare nel loro vortice.Von Clausewitz, nel suo trattato sull’arte delal guerra insegna che talvolta ci si deve ritirare, ma bisogna sempre farlo come il leone, che arretra lento, calmo, sempre pronto ad azzannare.


Affabulazione religiosa
1 Maggio
C’è in giro un gran bisogno di sacro, di religioso, di magico e di fantastico.Di qui il successo della grandiosa epopea Il Signore degli anelli di Tolkien dove la lotta fra il bene e il male viene vinta quando un eroe puro sa rinunciare al potere assoluto.
Oppure la grande saga di Harry Potter ricca di avventure e di straordinari personaggi.Ma tanto Tolkien quanto la Rowling tengono il cristianesimo lontano dalle loro storie fantastiche.Non contaminano romanzo e
religione.Non deformano la storia o la dogmatica cristiana.Invece, recentemente si è messa in moto una vera e propria affabulazione del cristianesimo, la costruzione di romanzi e film con storie immaginarie in cui viene coinvolto Gesù Cristo e altri personaggi della fede cristiana.Ha incominciato Martin Scorsese nel suo film L’ultima tentazione di Cristo in cui Satana, presentandosi sotto forma di cherubino convince Gesù Cristo sulla croce, a credere che il suo sacrificio sia stato sufficiente.Cristo si libera, sposa Maddalena, invecchia e quando sta per morire irrompono nella sua stanza Pietro e Giovanni, gli indicano il demonio che svanisce in una fiammata e Cristo si ritrova sulla Croce dove compie la sua missione di salvezza.Un film che, sia pure in modo
paradossale, dimostra che la morte e
resurrezione di Cristo sono l’essenza del Cristianesimo.
Il significato invece è esattamente l’opposto nelle storie da cui è tratto il Codice da Vinci: Gesù Cristo è semplicemente un uomo, sposa Maria Maddalena, da origine alla dinastia dei re di Francia,poi nella storia si mescolano i templari, i rosacroce gli assassini dell’Opus Dei e chi più ne ha più ne metta.Non è più storia, è fantasia, ma la gente la prende per vera.E già si annunciano storie tratta dai vangeli gnostici come quella su Giuda, la creazione di una vera e propria mitologia in concorrenza col messaggio ufficiale della Chiesa.
E mi sembra giusto aggiungere che questa tendenza alla creazione di miti o deformazione del religioso c’era anche ne I versetti Satanici di Salman Rushdie condannato a morte da Khomeini.Infatti chi ha letto il libro - pochissime persona in realtà nonostante i milioni di copie - si sarà accorto che vi si trova un vero e proprio sbeffeggiamento della rivelazione ricevuta da Maometto, la base stessa della religione islamica.I musulmani, che prendono la loro religione molto più sul serio dei cristiani, se ne sono accorti subito ed hanno reagito in modo spietato.Per carità, mi ripugna la loro condanna, ma capisco la loro vigilanza..


Creazione ed amore 2a versione
24 Aprile
C’è un immenso piacere nel creare, nell’inventare, nel costruire qualcosa, nel risolvere un problema, ma possiamo farlo solo per qualcuno che amiamo, per una comunità a cui vogliamo fare del bene.In realtà molto spesso siamo chiamati a svolgere un compito per gente indifferente o addirittura ostile.All’inizio siamo perplessi, talvolta presi dallo sconforto ma quando incominciamo ad ottenere risultati, quando ci accorgiamo che stiamo dando un contributo originale, allora incominciano a provare simpatia per coloro che stiamo beneficiando, siamo pronti fare sacrifici per loro e proviamo per loro affetto amore.Anzi credo che quasi sempre nella vita non venga prima l’amore, viene prima la creazione, il dono di qualcosa di prezioso e solo dopo sorge l’amore per coloro a cui abbiamo donato.E’ lo stesso meccanismo che si trova alla base della maternità e della paternità: noi amiamo coloro a cui abbiamo dato la vita.Questo spiega perché le personalità creative provino così spesso un senso di delusione e di ingratitudine.Essi amano coloro a cui offrono la loro opera, ma costoro non sempre li ricambiano.Spesso anzi li guardano con sospetto, pensano che lo facciano per ambizione o per un proprio tornaconto
e quando hanno successo, li invidiano.
Poi quando l’opera è finita se ne impadroniscono con avidità.
L’individuo isolato, escluso, l’individuo che si accorge che quando parla le sue parole sono accolte con astio, con livore, con la volontà di non capire o di non ascoltare, l’individuo in esilio, perde ogni interesse e ogni volontà di fare, perché non ha più un interlocutore a cui donare, da cui venir riconosciuto.Nella persecuzione e nell’esilio si salva solo chi guarda al di la del contingente, e si rivolge ad un pubblico ideale.Machiavelli scrive le sue cose migliori in esilio quando non parla più ai suoi concittadini per ottenere un risultato politico, ma a tutti gli uomini che vogliono conoscere i reali meccanismi della vita e delle storia.E lo stesso fa Dante quando, non potendo più tornare a Firenze dove è stato condannato a morte, allarga il suo orizzonte a tutte le esperienze umane e all’intera Italia di cui crea la lingua.Alcune delle più grandi opere creative scientifiche ed artistiche nascono proprio dall’ esperienza dell’esilio che porta a trascendere il contingente a parlare a gente che non conosci, ma che, poiché non è accecata dall’invidia e dal rancore, può ascoltarti e capirti e che, perciò, puoi amare.


