ARTICOLI DEL "CORRIERE"

Di seguito presento una selezione di miei articoli pubblicati sulle pagine del quotidiano “Il Corriere della Sera” nel 2009


»Anno 2011   » Anno 2010   » Anno 2008   
»Anno 2007   » Anno 2006   » Anno 2005   

ANNO 2009

Civiltà
29 Dicembre
L’altra sera, dopo aver visto alla televisione Alì Babà e i quaranta ladroni ho esclamato: ” Non rimpiangete il passato, non elogiatelo, non voglio andare indietro!” Nel mondo delle Mille e una notte c’è un dispotismo spaventoso, il sovrano si prende tutte le vergini e poi le fa uccidere per impedire che facciano all’amore con un altro, e si tagliano teste, mani , piedi, si tortura per nulla. E non voglio tornare indietro nemmeno al Colosseo dove il popolo gode a vedere i gladiatori che si sgozzano, o ai cinquemila seguaci di Spartaco crocifissi lungo la via Appia. Questo tipo di gloria non ha nulla da insegnarci. Come non l’ hanno le leggi ebraiche che condannavano l’adultera alla lapidazione o le pratiche africane che mutilano il clitoride delle donne per impedire loro di godere riservando il piacere ai maschi. No, non voglio tornare indietro nemmeno al cristianesimo garantito dall’ inquisizione, all’orrore dei roghi degli eretici. Nè alla rivoluzione sostenuta dalla ghigliottina o alle navi dei mercanti di schiavi. Nessuna di queste epoche, presa nel suo complesso, può essere un modello. Si tengano i loro valori, si tengano le loro certezze. E si tengano le loro certezze i generali che mandavano i soldati all’assalto alla baionetta sotto il fuoco delle mitragliatrici nelle prima guerra mondiale gridando “ Viva la patria! “ No, non voglio tornare indietro!Men che meno alla gloriosa rivoluzione proletaria, al massacro dei contadini, agli stermini di Stalin, ai gulag, o alla purezza della razza ariana di Hitler e ai suoi campi di stermino. Sono questi i solidi valori del passato che voi nostalgici rimpiangete ? O sono il bombardamento di Dresda o la bomba atomica di Hiroshima o i massacri della rivoluzione culturale di Mao? Oppure rivolete la miseria dei contadini del meridione, le loro donne con dieci figli e il prolasso dell’utero ? A quali antiche sicurezze vi aggrappate? Io non credo a queste sicurezze, non voglio tornare indietro . Io preferisco quest’ epoca che chiamate degenerata, in cui però non c’e la pena di morte, non si perseguita nessuno per la sua razza o la sua religione , in cui si danno cure mediche a tutti , pensioni ai vecchi, in cui le gente se vuol amarsi si ama e se vuol separarsi si separa, e ci si preoccupa perfino del dolore degli animali. Un epoca forse un pò cialtrona , superficiale, leggera, disordinata, ma più tollerante, più mite, più comprensiva e, in definitiva, perdonatemi, più civile.


Il burocrate
28 Dicembre
Guidare, organizzare e amministrare sono considerati sinonimi perche qualsiasi impresa o ente per funzionare ha bisogno di tutti e tre. Ma sono processi diversi che richiedono talenti e qualità differenti che talvolta si trovano nella stessa persona ed altre vote no. Cosa vuol dire dirigere? Identificare i valori, le mete, gli obbiettivi da perseguire a breve e a lungo termine in modo da produrre il massimo dei benefici. In una impresa di largo consumo la guida e chi capisce di che cosa ha potenzialmente bisogno il mercato e come fornirglielo. Per scoprirlo non bastano le ricerche, occorre una visione del mondo, intuire lo spirito dei tempi e il suo mutamento. Ford ha capito che l’automobile sarebbe diventata di massa. Walt Disney che coi cartoni animati si poteva creare un altro cinema. In altri campi chi dirige è colui che vede al di la del mercato suo tempo come Copernico, come Galileo condannati per le loro idee e precursori del futuro. Organizzare vuol dire mettere disporre le risorse economiche, fisiche ed umane i modo da realizzare un certo obbiettivo risolvendo tutti i problemi che sorgono nel corso dell’impresa. Per dirigere bisogna avere una mentalita sistematica, saper scomporre una attivita complessa in funzioni da assegnare alle persone adatte, poi controllarne il funzionamento fino ad arrivare ai risultati desiderati. E quanto ha fatto Oppenheimer quando gli è stato affidato il compito di mettere insieme l’equipe di grandi fisici che dovevano realizzare la prima bomba atomica. L’idea non era stata sua ma di Szilard che ha convinto Einstein. Amministrare invece, in senso stretto, vuol dire collocare nel modo opportuno le risorse nei diversi settori organizzativi in modo da raggiungere il fine desiderato. Le cose vanno bene quando ,scelta la meta giusta, organizzazione e amministrazione sono finalizzati a raggiungerla nel modo più semplice possibile. Ma non sempre accade. Lo vediamo spesso, e non solo nella pubblica amministrazione, in cui la macchina organizzativa e amministrativi moltiplica norme, uffici dimenticando lo scopo principale del suo esistere. In certe università l’amministrazione continua a crescere ma nessuno si preoccupa della ricerca e dell’insegnamento. E la mentailta di un mio bibliotecario che teneva in perfetto ordine la biblioteca ma si irritava ogni volta che qualcuno gli chiedeva i libri: gli creava disordine!


Il parlamento culturale
21 Dicembre
Negli ultimi quarant’anni e avvenuta una rivoluzione culturale .Prima la cultura era una piramide al cui vertice c’erano i grandi filosofi , gli studiosi , i registi, i romanzieri che studiavano , analizzavano la vita umana , e indicavano mete e valori .Le loro opere ,i loro libri venivano letti e discussi dalle persone colte e da esse il sapere si riversava su tutta la popolazione in pubblici dibattiti, nei quotidiani , alla radio alla televisione. Essi potevano avere posizioni politiche diverse , ma avevano una base culturale comune per cui si rispettavano e si capivano . Oggi la piramide culturale è scomparsa , al suo posto c’è un grande palcoscenico mediatico formato dalle televisioni e, a distanza , dai quotidiani e dal web .In questo palcoscenico i protagonisti sono i grandi conduttori televisivi, i politici ed i commentatori politici importanti, i divi dello spettacolo e dello sport, alcuni intellettuali e gli specialisti del gossip. Vi entrano poi, volta per volta, i personaggi che balzano alla ribalta della politica, della letteratura, del cinema , della cronaca nera e di quella scandalistica. Sono un migliaio di persone, che ritroviamo dappertutto, negli spettacoli come nei talk show dove si invitano a vicenda . Le riviste femminili completano il quadro parlando dei loro amori , divorzi , figli e amanti. Queste persone costituiscono un vero e proprio “ parlamento mediatico ” in cui si espongono idee, si sostengono opinioni, si affermano valori, si propongono modelli di comportamento in tutti i settori: politica, arte, scienza, educazione, medicina, spettacolo. É avvenuto un immenso processo di “ democratizzazione e massificazione “ della cultura. In questo “parlamento mediatico” vi sono molti centri di potere che competono fra loro e prevale chi ha più audience così come nelle elezioni politiche prevale chi ha più voti. Alcuni leader di questo parlamento hanno un potere di influenzamento molto più alto di un ministro dei beni culturali o della pubblica istruzione, ma nessun politologo ha mai fatto uno studio di questo potere e nessuno sa dirci che fondamento di legittimità abbia. Ed è peccato perchè in questo modo non riusciamo a capire chi conta veramente nella cultura italiana e ne ha abbia la responsabilità. Togliamoci comunque dalla mente l’illusione che al vertice ci sia ancora l’alta cultura o l’università o gli uomini politici che ne sono diventatati essi stessi ormai totalmente prigionieri.


Il primato della politica
14 Dicembre
“ Il primato della politica “ Quante volte l’ho sentito esaltare , soprattutto negli anni settanta quando dominava il pensiero marxista. Per alcuni voleva dire che i gravi problemi richiedono sempre un intervento politico e quindi è dovere del cittadino democratico partecipare alla vita politica e prendere posizione. Ma per i marxisti voleva dire che gli uomini e tutte le loro attività la scienza, la filosofia, la morale, la religione, l’arte, l’informazione devono essere giudicate solo in base al loro effetto politico. E’ bene ciò che serve al partito, male ciò che lo ostacola. La lotta politica è guerra anche in democrazia in cui devi solo essere prudente per evitare di essere colpito dalle leggi. Ma lo scopo e resta quello di distruggere il nemico e raggiungere il potere totale. Pensare che ci siano persone che meritano onore, stima e rispetto per ciò che hanno compiuto è sentimentalismo borghese. Sono proprio costoro, i migliori, che bisogna colpire per primi, denigrarli, renderli innocui. Oggi sono pochi coloro che sostengono una tesi simile. Quasi tutti a parole condannano la politica come scontro fra amici e nemici, però nella pratica quotidiana lo fanno. Qualcuno di più, qualcuno di meno, ma i professionisti della politica e coloro che fanno politica attiva sono sempre schierati. Perchè essere ipocriti ? I giornali, i telegiornali le rubriche di approfondimento -salvo eccezioni- sono schierate, citano solo i fatti a loro favore o li distorcono. Per cercare di essere obbiettivi bisogna fare come una giuria popolare che ascolta accusa e difesa e poi arriva ad una conclusione. Ma l’urlio politico è così violento, continuo e pervasivo, da generare una diffusa impressione di non vero. Il primato della politica intossica ancora la vita culturale italiana, i mezzi di comunicazione di massa, le università, la giustizia, impedisce la selezione dei migliori, distorce la nostra immagine internazionale. All’estero mandiamo su di noi immagini così demenziali da far dubitare della nostra salute mentale. Non è affatto vero che un paese ha i politici che si merita. La società italiana è più sana della sua classe politica. Stando in mezzo alla gente ti accorgi che ci sono persone colte, informate , di grande equilibrio. É fra i politici che trovi più facilmente gente incolta, male informata, ignorante. Molti non sanno parlare, non sanno scrivere , hanno un vocabolario poverissimo. No per favore, basta col primato della politica, mettiamoci piuttosto il primato della cultura.


Il fare
7 Dicembre
Quando andiamo in Cina o in Corea abbiamo l’ impressione che tutto vi si faccia in fretta e con facilita - porti, aeroporti, autostrade, università, intere citta modernissime. In Europa ed in particolare in Italia ci sembra invece che tutto sia lento, faticoso ed anche le istituzioni esistenti siano polverose e fatichino a sopravvivere. Si dice che avviene così perche in un territorio vuoto, dove c‘è bisogno di ogni cosa, puoi costruire come vuoi, dove vuoi senza vincoli storici, sociali paesaggistici. Ma non è vero perche da noi anche quando non ci dovrebbero essere vincoli e impedienti, sorgono sempre incredibili difficoltà. La causa del ritardo è un altra. Nei paesi asiatici lo sviluppo è diventato impetuoso solo dopo che è stata spazzata l’antica struttura politica, amministrativa e feudale che, per secoli, ha tenuto il sistema immobile La modernizzazione in Giappone è avvenuta dopo la rivoluzione Meiji, in Cina dopo la rivoluzione culturale quando Teng Hsiao Ping ha fatto nascere il mercato. Come in Italia dopo la guerra con il “ miracolo economico”. Ma in seguito da noi si sono formate potentissime strutture politiche, finanziarie, industriali, sindacali, culturali e giudiziarie che pensano prima di tutto a conservare e ad accrescere il proprio potere. Chi vuol realizzare qualcosa, una università, una impresa o anche solo un negozio, incontra poi un mare di permessi, visti congiunti di ministeri, regioni ,enti locali, commissioni, ostacoli personali di burocrati e politici litigiosi o distratti. Il “ nuovo “ nel nostro paese nasce solo se una persona decide di dedicare a quel compito la sua vita. Vi dovrà lavorare senza sosta, e non potrà mai smettere, mai distrarsi. Cerca i finanziamenti, li trova, ottiene i permessi, ma poi scopre che ne manca sempre qualcuno, che c’è sempre un accordo senza la copertura di bilancio. Allora trova nuove strade , inventa, crea, ma poi arriva un nuovo politico che disfa quello che ha deciso il suo predecessore. Può riuscire solo se tiene sempre in mente la meta, trascinando talvolta a forza i suoi collaboratori, pronto a ricominciare da capo e sapendo che, quando avrà finito, arriveranno anche i predoni per saccheggiare. Questo è il motivo per cui non abbiamo un forte sviluppo economico e culturale, perche i veri innovatori, i veri imprenditori, i veri costruttori, i veri artisti devono condurre una lotta sfibrante. Se ne conoscete, cercate almeno voi di capirli, di aiutarli, di difenderli.