Francia
10 Aprile
Al fondo della rivolta degli studenti francesi si trova il desiderio di un posto sicuro corrispondente alle proprie qualifiche.Un tempo erano i braccianti, gli operai, a temere la disoccupazione, oggi sono i laureati.C’è una grande domanda di lavoratori manuali di qualsiasi tipo, contandini, personale di servizio, infermieri, operai, mentre il sistema produttivo non riesce ad assorbire tutti coloro che si laureano per diventare medici, avvocati, letterati o per affermarsi nel cinema e nella televisione.I giovani che aspirano a queste professioni perciò sanno che li aspetta un lungo periodo di ricerca ed il pericolo di perdere il lavoro.Una situazione si è aggravata con la concorrenza dei paesi asiatici anche nei settori ad alta tecnologia, anche nelle professioni più qualificate.
E’ un problema che incombe su tutti i paesi europei.Ma chi può dare subito a tutti i nostri giovani un lavoro sicuro e stabile qualunque scuola o laurea abbiano? Il mercato non può farlo, le imprese sono impegnate nella concorrenza internazionale e cercano gente con le competenze necessarie Chi allora? Lo Stato, risponde qualcuno.Ma per farlo occorre una economia pianificata come quella che c’era in URSS.Oggi impensabile.
E’ arrivato il momento di lasciar cadere alcune illusioni e di guardare in faccia una dura realtà La mondializzazione non è la Coca Cola e i Mc Donalds, come alcuni credono, è una concorrenza spietata che nessuno può fermare.Nè lo Stato francese, nè il nostro, nè gli altri.Va affrontata a viso aperto da tutti.Con una amministrazione statale razionale, con imprenditori competenti, coraggiosi e sostenuti dalle banche, con la ricerca scientifica, le innovazioni e le invenzioni, ma anche con lavoratori preparati, duttili, che si rinnovano continuamente attraverso lo studio.La scuola deve portare i giovani a studiare ciò di cui siamo carenti, come le materie scientifiche, e farli arrivare a standard molto più elevati di quelli odierni.Essi poi devono essere aiutati in ogni modo ad inserirsi nel mondo del lavoro il più presto possibile.Basta però col pregiudizio contro le attività pratiche, basta con l’idea che un pezzo di carta ti assicura il lavoro e il successo, basta con l’epoca del “tutti promossi “, basta con gli autogestiti, basta con i privilegi, basta con i raccomandati, basta con le discriminazioni ideologiche, abbiamo bisogno di gente che sa.Dobbiamo promuovere competenza e merito.


Concentrazione
4 Aprile
Alcune ricerche indicano che la capacità di concentrazione intellettuale dei dipendenti nelle imprese americane non supera i dodici minuti.Molti insegnanti universitari mi dicono che gli studenti non riescono a prestare attenzione ad una lezione per più di dieci minuti.Si stancano, perdono il filo, si mettono a chiacchierare.Per tenere desta la loro attenzione devi scendere in mezzo a loro, dire storielle oppure fare delle proiezioni.Andrebbe bene una lezione alla Piero Angela, fatta di immagini, pezzi filmati, interviste, che poi però non devono ricordare, ma di cui gli restano impresse solo alcune immagini, alcuni fatti.
E’ uno degli aspetti del pensiero frantumato tipico dell’epoca elettronica, qualcosa che si incomincia ad imparare a due anni, passando da un giocattolo all’altro, usando lo zip nel canale televisivo di cartoni animati, sfogliando i libri pieni di figure senza leggere il testo.O ascoltando tanti brani di musica tutti brevi,o navigando in internet, volta per volta attratti da un argomento, una immagine, una curiosità che appena soddisfatta ne fa nascere un'altra e poi un'altra e così via.Oppure nei talk show televisivi in cui tutti parlano senza ordine logico, senza arrivare ad un conclusione e applaudono quando sentono qualcosa che gli piace una battuta che li fa ridere.
La frantumazione del pensiero non è solo negativa.E adatta gestire la rapidità e la molteplicità di stimoli del mondo moderno.Consente di arrivare al risultato attraverso l’uso della percezione visiva, delle associazioni e della intuizione.Essa però diventa una virtù solo quando è accompagnata dalla capacità di concentrazione..I giovani hakers sono capaci di una altissima concentrazione, simile a quella dei matematici intuitivi.Quando invece non c’è questa capacità, la persona non riesce ad apprendere il ragionamento logico.Lo sa bene il professore disperato che non riesce ad esporre e far capire una argomentazione o una dimostrazione perché gli allievi non ce la fanno a tener presenti tutti i passaggi logici fino alla conclusione finale.
Come si pone rimedio a questa lacuna? Esercitandosi a risolvere problemi complessi in breve tempo.Ma anche con dei semplici esercizi.Il primo, è di imparare a memoria in un tempo limitato, delle composizioni poetiche.Il secondo leggere dei libri o guardare dei film e farne subito un dettagliato riassunto..Il terzo, studiare libri di filosofia.


Papi
27 Marzo
Viviamo in un’epoca di grandi manifestazioni e scenografie laiche. Come le olimpiadi, i concerti rock e le partite di calcio. In Inghilterra c’è la monarchia, in Cina le celebrazione del Partito Comunista.Ma nel campo religioso l’unica Istituzione che ha conservato nelle sue celebrazioni un ponte fra passato presente e futuro è la Chiesa Cattolica. Chi ne ha capito la potenza di comunicazione simbolica è stato Papa Vojtyla.Nei suoi incontri con le folle in tutto il mondo ha sempre voluto un quadro scenografico e coreografico che coinvolgesse, esaltasse trascinasse verso l’alto tutti coloro che vi partecipavano o vi assistevano alla televisione. Forse nel suo pontificato si sono ulteriormente vuotate le chiese , ma si sono riempite le piazze di fedeli e di non fedeli che partecipano ad una liturgia nuova che parlava ai popoli e alle generazioni. Ed in questo modo egli è riuscito a comunicare al mondo il messaggio di Cristo in un epoca di scristianizzazione, di ateizzazione e di espansione islamica , e a mostrare che il cattolicesimo continua ad essere forte, unito e proiettato verso il futuro,
E papa Ratzinger, coltissimo , delicato, stupendo scrittore che fa riscoprire il significato e vibrare le parole chiavi del Vangelo, non ha abbandonato questa strada.
Certo egli è più schivo del guerriero Voitila, non si sposta come l’altro in cento paesi, ma usa la piazza di S Pietro nello stesso modo, come chiesa per folle immense, palcoscenico liturgico, con tripudio di costumi, sapienza scenografica, coreografia rigorosa, a rappresentazione di una Chiesa unita , certa di se, con le braccia aperte sul mondo. C’è solo un punto che in queste manifestazioni sacre mi lascia un po’ perplesso : il modo in cui sono presenti e vestite le religiose.Nel passato non solo le badesse ma anche tutte le altre suore avevano un abbigliamento solenne, che ne indicava il ruolo sacro. Senza tornare al medioevo, ricordo la badessa di Castelnuovo Fogliani che, col suo lungo abito e mantello bianco, sembrava una regina. Questo non si vede più. Mentre i sacerdoti in queste celebrazioni hanno abbigliamento e paramenti imponenti , le suore si vedono di solito solo fra il pubblico con abiti molto poveri.Non sono presenti con tutta la solennità che merita l’ordine religioso e ciò che fanno. Non sto parlando del sacerdozio delle donne , osservo solo la debolezza della presenza femminile nel rituale che ho appena apprezzato .


Costumer satisfaction
20 Marzo
I migliori strumenti, se usati male o per scopi impropri producono disastri.Così sta succedendo, con la custumer satisfaction ( la soddisfazione dei consumatori ) il metodo con cui le imprese chiedono ai loro clienti quali sono i difetti dei prodotti in modo da poterli migliorare.Se i consumatori ti riferiscono che la tua automobile non frena bene o ha le porte che sbattonsi cercherai di porvi rimedio.Ma tutto questo funziona perché è il consumatore che sa che cosa è meglio per lui, non c’è nessun altro giudice migliore.Cosa succede quando passiamo alla istruzione dei giovani? Chi è il consumatore? Tutti pensano agli studenti.Ma è vero? Anche i bravi insegnanti hanno idee di cui tener conto e così pure i genitori tanto che alcuni mandano i propri figli all’estero per assicurare loro una educazione migliore.Infine ci sono gli imprenditori perchè quei giovani devono poi assumerli loro.
In Italia però di solito, nelle università, la custumer satisfaction è fatta interrogando solo gli studenti.Gli si domanda quali sono le materie più utili, quelle che gli piacciono, quelle troppo faticose, quali docenti sono graditi, quali invece sono troppo esigenti.noi tendiamo ad innamorarci siamo pronti a cambiare.Perchè siamo mutati...
Ma cosa ne sa uno studente del primo o del secondo anno di cos’è
importante per la sua formazione, che cosa gli servirà veramente domani per affrontare il lavoro e la concorrenza internazionale? Inoltre molti studenti sono abituati a studiare poco e fanno fatica a concentrarsi.Costoro, se glielo domandi, cercano di ridurre le materie più impegnative, evitano i professori più esigenti, quelli che fanno esami seri, mentre chiedono materie facili, lezioni divertenti, esami in cui non ti bocciano e prendi un voto alto.
Alcune università che sono alla disperata ricerca di studenti, oltre a fare pubblicità, utilizzano i risultati della custumer satisfaction per catturarli andando incontro ai loro desideri.Se gli studenti rispondono che una materia è difficile la eliminano, che un professore è troppo esigente lo isolano, insomma fanno di tutto perché il corso di studi diventi sempre più facile,in discesa.E’ il principio di Pinocchio.Sappiamo tutti che Pinocchio, simbolo universale dei ragazzi, non aveva voglia di studiare e, fra andare a scuola ed a uno spettacolo di burattini, preferiva il secondo.Così, seguendo la sua personale costumer satisfaction, non finisce nel paese della cultura, ma nel paese dei balocchi e diventa un
somaro.Oggi c’ è chi lo aiuta a seguire la stessa strada.