Il potere
30 Novembre
E’ impressionante vedere il cambiamento che avviene in alcune persone quando ,partendo da una condiziono modesta, arrivano a posizioni elevate di fama, di ricchezza e di potere. Ricordo un bidello che ogni giorno mi fermava per lamentarsi della sua salute, dei guai di sua moglie e dei suoi figli. Quando è stato fatto capo bidello non mi ha più fermato ma si è messo subito ad angariare i bidelli che dipendevano da lui. Ho visto episodi simili fra gli operai e gli impiegati. Non parliamo poi del campo politico. Prima delle elezioni alcuni politici ti salutano calorosamente e manca poco che ti abbraccino. Poi, appena ottenuto una carica, diventano inavvicinabili. Alcuni non si fanno più trovare al telefono e non rispondono alle lettere. Col tempo ho capito che agiscono in questo modo perchè sono convinti che il potere sia fondato sulla paura. Agli inizi della loro carriera invidiano i loro superiori. Li temono e, per ingraziarseli, si comportano in modo ossequioso , servile e talvolta, come il mio lamentoso bidello, cercando di impietosirli. Però, se li osservate bene, vi accorgerete che , nel profondo, sono pretenziosi ed avidi. Non si fidano dei colleghi, non li rispettano, li considerano dei concorrenti. Alcuni, nei dipendenti vedono solo individui invidiosi e ostili che si comportano con deferenza solo per paura. Ecco perchè quando salgono di grado diventano autoritari e dispotici: si sentono sicuri solo quando i loro sottoposti ubbidiscono tremando. Se ottengono cariche ancora più elevate vedono dappertutto dei rivali e perciò scelgono soltanto collaboratori mediocri che dicono sempre di si. Per nostra fortuna vi sono anche individui che si comportano nel modo opposto. Sono quelli che concepiscono il potere come leaderhip fondata sulla creatività, il merito e la capacità di ottenere risultati. Alcuni, quando sono all’inizio della carriera, a differenza dei primi non hanno paura perchè sono sicuri di se stessi e delle proprie potenzialità, e desiderano solo potersi esprimere, poter mostrare ciò che sono capaci di fare. Raggiunto il potere, non vedono in coloro che hanno talento dei potenziali avversari, anzi cercano dei collaboratori di valore e si circondano di esperti, di uomini di cultura, di artisti a cui chiedono giudizi, suggerimenti. I primi non hanno altra meta che aumentare il loro potere, mentre i veri leader hanno degli ideali, dei sogni e raccolgono attorno a sè tutti coloro che vogliono condividerli per realizzarli insieme.


Eccellenza
23 Novembre
Negli ultimi anni in tutto l’occidente c’è stato un peggioramento della qualita. Un processo più accentuato negli Stati Uniti ma che ha coinvolto anche l’ Italia nonostante il nostro impegno per il made in Italy. Le cause? La recessione che ha impoverito a gente l’ha spinta a cercare prodotti meno costosi, e la concorrenza asiatica che ha inondato il mercato con merce a basso prezzo. Ma il basso prezzo a sua volta ha invogliato la gente a comperare roba scadente che poi butta via. Se vogliamo una ripresa non solo economica ma anche sociale e culturale dobbiamo invertire la tendenza, cercare la qualità in tutti i campi: nei prodotti, nell’informazione, nella scuola, nella ricerca, nei rapporti umani. La qualita è un modo di pensare e di sentire. Dalla parte di chi produce è il gusto personale di fare bene, il piacere di veder nascere sotto le proprie mani un prodotto perfetto. Noi abbiamo una dignità che ci dice quando facciamo male e se non l’ascoltiamo perdiamo la stima di noi stessi. Ma per ottenere la qualità occorre anche un consumatore che apprezza le cose di pregio, ben fatte, e rifiuta il brutto,il mediocre. I grandi pittori del rinascimento hanno creato dei capolavori perche avevano dei mecenati colti ed esigenti. Noi Italiani facciamo ancora prodotti di qualità perchè viviamo in stupende città antiche e siamo circondati dalla bellezza. Più in generale perchè apparteniamo ad una civiltà che ha le sue radici in Grecia e a Roma e in Grecia la virtù era prima di tutto aretè, eccellenza in ogni campo. Per cui c’era una aretè dello scultore, del vasaio , ma anche dell’atleta, del guerriero, del pilota, del filosofo. É così che e nata la grande arte greca. Una tradizione continuata con Roma e proseguita col cristianesimo con le stupende cattedrali e poi con la pittura, la scultura e l’ architettura rinascimentale. Questa virtù, il gusto di fare le cose con cura ed in modo perfetto, è uno dei nostri patrimoni più preziosi che dobbiamo ad ogni costo salvare. In che modo? Difendendo l’artigianato, le piccole imprese, sviluppando moderne scuole professionali, richiedendo e trasmettendo il valore della qualita agli immigrati che vengono da altre tradizioni. Un compito possibile perche sono virtù ancora vive nel nostro paese ed è facile farle riaffiorare. Lo vediamo quando raccogliamo giovani italiani e stranieri attorno a dei maestri di valore pieni di entusiasmo.


Odio e amore
16 Novembre
Tanto l’odio quanto l’amore posso essere prodotti collettivi. Ma più l’odio che l’amore. Nelle lotte politiche e religiose la nostra aggressività viene alimentata e orientata dal gruppo. Noi troviamo odioso il nemico perchè, senza rendercene conto, veniamo continuamente influenzati dai discorsi degli amici, dai giornali, dalla televisione che guardiamo. E poichè non siano in realtà noi individui a decidere, ma il gruppo che ci guida, ci sentiamo sempre dalla parte della ragione e diventiamo aggressivi senza provare senso di colpa Nelle guerre, nei movimenti collettivi, nelle rivoluzioni le persone più pacifiche possono diventare spietate, feroci . C’e anche un amore collettivo. É quello che proviamo per un attore , un cantante, un calciatore, un divo televisivo adorato e osannato da milioni di persone. Questo amore dipende in parte dalla sua bravura, dal suo fascino, ma viene anche alimentato in noi dagli applausi, dagli elogi , dalla ammirazione, dalla venerazione che i mezzi di comunicazione di massa gli creano attorno. Noi ne siano influenzati , pervasi. Passiamo ora ai sentimenti che non sono rivolti a personaggi pubblici ma verso persone con cui abbiamo solo rapporti personali. Incominciamo dall’odio. Recentemente un padre francese ha inseguito per venticinque anni un medico tedesco che gli aveva ucciso la figlia e lo ha assicurato alla giustizia. Un esempio che ci colpisce proprio perchè è raro. Infatti per tener vivo a lungo l’odio devi riportarlo continuamente alla memoria. E’ difficile farlo da soli. Ci vuole chi lo riattiva, chi rinfocola il desiderio di vendetta. Se due nemici vanno a vivere in paesi diversi il rancore si attenua. I soldati nelle trincee, durante la tregua fraternizzano col nemico, si scambiano le sigarette. Per evitarlo il comando ordina di aprire il fuoco. Invece l’amore individuale è molto più autonomo. L’innamoramento non viene indirizzato dalla società, anzi spesso si contrappone all’ambiente sociale, alla sue regole, ai suoi rituali. I nostri amici possono darci tutti i consigli e tutti suggerimenti che vogliono ma senza effetto. Noi ci innamoriamo proprio di chi e diverso, di chi ci mostra una strada originale. Con lui lasciamo la vita abituale, dimentichiamo gli odi e li amori di un tempo, vogliamo cominciare una vita nuova. L’odio individuale guarda indietro, ci trattiene nel passato, l’ amore ci spinge verso il futuro.