Aperti e chiusi
13 Marzo
Ci sono persone che, con chiunque parlino sono accettate, gradite e, in qualsiasi ambiente entrino, riescono a creare una atmosfera gradevole, di simpatia, di comprensione.Anche se l’interlocutore ha un atteggiamento altero o ostile non raccolgono la sfida, lo ascoltano con attenzione e colgono sempre nelle sue parole qualcosa di positivo, qualcosa con cui sono d’accordo.Se l’altro fa affermazioni contrarie ai loro convincimenti cercano di ignorarle.Così riescono ad instaurare un dialogo amichevole Sono persone che vogliono piacere, che vogliono esser amate, evitano i conflitti e per non farsi nemici sono sempre pronte ad un compromesso.Sono apprezzate, stimate, ma anche indifese di fronte a gente astuta e spregiudicata che approfitta della loro cedevolezza per ottenere impegni e promesse di cui poi abuserà.
Esattamente all’opposto ci sono persone che hanno forti convincimenti a cui non sono assolutamente disposte a rinunciare e che affermano e difendono con decisione.
A diffidenza delle prime sono diffidenti.Quando incontrano qualcuno che non conoscono, anche se sono gentili e sorridenti, lo osservano con cura, lo studiano,
lo valutano per capire se
Gradevoli coi primi, si irrigidiscono con i secondi e si preparano allo scontro, oppure li ignorano.Quando entrano in una sala piena di gente nuova sono prudenti, parlano con circospezione poi, di solito, si fermano chiacchierare solo con le persone che conoscono o di cui sono sicure.A causa di questo modo di comportarsi spesso vengono considerate altezzose e superbe.
Vi sono infine delle persone che come le prime riescono sempre a stabilire una relazione amichevole ed a creare una atmosfera piacevole non sono né arrendevoli né accondiscendenti.Evitano le provocazioni, evitano le discussioni accese, evitano lo scontro ma quando è necessario sono pronte ad affermare con estrema chiarezza e precisione il loro punto di vista.Sicure della propria cultura e della propria abilità, dopo aver ascoltato con rispetto e attenzione l’ avversario, colgono sempre un punto debole della sua argomentazione e gli rovesciano la situazione fra le mani.Con questa gente hai l’impressione di venire sempre capito, e, nello stesso tempo che puoi sempre imparare qualcosa.


Cosa pubblica
6 Marzo
Da un episodio di cronaca.In una città italiana già da alcuni anni gli abitanti della via in cui si trova una scuola media superiore frequentata dalla buona borghesia fanno petizioni e si rivolgono alla questura e alle altre autorità pregando di toglierla, di spostarla.Perché? Perche sono stanchi del baccano, del vociare, della maleducazione, delle parolacce, della sporcizia, degli scarabocchi con cui gli studenti imbrattano gli edifici.Ne sono nauseati, ma non possono fare nulla e sono anche imbarazzati perché chiedere di spostare una scuola molto nota è politicamente scorrettississimo Anche perché ci sono dei genitori e degli insegnanti che non hanno niente da dire e sono perfino orgogliosi dell’esempio che i loro figli ed allievi danno ad altre scuole dove invece vigono ancora proibizioni sul dire parolacce e sullo sporcare.
Ma perché meravigliarci di questi comportamenti? Esaminiamo le classi sociali da cui molti di questi giovani provengono ed il tipo di vita che fanno.
Fin da piccoli i loro genitori hanno cercato di dare loro tutto e si sono attenuti alle regole della più moderna psicologia: non frustrarli.
Non hanno mai dovuto preoccuparsi che la casa sia pulita perchè c’è la domestica filippina che lava e raccoglie la roba in giro. Hanno la loro stanza in cui possono ricevere il ragazzo o la ragazza.
E sono ancora più liberi quando d’inverno vanno a sciare in montagna o alle Seichelles, e d’estate quando si alzano alle due del pomeriggio e poi tornano dalla discoteca alla sette del mattino.Per giovani abituati in questo modo, la scuola con le aule, i banchi, i professori che ti danno ordini, gente che pretende che tu non sporchi per terra o non urli, è una specie di prigione medioevale, e quindi è naturale che si ribellino alla costrizione e vogliano autogestirsi.Per di più la scuola, la strada e le mura sono pubbliche, sono di tutti, ed anche se le sconci non ti succede niente.Quanto alla gente che disturbi, anche se protesta nessun le da retta.Sei al sicuro, sei intoccabile.
Per nostra fortuna in Italia la stragrande maggioranza delle scuole non sono così.Molto spesso anzi studenti, genitori ed insegnanti si prodigano, fra mille ristrettezze, ciascuno nel proprio campo per fare bene.Ma le scuole del primo tipo danno l’esempio e pretendono di formare l’elite del paese.E allora sono preoccupato perché chi si comporta in modo villano resta villano, e chi disprezza e distrugge la cosa pubblica quando sarà adulto non avrà ritegno a saccheggiarla.