Gli utopisti
9 Novembre
I giudici di Strasburgo hanno proibito l’esposizione del crocifisso nelle scuole. Alla Turchia proibirebbero la mezzaluna e a Israele la stella di Davide. E già qualcuno chiede di sopprimere il Natale e, con la stessa logica, Yom Kippur e il Ramadan. Tutto nel nome della laicità dello Stato. Ma nel mondo moderno lo Stato non è solo quello centrale. Sono “Stato” anche le regioni, i comuni, le comunità autonome , le associazioni religiose e culturali a cui, per il principio di sussidiarietà sono delegate funzioni pubbliche. In una Europa multietnica e multireligiosa sono importantissime le vecchie nazioni e le formazioni che vivono attorno a valori, norme, simboli tradizionali. Proibire i loro simboli perché irritano, turbano, danno fastidio ad un individuo qualsiasi, significa impedire a intere comunità di continuare ad essere se stesse, negare il pluralismo. La storia ci dice che il pluralismo viene negato da tutti coloro che vogliono distruggere il passato per realizzare una utopia. Gli spagnoli hanno annientato le civiltà precolombiane, la rivoluzione francese ha cambiato persino il nome agli anni e ai mesi.I comunisti sovietici hanno imposto l’ateismo. Negli stati totalitari islamisti vieni arrestato se mostri una Bibbia o un Vangelo. L’utopia porta al totalitarismo. Questo vuol dire che i filosofi, i giuristi dei diritti dell’individuo hanno una mentalità totalitaria? Se vogliono realizzare l’utopia di impedire che qualsiasi individuo possa essere turbato dal comportamento reale o simbolico di qualsiasi altro sì. Per accontentare tutti devono proibire tutto: gli usi, i costumi, i valori perfino le lingue degli altri popoli. Mentre i grandi imperi Persiano, Romano, Inglese lasciavano vivere i culti, le tradizioni e le lingue locali, i nostri utopisti sono spietati. Non solo sulle dimensioni dei piselli e delle arance, ma sui simboli religiosi e persino sul linguaggio. In certi paesi non puoi dire “ sesso” ma devi dire “genere” perchè qualcuno si offende. Dopo un totalitarismo giacobino, marxista, nazista e musulmano potrebbe nascere un totalitarismo eurocratico. Sbandierando le sue promesse utopiche, distrugge le istituzioni del passato e impone il suo potere. Ammaestrati dalla storia cerchiamo di impedire che accada, restiamo vigili e diffidenti. Siano europei, ma per favore, conserviamo le nostre tradizioni, il nostro linguaggio, si perfino le nostre debolezze, i nostri pregiudizi. E se ci impongono a forza qualcosa, diciamo di no.


La storia
2 Novembre
Negli ultimi quarant’anni i pedagogisti hanno quasi distrutto le basi del pensiero razionale e i fondamenti della nostra civiltà. L’hanno fatto con una sola decisione: eliminando le date, togliendo dalle scuole l’obbligo di mettere i fatti in ordine cronologico. Ormai è normale sentirsi dire che Manzoni e vissuto nel 1500, Ma non c’e da meravigliarsi perche nella scuola non si insegna più a porre gli accadimenti nel loro ordine temporale dicendo, per esempio, che Alessandro Magno è vissuto prima Cesare, questo prima di Carlomagno e solo dopo dopo viene Dante e, in seguito, Cristoforo Colombo. Questa pedagogia e stata copiata dagli Stati Uniti, un paese senza storia che cerca di annullare le radici storiche dei suoi abitanti per farne dei cittadini. Ma applicarla all’Italia che è il prodotto di una stratificazione storica di 3000 anni e all’Europa che ha radici culturali greche, romane e giudaico cristiane, vuol dire distruggerne l’identità. Al contrario di noi la civiltà Islamica e quella Cinese studiano accanitamente la propria storia per conoscersi e rafforzarsi. Ma perdere la capacita di porre gli accadimenti in ordine cronologico vuol dire perdere anche la propria identità personale. Quando domandiamo a qualcuno “ Chi sei ? “ ci racconta cosa ha fatto e sta facendo. Quando cerchiamo lavoro presentiamo il nostro curriculum. Quanto ci innamoriamo raccontiamo al nostro amato la nostra vita. Oggi c’è molta gente che non sa più mettere in ordine ciò che ha vissuto, e vede il proprio passato come un insieme caotico di accadimenti. Il disordine del modo di pensare si riflette nella lingua. Nelle scuole non si insegnano più la grammatica, l’ analisi logica e la consecutio temporum. Diversi ragazzi non distinguono il passato prossimo da quello remoto, non capiscono la logica del congiuntivo e del condizionale e alcuni confondono addirittura il presente con il futuro. E’ il disfacimento mentale, la demenza. Caro ministro Gelmini, la prego, mi ascolti, mandi via tutti i pedagogisti di questa nefasta corrente, poi faccia fare un corso di storia con le date, e uno di grammatica italiana a tutti gli insegnanti . Infine imponga ai presidi di mettere in ogni aula un grande poster orizzontale in cui sono segnati in ordine cronologico tutti gli episodi significativi della storia in modo che i nostri ragazzi possano abituarsi alla loro successione temporale. Una stampella per il loro cervello.


Arricchire
25 Ottobre
L’Europa e stata mossa dalle ideologie : speranze di un rinnovamento radicale in cui gli uomini diventeranno tutti fratelli . Un sogno iniziato col cristianesimo , risorto con gli illuministi, rinnovato dal marxismo . I comunisti erano convinti di aver dato inizio al processo che avrebbe liberato l’uomo da ogni bisogno e da ogni avidità.. Oggi questa fede fanatica e scomparsa, ma purtroppo è scomparsa anche la speranza in un miglioramento sociale e spirituale. Del comunismo talvolta resta solo una organizzazione di mutuo soccorso economico. Nel mondo cattolici alcuni hanno perso la strada e l’anima , mentre la moralità laica sembra addirittura scomparsa. Cosa succede quando scompare qualsiasi sogno di perfezione personale e sociale? Quando l’essere umano non sente l’aspirazione a superare il suo egoismo , a migliorare moralmente, a creare una comunità in cui viene premiato il merito e la virtù ? Persi gli ideali, a cosa si rivolge la spinta umana che tende verso l’alto? Solo al potere e al denaro. Il potere diventa un fine in se. Chi non si eleva verso il bene si eleva nella piramide di chi comanda. In qualsiasi campo, nella politica , nella finanza, nella magistratura, nella università, nella televisione. Allora non importa più quello che fai e come lo fai , perchè pensi che con il potere e il denaro potrai corrompere le anime . Tutti i mezzi diventano leciti per scalare l’unico cielo che è rimasto : accordi trasversali, ricatti, società segrete, licenze pubbliche, tangenti internazionali. La grande chiassosa battaglia della politica italiana nasconde gente che accumula enormi poteri ed enormi ricchezze. Viviamo in un epoca di cinismo , di avidità, di associazioni secrete, di chiusure settarie, di comportamenti non detti sui giornali e sulla televisione. Sono queste le forze che incattiviscono e degradano la lotta politica perchè, quando mancano gli ideali, restano solo un potere contrapposto all’altro , e la menzogna. Occorre molta forza per resistere , per continuare ad agire con correttezza e rigore quando gli altri non lo fanno. Ma c’e sempre gente coraggiosa che ha fantasia, che ha fede e vuol perlomeno dare un esempio ai giovani. E la storia ci dimostra che ad un certo punto i corrotti si autodistruggono. Perchè la loro inefficienza li indebolisce e, oltre un certo grado di inerzia gli uomini si ribellano, cercano nuove guide e ricominciano a sperare e a costruire .


Il pauroso e il vile
19 Ottobre
Il pauroso trema davanti alle difficoltà, le ingigantisce. Anche quando inizia una nuova avventura, come fare un viaggio, fidanzarsi o comperare un appartamento, poi ci ripensa pieno di dubbi . Il viaggio è forse troppo pericoloso, i genitori lasciati a casa si sentono soli, nel caso del fidanzamento non è più sicuro del proprio amore o di quello del sua amato, Allora trema , suda, decide di non partire, cerca rassicurazioni , disdice gli impegni. Un poveretto che fa male solo a se stesso Il vile invece è un pauroso pieno di dubbi che, nel suo decidere prima una cosa e poi il suo contrario, produce un danno a quelli che contavano su lui e si fidavano della sua parola. In guerra quello che trema e dice “ non me la sento” suscita disprezzo. Ma è ben più grave il caso di chi invece si offre volontario, si fa affidare una azione delicata, ottiene la fiducia del compagni che contano sul suo coraggio e poi, quando l'azione bellica è in corso, viene preso dalla paura, si ferma, si nasconde e, per colpa sua, essi vengono massacrati . Costui non è un pauroso, è un vile. Ho fatto un esempio bellico, ma voi sapete che queste cose avvengono della vita comune. Un amico ha preso un accordo con voi per costituire una società. Dapprima è entusiasta, facilone, ma quando voi vi siete gia esposti, quando avete gia fatto dei debiti, preso dai dubbi scappa, sparisce. Oppure voi lasciate il vostro lavoro perche un tale ve ne ha promesso uno migliore. Dice che ha tutti in pugno , che non ci sono problemi. Poi venite a scoprire che alla riunione decisiva non ha nemmeno proposto il vostro nome perchè temeva di esporsi troppo. Di nuovo un vile. Soprattutto gli innovatori sono esposti a questo pericolo. Quando Lawrence ha scritto L’amante di Lady Chatterly i suoi amici apprezzavano il libro, lo consideravano un capolavoro ma sono stati molto pochi quelli che poi l’hanno difeso. E lo stesso e successo a Nabokov quando ha scritto Lolita. Quanta poca gente ha il coraggio di dire, di scrivere ciò che crede e ciò che pensa! Lo fanno in privato, ma in pubblico hanno paura delle obbiezioni, delle condanne, delle critiche. E quanta gente non ha il coraggio di mantenere la parola data! Di solito lo fa per opportunismo: appena vede un pericolo oppure un vantaggio cambia idea. Ma c’e anche chi non e capace di mantenere la promessa perchè è moralmente debole. Perchè è vile.


Il fascino
12 Ottobre
Chi ha fascino? Fascino viene da affascinare , originariamente “ legare le fascine “, quindi legare a sè. Il fascino è il potere di attrarre, di trattenere, di condurre dove si vuole. E’ stato avvicinato alla magia, all’incantesimo. Una persona ha fascino quando con il suo aspetto, il suo abbigliamento, i sui gesti, i suoi sguardi, le sue parole attrae, si fa desiderare, si fa amare, si fa seguire. Ci sono diverse componenti del fascino. Nel caso della donna la prima è la bellezza, perchè è rara, desiderata, mette in moto emozioni, passioni. I desideri ardenti degli uomini, le invidie delle altre donne, i conflitti entrano a far parte del fascino. La bellissima lo sa e si sente superiore. Te ne accorgi da come cammina, da come guarda. Quando Telemaco, il figlio di Ulisse incontra Elena per cui era avvenuta la guerra di Troia coi suoi massacri e i suoi dolori, la trova divinamente serena. C’e un fascino della ricchezza, del potere e della fama. Le donne sono attratte dall’uomo che emerge, che eccelle, che vince , che tutti ammirano, temono o amano. Come i campioni sportivi, i cantanti famosi. i divi del cinema e della televisione, i miliardari, i potenti. Ed essi ne sono consapevoli e il loro viso, la loro gestualità esprimono l’ interna sicurezza . Il potere è parte integrante del loro fascino, lo nutre. L’ attore che non è più famoso, il politico che ha perso il potere, perdono il loro fascino. Anche fisicamente. Non hanno più lo sguardo, il gesto, la postura di un tempo. C’ e un fascino del passato. Desdemona si innamora di Otello quando lui le racconta la sua vita, le sue sofferenze, le sue battaglie , le sue vittorie. Nel film di Scorsese L’età dell’innocenza, La contessa Olewska, interpretata da Michelle Pfeiffer, ha fascino perché porta nella banalita emericana il mistero del diverso , del peccaministo , del proibito, il conturbante incantesimo degli amori e delle passioni europee. C'e infine un fascino della visione. Alcuni uomini, alcune donne in certi momenti interpretano le speranze , i sogni collettivi, danno loro voce, indicano una meta. E raccolgono attorno a se, spesso in modo rapido, milioni di persone a formare uin movimento, un partito.Sono i capi carismatici. Alcuni di loro, prima di essere al vertice del movimento, non avevano fascino. E solo nell'incontro con la folla che si sprigiona il loro magnetisno che lega, stordisce e può portare ad ogni bene come ad ogni male.