Lingue
27 Febbraio
Sono convinto che la nostra scuola, nonostante la sua politicizzazione, nonostante i capricci dei pedagogisti contro l’apprendimento mnemonico e la storia, resta buona.Però i nostri bambini, i nostri ragazzi, i nostri giovani non imparano tutto quanto serve alla sfida che l’Italia dovrà affrontare nei prossimi anni. Finora il centro del mondo è stato l’occidente Noi,eredi di una antica cultura estetica, siamo riusciti a ritagliarci in esso un posto ed un ruolo .Siamo diventati produttori del bello in qualsiasi campo ci applicassimo, dalle navi Michelangelo e Raffaello, al design, alla moda, alle piastrelle, alle scarpe, all’oreficeria. Ma la mondializzazione e lo sviluppo dei paesi asiatici, in particolare della Cina e dell’India con la manodopera a basso prezzo hanno messo in ginocchio le nostre imprese. E hanno anche introdotto nuovi criteri di bellezza, stanno modificando il gusto. La nostra ripresa , la riconquista di un posto nel mondo, passa attraverso una trasformazione ad un tempo economica e culturale.Ma in quale direzione rivolgerci? Dobbiamo abbandonare il nostro terreno, il nostro ruolo tradizionale, cercare di diventare competitivi con paesi che hanno sempre puntato sulle grandi produzioni ad altissima tecnologia come gli USA? Non credo che rientri nelle nostra capacità e nella nostra vocazione. Dobbiamo perciò sviluppare al massimo la ricerca, muoverci verso attività sempre più sofisticate, ma restando nei campi in cui abbiamo una tradizione e un sapere. Ma con un accorgimento fondamentale: assimilare ed elaborare tutte le esperienze del mondo e poi rivenderle trasfigurate. E’ quello che abbiamo sempre fatto dal medioevo al Rinascimento.
Per riuscirci però dobbiamo elevare enormemente il livello di istruzione tanto nelle materie scientifiche come in quelle umanistiche.Non si può agire nel mondo se non conosci la lingua, l’arte, la cultura, le tradizioni dei paesi in cui devi operare e per cui devi operare. Vent’anni fa un mio articolo sul Corriere aveva fatto scalpore perché dicevo che la materia scolastica più importante doveva essere l’inglese. Oggi ripeto quanto detto allora, e aggiungo che ogni genitore dovrebbe lasciare come patrimonio ai suoi figli la conoscenza perfetta di due lingue. A scelta, oltre l’inglese, il francese, lo spagnolo, l’arabo,il russo e il cinese.Tenendo presente che, se non si insegnano a scuola, si possono imparare con ottimi corsi audiovisivi. Forza, uno sport e un videogioco in meno, ed una lingua in più.


Fascino e seduzione
20 Febbraio
C’è una differenza fra fascino e seduzione.Il fascino è un modo di essere, la seduzione una attività.Il fascino è una forza attrattiva che promana dall’intera persona, è la rivelazione dell’inconfondibile unicità dell’individuo e dalla sua storia.E fascino quello dell’attrice Michelle Pfeiffer che ne L’età dell’innocenza fa trasparire dietro la dolcezza il segreto conturbante delle passioni proibite.Ha fascino Marlene Dietrich in Testimone d’accusa perché la sua enigmatica durezza cela l’amore.La persona dotata di fascino è portatrice di un mistero e di un incantesimo.Non comunica solo bellezza, produce emozione, pathos.
Inoltre non dobbiamo confondere il fascino con l’attrazione prodotta dalla notorietà.Le donne sono spesso attratte eroticamente da chi emerge, da chi è applaudito, da chi è desiderato dalle altre.Perciò dal dal cantante, dall’attore, dal calciatore, dal campione, dal miliardario, dal politico famoso, dal celebre playboy, perfino da chi partecipa al Grande Fratello.Ciò che le attrae, in questo caso, non è il fascino personale, ma il ruolo, la corona che essi portano in testa.Per capire il fascino pensiamo invece ad attori come Gregory Peck, Gary Cooper, Robert Redford..
Ciascuno di loro è una personalità integrale,è un modello umano unico,inconfondibile ed indimenticabile.Di alcuni, come di Redford, non puoi dire nemmeno che sia bello perchè ha la pelle butterata, però ha qualcosa che ti commuove e ti attrae immediatamente.Come avveniva con attrici come Greta Garbo e soprattutto Marylin Monroe.
La seduzione invece è una attività intenzionale e consiste nel renderti attraente, desiderabile.Quella femminile è fondata sulla bellezza, sull’abbigliamento, il trucco, ma soprattutto sull’arte di invitare e di respingere esercitata in cento modi: coprendo e scoprendo il proprio corpo, con il movimento e la gestualità, con lo sguardo che prima chiama e poi rifiuta, finchè non si ferma incantato sull’uomo prescelto e lo fa sentire una divinità.Mentre l’uomo, se non è ricco, se non è famoso, se non è molto bello, se non sa nemmeno cantare o far ridere, dovrà contare solo sulla fiducia in se stesso, sullo sguardo appassionato e soprattutto sulla parola.La parola che crea incantesimi, la parola poetica, la parola ipnotica che dice cose d’amore.


Giovani
13 Febbraio
E’ molto difficile oggi in Italia per un giovane che non appartenga ad una famiglia ben radicata nel sistema produttivo e di potere, trovare un lavoro adatto e fare carriera.Non avveniva così nel passato.Nel dopoguerra è dalla piccola borghesia, dal mondo operaio e dagli immigrati del sud che sono emersi gli imprenditori, gli scienziati,i professionisti, gli artisti.Sono emersi lottando, facendo sacrifici, ma ce l’hanno fatta perché lo sviluppo economico aveva fame di gente capace, intraprendente e la premiava subito.Oggi non è così.Negli ultimi trent’annni lo sviluppo economico italiano è stato modesto e l’occupazione ed i redditi sono stati sostenuti assumendo persone nel settore pubblico e dando sussidi alle imprese in difficoltà.Così abbiamo creato uno smisurato debito pubblico e oggi, dopo l’integrazione europea, Maastricht e l’Euro, ci accorgiamo che non possiamo usare gli stessi metodi.
Oggi dobbiamo fare dello sviluppo economico sfidando la concorrenza internazionale.Ma, mentre ci servono lavoratori manuali e tecnici altamente qualificati, non abbiamo posti sufficienti per tutti i nostri giovani diplomati e laureati.Inoltre si è messo in moto un meccanismo pericoloso.
Tutti coloro che hanno un posto sicuro se lo tengono stretto, tutti coloro che
hanno una posizione di potere si preoccupano di trovare spazio per “la propria gente “, siano essi i figli, i compagni di ideologia, di partito, perfino di gusti sessuali.In tutti i campi, nell’impiego pubblico, nelle imprese burocratizzate, nell’università, nello spettacolo, nell’arte.La classe agiata manda i suoi figli a studiare in Inghilterra o in America.Il nostro più che un sistema meritocratico, sta diventando un sistema tribale ereditario.
Di conseguenza tanti giovani sono sconcertati, smarriti.Si rifugiano nella famiglia, nelle chiacchiere del gruppo, nella musica o sognano la televisione.E’ comprensibile, ma sbagliato.Per questo, quando mi rivolgo loro, critico la passività e li incito a combattere.Non fidatevi - gli dico - di chi vi compiange e vi tiene buoni rendendovi facile la vita: vi addormenta.Reagite, studiate le lingue, studiate materie nuove, non stancatevi di cercare perchè ci sono molte imprese che hanno bisogno di giovani attivi e competenti.Siate pronti a spostarvi, duttili, abituatevi a lavorare duramente, andate all’estero.Vi attendono gravi difficoltà,difficili prove Dovete diventare dei guerrieri subito.