Amici
5 Ottobre
Come è bello incontrare un amico quando sei solo, quando sei angosciato, quando devi prendere una decisione. Gia vederlo mentre ti viene incontro sorridente ti rasserena. Non ci saranno grandi effusioni, solo un abbraccio lieve, ma l’anima è spalancata. Con lui potrai essere sincero, dire tutto quello che vuoi, senza timori, senza pudori, sapendo che ti capisce, che sta dalla tua parte e che, se ti serve qualcosa , lo capirà da solo. Il tuo amico non ti farà domande che non gradisci, non dirà nulla che ti possa infastidire. Potrai parlare o stare zitto, fermarti o andartene subito. Anche se siete rimasti lontano molto tempo non ti subisserà di domande per sapere dove sei stato e cosa hai fatto. Nell’amicizia il tempo è come se non esistesse, quando vi incontrate e come se riprendeste i filo della conversazione interrotta, anche dopo vent’anni. Parlerai di ciò che ti sta a cuore e lui ti ascolterà,.Non dovrai fare nessuno sforzo. L’amicizia e prima di tutto distensione, riposo. Che differenza con l’amore, con la passione amorosa! Gli innamorati sono affascinati e ossessionati dal passato dell'altro e, anche dopo una separazione breve, vogliono sapere tutto ciò che ha fatto, ha pensato. E parlano continuamente di se stessi .Si interrogano sul mistero che fonde le loro persone in una entità nuova. L’amicizia invece ci aiuta ad essere noi stessi , ci differenzia. Con l’amico parliamo solo del nostro passato di individui, del nostro futuro di individui, non della nostra amicizia. L'amicizia è un dato, non un problema. E’ così già a cinque anni: l’amico del cuore è quello di cui ti fidi , a cui riveli i tuoi segreti sicuro che non ti tradirà. L’amore invece è sempre rischio. Il bambino o la bambina che ti piace puo dirti di no, cambiare opinione, rifiutarti. I bambini e gli adolescenti spesso sono gelosi, perchè l’amico è un compagno della loro vita quotidiana. Gli adulti invece no. Lo sono gli innamorati perche vogliono essere amati in modo esclusivo e soffrono quando sono separati perche hanno assoluto bisogno del contatto col corpo amato. Mentre il tuo amico ha la sua vita, i suoi amori, altri amici che tu magari nemmeno conosci. Perciò puo partire quando vuole, andare dove vuole, con chi vuole e restare lontano senza che tu ne soffra. L’importante e che ti ricordi, ti voglia bene, e ti apra le braccia quando lo chiami. L’amicizia è affetto, è amore, ma dell’amore ha solo la componente morale, spirituale .


La mente aperta
28 Settembre
Chi ha una mente aperta ? Chi ti ascolta , chi ti parla, chi ti capisce . Chi ti viene incontro e ti guarda negli occhi sorridente .Chi è interessato agli altri , alla loro vita, ai loro problemi , al loro modo di pensare Chi si arricchisce della loro esperienza. Noi viviamo in gruppi separati. I bambini stanno con i bambini, gli adolescenti fra di loro e così via per tutte le fasce di età. A molte feste date da miei conoscenti i figli - anche non giovanissimi - non si fermano, se ne vanno . Non parliamo poi dei gruppi politici e di quelli etnici . La società è fatta di barriere , di silenzi, di indifferenza, di pregiudizi . Noi assimiliamo i pregiudizi del nostro gruppo sociale , politico e culturale parlando solo fra di noi leggendo i nostri giornali e guardando solo gli spettacoli televisivi che ci piacciono. E quando incontriamo qualcuno che è odiato dal gruppo proviamo un immediato senso di antipatia .Lo stesso con i libri , con i film , non li sfogliamo neppure, li scartiamo con disgusto Una ragione per cui spesso non leggiamo libri molto belli e non guardiamo ottimi film . Perchè seguiamo ciecamente le indicazioni del nostro gregge. Eppure alcune volte, riusciamo a liberarci di questa schiavitù del pregiudizio. Eppure alcune volte, riusciamo a liberarci di questa schiavitù del pregiudizio, per un istante la nostra mente si apre, abbiano il coraggio di parlare con quella persona , di leggere quel libro, di guardare quel film che avremmo scartato e scopriamo stupiti che invece è bello, interessante , divertente. E ci si apre davanti una prospettiva a cui non avremmo mai pensato. Solo chi ha la mente aperta sa giudicare obbiettivamente. E’ spaventoso avere un insegnante con la mente chiusa. Non ti capisce, approva solo ciò che corrisponde a quanto pensa lui, premia i più conformisti e condanna gli innovatori. Figurate poi trovarsi un giudice che ti ha gia condannato prima di vederti! Quando penso al danno provocato da una mente chiusa mi vengono in mente gli effetti delle ideologie fanatiche: i gulag russi, i campi di sterminio tedeschi, gli attentati dei kamikaze fra la folla. Perchè la mente chiusa non e solo ottusa, è anche cattiva. In ogni essere umano c’è sempre qualcosa che possiamo scoprire e valorizzare. Un professore con la mente aperta quando esamina i suoi studenti vede i loro difetti, i loro errori ma scopre sempre anche qualità positive, potenzialità da sviluppare. A volte penso che l’ apertura della mente sia, nella sua essenza amore e slancio vitale .


Il genio
21 Settembre
Come abusiamo della parola genio! Un bravo avvocato, un bravo medico, un bravo manager, un bravo affarista, un bravo conduttore vengono subito considerati dei “ geni” No ,il genio non è un uomo più intelligente o più abile degli altri, ma uno che pensa in modo diverso e fa cose che essi non potrebbero mai fare. Alcuni eccellono in un solo campo, pere esempio la musica come Mozart o Beethoven, altri in diversi campi, come Michelangelo che era scultore, pittore ed architetto, o Leonardo che si poneva problemi inimmaginabili nella sua epoca, o Galileo ha rivoluzionato la fisica e l’astronomia. I geni militari fanno mosse che agli altri non verrebbero mai in mente perchè guardano dove guardano tutti. Napoleone a Tolone con un colpo d’occhio ha visto che spostando l’artiglieria in un luogo diverso, la flotta inglese sarebbe stata sconfitta. Cesare a Fàrsalo ha lanciato un attacco da un punto così imprevedibile che l’esercito nemico è fuggito nel panico. Spesso essi hanno anche una grande versatilità. Napoleone ha riformato i codici e l’urbanistica, Cesare era un bravo ingegnere e un grande scrittore, Alessandro un fondatore di città . Non sempre queste straordinarie capacità portano ad una personalità armonica. I grandi uomini compiono anche azioni sconcertanti, esagerate, o errori grossolani. Alessandro beveva un modo smodato, Napoleone si è fatto intrappolare a Mosca, Cesare ha licenziato la sua scorta appena prima di essere ucciso. E tutti e tre avevano spaventosi eccitamenti nervosi che sfociavano in crisi epilettiche. Ma è sbagliato associare genio a sregolatezza. La sregolatezza è più frequente nei mediocri che si abbandonano ad eccessi, esagerano per differenziarsi dagli altri , per apparire originali. I veri geni invece sono capaci di progetti a lungo termine, sono estremamente rigorosi e si prendono cura anche dei minimi dettagli perchè non sopportano ciò che non è perfetto. Un altra caratteristica del genio è che riesce sempre a vedere la soluzione più semplice, più diretta, quella che, successivamente gli altri troveranno ovvia. Ma che sia ovvia lo vedono solo dopo, prima la ritenevano irrealizzabile, assurda. Il giudizio che soprattutto i colleghi e gli addetti ai lavori danno del genio è perciò quasi sempre sbagliato: prima lo considerano troppo fantasioso, poi banale. E nemmeno il conclamato riconoscimento li rende obbiettivi perchè se prima lo deridevano, dopo lo invidiano.


Passioni
14 Settembre
Nella seconda meta dell’ottocento la sessualità era nascosta, proibita rimossa. Guardando l’arco isterico delle pazienti di Charcot il giovane Freud ha subito pensato che fosse provocato da un desiderio sessuale che, non potendo soddisfarsi, si esprimeva nel corpo. Invece si poteva parlare e scrivere a piacimento di amore. C’è una continuita ideale fra libri come Anna Karenina, Cime Tempestose, e film come L’amore è una cosa meravigliosa, e Un uomo una donna di Truffault. Ma oggi troviamo sempre meno romanzi e film che hanno al loro centro un grande amore appassionato. In compenso sono più diffusi l’erotismo e il sesso senza amore. Nella vita reale ci sono ragazze che a trent’anni anni hanno avuto esperienze sessuali che le loro madri non avrebbero nemmeno potuto immaginare, però non hanno ancora vissuto un grande amore. Non hanno trovato l’uomo giusto o si sono inibite, frenate . E come se fosse avvenuto un rovesciamento del rapporto sessualita amore. Prima era pericolosa la sessualità ( per il rischio di una maternità indesiderata ) e quindi veniva controllata e repressa. Oggi è più rischioso abbandonarsi all’ amore perchè può farti molto soffrire. Soprattutto da quando la sessualità è libera e la fedeltà non viene più considerata una virtù e un dovere essenziale. La psicoanalisi ci dice che, quando un impulso è stato rimosso si manifesta attraverso sintomi sostitutivi. L’arco isterico era il sostituto di un desiderio sessuale proibito. Ci sono dei sostituti dell’amore appassionato rimosso? Nel libro "Il nuovo mondo" di Aldous Huxley , dove tutto veniva pianificato e non esisteva l’innamoramento, il suo bisogno inconscio veniva soddisfatto con una “ iniezione di passione violenta “. Nel nostro tempo c’è qualcosa che corrisponde alla “ iniezione di passione violenta “? Ho l’impressione di si: la ricerca dell’eccitamento parossistico della discoteca, la sfrenatezza dei rave party , l’annullamento di se stessi nello sballo, le orge e, più in generale, lo stato indotto da droghe. Una volta separato dall’ amore, il sesso diventa facile mentre l’amore diventa difficile e viene sostituito con stati parossistici artificiali. Qualcuno come Attali prevede la scomparsa dell’amore esclusivo. Alcuni neuropsicologi cercano farmaci per accendere e spegnere l’amore. Personalmente credo che siano tutte strade che impoveriscono la nostra umanita. L’amore è rischio, ma chi non si prende questo rischio non vive.


Il corriere
11 Settembre
Caro dr. Valerio,

ho ricevuto la Sua lettera molto gentile del 31 agosto dove mi spiega le difficoltà della editoria e mi manda una bozza di contratto per il Corriere della Sera in cui tutto resta sostanzialmente immutato salvo la retribuzione annua che passa da 150 a 75 mila euro. Mi aspettavo una riduzione degli emolumenti perchè , quando l’ANSA ha dato notizia della disdetta del mio contratto, De Bortoli mi ha telefonato dicendomi che, come tutti, avrei dovuto fare qualche sacrificio. Ed io ero pronto a firmare subito una riduzione da 150 a 100 mila euro. Ma la riduzione alla metà è troppo forte. Non posso accettare. E non per una regione di orgoglio o di prestigio ma solo perche Il Corriere è la mia principale fonte di reddito e questa somma non mi basta per vivere e svolgere la mie attività di ricerca.
Io mi auguro che Lei o il Direttore De Bortoli mi vogliate incontrare per vedere di trovare un accordo migliorativo. In caso contrario sono costretto a prendere in esame proposte di altri giornali, TV, ed anche di un nuovo editore perchè ho pronto un libro rivoluzionario che venderà moltissimo e susciterà dibattiti roventi. Mi sembra inutile parlare del passato, del pubblico acquisito dal Corriere grazie alla mia rubrica e delle polemiche che inevitabilmente seguiranno. Sono solo cose fastidiose. Il problema è rozzo ed elementare: qualche migliaio di euro. Conto molto sulla sua buona volontà. Io sono sempre a Milano meno il 22 e il 23 settembre.