Comando
6 Febbraio
Vi sono delle persone che, in qualsiasi ambiente sociale vengano messe, dopo un certo periodo di tempo diventano dei capi.Ma possono farlo in modo totalmente, radicalmente opposto..
Le persone del primo tipo si impongono, senza nemmeno che gli altri se ne accorgano, perché sanno risolvere problemi che appaiono insolubili, vedono possibilità dove sembra non ci sia nulla da fare, inventano soluzioni a cui nessun ha mai pensato, indicano una meta vincente.Inoltre, sanno parlare, sanno trattare con la gente, sanno convincerla, motivarla, elogiarla e rimproverarla in modo equo.E, nei momenti di pericolo, non scappano, affrontano il nemico e le difficoltà senza paura.Guai al generale che si mostra incerto e dubbioso.Per questi motivi la gente si rivolge a loro, li ascolta, li segue.Questo tipo di capi naturali puoi metterli in mezzo ad un deserto, da soli, e dopo poco avranno raccolto attorno a se una banda, organizzato un villaggio, una scuola, una impresa turistica, ma qualcosa avranno fatto.Non è detto poi che conservino a lungo il loro potere.Alcuni si, si battono per farlo.Altri, pensiamo a Garibaldi, finita l’impresa, lasciano.
Il secondo tipo di persone che diventano sempre dei capi sono esattamente l’opposto delle prime.
Mentre queste sanno creare dal nulla le cose, costoro invece hanno bisogno che esista una struttura, una impresa, un ente, una fondazione, una qualsiasi entità in cui ci siano delle cariche da occupare,.E allora a poco a poco le danno la scalata, con alleanze, intrighi e tradimenti, aiutando uno ad arrivare in un certo posto, facendo un favore ad un secondo, ricattando un terzo, diffamando o minacciando chi giudicano pericoloso, corrompendo gli altri, finche non riescono ad avere la nomina desiderata.Allora eliminano immediatamente tutte le persone autonome, capaci di pensiero indipendente e si circondano di complici.Non gliene importa nulla di come funziona ciò che governano, gli interessa solo tenere stretto, non mollare il potere conquistato.Naturalmente le persone di questi tipo si trovano più facilmente nel settore pubblico o para-pubblico, perché nelle imprese private presto o tardi devono rendere conto dei risultati
Naturalmente fra questi due casi estremi vi sono tutti i casi intermedi.Però è bene ricordare i tipi puri perché,quando incontrate una persona ad un posto di comando, domandatevi sempre se si avvicina più al primo tipo o più al secondo.E’ utilissimo saperlo.


Aggressività maschile
30 Gennaio
Normalmente si pensa che la vanità sia un vizio essenzialmente femminile.Nulla di più sbagliato.La vanità è equamente distribuita fra i due sessi anche se si manifesta in modo diverso.Nelle donne, anche in quelle che hanno successo in altri campi, c’e sempre il desiderio di essere attraenti.Penso a Rita Levi Montalcini.Non è giovanissima, è famosa in tutto il mondo, ma la vedi sempre vestita in modo molto elegante con la sua nube di capelli bianchi.E se le donne si rodono di invidia per la più bella, i maschi provano una spaventosa invidia per chi ha successo ricchezza e potere.
Nel maschio la vanità si presenta anche come volontà di superiorità fisica.I ragazzi si spingono, lottano.Sulla spiaggia le donne si spargono la crema sul corpo, leggono, prendono pigramente il sole, spettegolano, mentre i maschi competono a pallone o a pallavolo,o saltano come dei forsennati su un acquascooter e poi, alla sera in discoteca, sono sempre pronti a menare le mani.Anche il manager spesso si confronta con un avversario come in un duello.Ha il volto duro, i muscoli tesi, usa parole come “lo distruggo, lo vinco, lo faccio fuori “.Vuol abbatterlo, vederlo ai suoi piedi. Vi sarà capitato di tenere un cane al guinzaglio quando vede un altro cane.

Il suo corpo entra in tensione, vibra, ha il pelo irto, ringhia, poi si lancia si lancia sull’ avversario con tutta la sua forza, come un forsennato.E’ una impressione che diverse volte ho avuto stando accanto ad uno di quei tipi “duri“ o “rampanti“ tanto apprezzati da certe imprese.
E mi è capitato di avere la stessa impressione perfino nei dibattiti televisivi.Ma in questi casi, dove si richiede dialogo e cortesia, la sua tensione e il suo desiderio di lotta non lo aiutano con le donne.
Perché, attenzione, le donne vogliono mettersi in evidenza e primeggiare esattamente come i maschi.Ma non mostrano tensione corporea, restano morbide e rilassate.Mettono in evidenza la loro bellezza, si rendono seducenti con il trucco, l’abbigliamento, appaiono dolci, fragili, innocue.Poi sanno far scattare la parola cattiva, velenosa, tanto più imprevedibile quanto più il loro viso è angelico e sorridente.Oppure l’affermazione competente, fredda, autorevole davanti a cui l’uomo resta paralizzato.E allora, se tende i muscoli e reagisce duramente come in un duello, appare soltanto grossolano e prepotente.


Giovani disoccupati
23 Gennaio
Il negozio con annesso forno aperto accanto a casa mia è di un egiziano, vi lavorano lui, sua moglie e un paio di connazionali.Fa una grande gamma di pani italiani e della squisita pasticceria Anche il falegname che ha riparato le porte del mio studio è egiziano, un uomo anziano alto serio, un artigiano competente.A cento metri un nordafricano ha aperto una fornitissima rivendita di giornali E’ un vero sollievo perché non ce n’era più nessuna vicino.Un mio amico che possiede una grande e modernissima masseria non trovava in Italia dei mungitori.Ha assunto due indiani con uno stipendio di quattromila euro al mese, e costoro gli hanno risolto il problema.Mi vengono in mente queste cose mentre una mia giovane allieva mi parla dei suoi compagni laureati disoccupati che passano il loro tempo davanti al bar e vivono in case lesionate da un terremoto avvenuto vent’anni fa e di cui aspettano ancora i contributi per farle riparare.Una vita passata in famiglia, in attesa, facendo dei Concorsi Pubblici e sperando che qualche politico amico o un parente ben inserito non riesca a farli entrare in qualche ente o in qualche ministero.Poi aggiunge che in un paese vicino i cinesi hanno aperto un laboratorio ed un negozio di pelletteria e in un altro una ottima pizzeria.E’ chiaro che si tratta di esempi isolati da cui sarebbe un errore fare generalizzazioni.Però dobbiamo ammettere che, in certi casi, gli extracomunitari, soprattutto quelli provenienti da paesi con una millenaria tradizione di lavoro, dimostrano più versatilità, capacità di adattamento e iniziativa di molti giovani italiani che per il fatto di avere una laurea breve, aspettano di trova un posto corrispondente alle loro aspettative culturali.Inoltre sono disposti a lavorare di notte come il fornaio, o nei giorni festivi come i mungitori, per non parlare dei cinesi che non fanno certo molte vacanze e non conoscono le settimane bianche.Insomma alcuni extracomunitari - sono sempre minoranze d’accordo - stanno affermandosi anche in situazioni dove i nostri giovani non riescono a trovare una strada.E mi viene il dubbio che molti di loro siano presi dalla sfiducia ed abbiano addirittura paura a spostarsi, a rischiare in un ambiente nuovo e difficile.Qualità che avevano i loro i loro nonni, i loro padri che emigravano, ma che loro hanno perso in casa, a scuola, nel gruppo di amici, guardando la televisione, in discoteca, chissà dove.


Sesso e amore giovani
16 Gennaio
Gli adulti non si rendono conto di come sia cambiata l’educazione sentimentale grazie ad internet ed ai fumetti dove già a dodici tredici anni tanto i maschi come le femmine possono vedere materiale pornografico .Un sesso senza emozioni, senza amore che spiega alcuni stupri nei gruppi misti e che agisce profondamente sulla mentalità femminile. Il recente successo trionfale del libro e del film Melissa.P è dovuto proprio alla nuova educazione erotica.Melissa incomincia la sua esperienza facendo sesso promiscuo con tanti maschi. La pornografia è di origine maschile ma le giovani donne sono emotivamente diverse dai maschi. La lori attrazione erotica è più selettiva ed anche il semplice “mi piace “, si tinge passione. Come in questo brano della Extebarria “ Vedo un incredibile esemplare di maschio che aveva un fisico da capogiro e quel genere di labbra carnose che promettono imperi di gaudio e di consolazione solamente a sfiorarti ….. e la segreta concitazione del sangue – febbrile, fatale, femminile – cresceva fino ad accelerare il battito del mio cuore “ E’ solo sesso , ma già concitato, amoroso , e spesso la ragazza pensa : “ sono innamorata “. Non è vero , perché l’innamoramento, non è solo desiderio, ma una forza che ti lega a qualcuno che è unico , insostituibile. L’innamoramento non si accontenta della fusione dei corpi, vuole quella delle anime. Poi trasfigura il mondo, ci immerge nel grande respiro dell'universo, nel suo moto, nella sua armonia. E’ un’ esperienza sacra, è destino.
Ebbene molte ragazze di oltre venti anni ti confessano che non hanno mai provato esperienze così intense.Anche perché sono state loro a “rimorchiare “ il ragazzo che gli piaceva. Con qualcuno sono state a lungo e l’hanno amato, ma quando ne hanno incontrato uno più attraente lo hanno lasciato per il secondo .Erano convinte che ci si può prendere e lasciare con facilità , senza problemi. Fino a non saper più distinguere fra sesso e amore per cui, quando arriva il vero innamoramento non lo riconoscono.Lo capiscono solo nel momento in cui lo perdono, e si rendono conto che hanno rotto con leggerezza, pensando che quella meravigliosa esperienza sarebbe tornata, invece non è più tornata.Il modello maschile del “ prendo tutto quello che mi piace “ sta creando nella donna disordine emotivo. Rompendo e rifacendo malamente i rapporti finiscono per convincersi che il grande amore non esiste, e ne soffrono.


Correttezza e corruzione
9 Gennaio
Più volte mi sono sentito ripetere che non è possibile mantenersi retti, agire in modo moralmente corretto in un sistema sociale in cui la gente non agisce in base ai principi che proclama, e la scorrettezza è così radicata nelle abitudini, nel modo di ragionare e di sentire, da apparire un fatto naturale.
E ti elenca fatti difficilmente oppugnabili.E’ naturale che i politici ti usino come uno strumento e poi tu buttino via quando non gli servi più.E’ naturale che chi arriva ad avere un posto nel governo distribuisca fra i suoi accoliti tutte le cariche.E naturale che non gli importi poi se questi sono o non sono efficienti.E’ naturale che, in certe regioni, ti debba rivolgere al politico per avere un posto di lavoro e lui, in qualche mondo, lo deve creare.E’ naturale che ci siano legami fra politica ed affari perchè chi fa una legge,una modifica al piano regolatore, la nomina di un manager, fa guadagnare milioni di euro, e non deve beneficiarne proprio per nulla? E’ naturale aiutare i propri amici,i propri parenti e, per ricevere aiuto, devi aiutare gli altri.Perciò nei concorsi universitari io metto in cattedra tuo figlio e tu il mio, io faccio guadagnare la tua amante e tu promuovi mia moglie.
E’ naturale che anche i sindacalisti
facciano i loro interessi come gli altri.
E’ naturale che gli artigiani, i prestatori di servizi non ti facciano fattura …….In Italia sono cose così naturali che il anche pio cattolico non le considera peccati.
In realtà non sono naturali per niente !| Costituiscono un malcostume diffuso che non giustifica di fare altrettanto.E’ ora di smetterla con queste scuse.Il paese funziona perché continuano ad esserci persone capaci, oneste, con degli ideali e che lavorano duramente.Certo, quando c’è tanta scorrettezza chi vuol affermarsi coi suoi soli meriti deve essere estremamente bravo e preparato.Perché alla fine tutti, perfino i politici più spregiudicati hanno bisogno di persone e leali e costruttive.E non farà nemmeno fatica a dire di no alle proposte disoneste perché non gliele faranno.I disonesti fiutano gli onesti a distanza e lo terranno lontano dai loro intrighi.Naturalmente lo considereranno un ingenuo uno stupido.Ma, credetemi, abbiamo bisogno di ingenui di questo genere.Ingenui testardi, tenaci, che non si fanno intimidire, che riescono a fare funzionare bene le cose di cui si occupano e rendono il paese un po’ più efficiente e pulito.


Responsabilità
2 Gennaio
C’è gente che ha senso di responsabilità ed altra che ne è totalmente priva. Qualcuno oggi ne fa l’elogio sostenendo che in un mondo come il nostro, dove non ci sono più solide credenze religiose e ideologiche, ciascuno deve cercare solo di stare bene, di guadagnare e di divertirsi.Invece io sono convinto che esistono delle qualità morali fondamentali per la vita di tutte le società.Fra queste il senso di responsabilità.E’ giusto parlane all’inizio del nuovo anno. Il senso di responsabilità è un senso del dovere che ti spinge ad occuparti del benessere delle persone che dipendono da te perchè occupi una certa carica, o perché hai preso con loro un impegno o semplicemente perche hanno bisogno e si affidano al tuo aiuto. E’ perciò una forma di generosità, di altruismo, di dedizione. Ma non è un impulso, uno slancio generoso occasionale, mosso dalla pietà o dalla commozione .E ‘ qualcosa che permante anche quando l’altro non è presente, anche quando non provi pietà per lui, anche se non lo ami. Il padre la madre si sentono responsabili del benessere dei propri figli perché li amano, gioiscono delle loro gioie e soffrono dei loro dolori.Diverso il caso dell’imprenditore che lotta per salvare la sua impresa. Egli può farlo solo per sé, per egoismo, ma può anche farlo per senso di responsabilità verso le migliaia di dipendenti che rischiano il posto di lavoro . Non si può dire che li ami, ma considera suo dovere prendersene cura.Perfino in guerra c’è una differenza abissale fra il comandante responsabile e quello irresponsabile. Hitler ordinando ai suoi di “resistere fino alla morte” ha fatto massacrare le sue truppe migliori.Una delle forze dell’esercito americano è di correre immediatamente in soccorso al ferito che non si sente mai abbandonato
Il senso di responsabilità richiede continua vigilanza, attenzione e la capacità di prevedere razionalmente il futuro. Il miglior genitore non è quello che dice sempre si al figlio, ma quello che si preoccupa di formarne il suo carattere. Il capo responsabile è quello che prevede in anticipo i pericoli e cerca di prevenirli.E, quando si trova in mezzo alla bufera,non scappa, resta in mezzo ai suoi soldati, li rincuora mentre cerca ogni mezzo per portarli in salvo. Per questo chi ha un forte senso di responsabilità deve avere una grande forza d’animo, stringere i denti e resistere alla tentazione di fuggire. Il capitano è l’ultimo a lasciare la sua nave che affonda.



ˆ Top   



Francesco Alberoni official web site