Cordialmente suo

Francesco Alberoni

Milano 11-9-09


La pigrizia
7 Settembre
Una volta la parola “pigrizia “ mi sembrava una espressione invecchiata, un giudizio fuori moda, non un vero e proprio vizio come l’invidia. Vedendo un giovane che non studia, che bighellona, che non cerca un lavoro io, come molti altri, pensavo a una protesta adolescenziale, alla noia della scuola, allo sconforto di fronte alle difficoltà di trovare occupazione. Oggi invece mi rendo conto che in certe persone la pigrizia è un abito mentale, un modo di mettersi in rapporto con gli altri e con il mondo. Nella sua essenza è la tendenza a realizzare i propri desideri senza fare fatica. Ma proprio nessuna. Non gli basta ottenere il risultato col minor sforzo possibile. Il pigro mette il risparmio di fatica al primo posto, alla base delle sue decisioni. Se una cosa gli costa molto impegno, non la fa. E questo vale tanto per la fatica fisica come per la fatica mentale. Perciò non programma il futuro, lo immagina, lo fantastica. Sogna di avere un buon lavoro, una famiglia, il successo, ma non predispone i mezzi per ottenerlo. Rimanda. Se è giovane e lo mantengono i genitori, resta in famiglia, trova mille giustificazioni per non uscirne. Se riesce ad avere un lavoro sedentario si accontenta. Se arriva in un posto di comando vi si adagia. Talvolta ingrassa, si appesantisce e tutto allora gli diventa ancora più faticoso , anche cambiare casa, anche fare un viaggio. Rimanda. Qualche volta rimanda anche di pagare i debiti, i mutui, i prestiti , le multe. Spera che gli altri se ne dimentichino. I pigri cercano soluzioni a breve, che si ottengono subito. A vederli così lenti e paciosi penseresti che sono anche tenaci, pazienti. No, se vogliono una cosa la vogliono immediatamente e senza muovere un dito. Per il pigro vale veramente la massima “pochi maledetti e subito “. Il suo ideale è ricevere i soldi a casa senza lavorare e che ci sia sempre qualcuno che provvede a lui. Il vero pigro adora le abitudini, le comodità. Quando le ha conquistate vi si crogiola e non le vuole lasciare. Quando gli chiedono di fare qualcosa risponde di si perche è più complicato dire di no. Tanto poi non lo fa. Naturalmente come ogni essere umano vuol anche essere apprezzato, stimato, e lo infastidiscono le critiche che riceve perchè è in ritardo sulle consegne o perche non ha mantenuto la promessa. Per difendersene mente, inventa una scusa, dice una bugia. Spesso la prima che capita. Poi, per pigrizia, talvolta la dimentica.


Vitalità
31 Agosto
La vitalita è una forza interiore, una energia che vuole la vita e trasmette vita. Si manifesta nel modo più semplice come gioia di esserci, entusiasmo, ottimismo. Ci sono delle persone che si svegliano liete al mattino ed escono di casa aperte, curiose verso il mondo. Queste stesse persone sanno anche fronteggiare le situazioni più difficili e i più gravi pericoli Naturalmente anche loro soffrono, anche loro hanno paura, però non si abbandonano alla disperazione, ma riflettono, esplorano, cercano delle nuove soluzioni, a alla fine trovano +una via d’uscita. Molti pensano che le qualità più importanti per affrontare il mondo siano il rigore, la fermezza e la volontà. In realtà sono altrettanto importanti qualità come la creatività, la curiosità, la duttilità, la capacità di allentare la tensione, c di ricavare piacere dal lavoro che stai facendo. E soprattutto la capacita di analizzare se stessi, le proprie azioni, di vedere i propri errori e di correggerli subito. Molti danno la colpa delle loro disgrazie, dei loro insuccessi alla sfortuna, alla malvagità, alla incomprensione degli altri. Si lamentano, criticano tutto e tutti e finiscono col diventare tristi e noiosi. Invece quasi sempre siamo noi i responsabili dei nostri insuccessi. Perche siamo stati pigri, non ci siamo dati abbastanza da fare, perchè ci siamo sopravvalutati, siamo stati arroganti, oppure troppo creduloni, ingenui. Chi ha una grande vitalita cerca sempre di prevedere le conseguenze delle sue azioni e quando le cose vanno male ha la forza di capire dove ha sbagliato e di cambiare strada Le personalità veramente creative si rigenerano in continuazione, sono sempre nuove, sempre giovani. Chi è ricco di vita sa riconoscere la vita non la teme. Queste persone perciò sanno cogliere negli altri le qualità positive da valorizzare, su cui fare leva. Chi è ricco di vita trasmette vita, genera vita. Esse perciò trasmettono forza, fiducia, speranza desiderio di agire. Due virtù indispensabili per tutti coloro che vogliono creare, costruire in qualsiasi campo, scientifico, artistico o politico. Tutti i personaggi che hanno lasciato la loro impronta nella storia hanno sempre saputo scegliere i propri collaboratori e convincerli, stimolarli, motivarli e suscitare entuisiasmo. Chi non crede, chi non ha passioni, chi non sa amare, non sa sognare, non sa donare, non produce nulla e non lascia nulla.


Alberoni per De Bortoli
19 Agosto
Il successo del forum su Il corriere sul caso della donna ci mostra che gli argomenti della vita emotiva e privata interessano e possono reclutare nuovo pubblico tanto maschile che femminile. Lo vedo anche dalle lettere che ricevo su "Di più" molte sono di maschi, Purtroppo pero questi dibattiti spesso degenerano e bisogna chiuderli perche non c’e chi ha un sapere e una mano ferma per condurli. Questa e una cosa che io so fare, forse sono l’unico a saperlo fare in Italia. Nel programmare Il settimanale del corriere ti propongo perciò di mettere una pagina, o due pagine in cui si parte da una lettera dal pubblico su un problema emotivo, di rapporto di coppia o di relazione fra la coppia e il resto. Si chiede al pubblico di intervenire con il suo suggerimento. Si scelgono quattro o cinque lettere che esprimono iu diversi pareri e suggerimenti e poi io rispondo con una mia lettera i cui espongo il mio parere e con estrema cortesia rispondo cita anche le altre. E più o mano il metodo che usa Romano sulla storia, solo che la mia lettera la metterei alla fine .La gente ha bisogno anche di analisi chiare, ben fatte, comprensibili, di giudizi sensati.

Un abbraccio Francesco Alberoni

Milano 19 agosto 2009


Innovazione
27 Luglio
Sono i giovani che producono il cambiamento nel campo del gusto e del costume .Lo producono giocando, facendo quello che gli piace , che li diverte, senza domandarsi che conseguenze avrà su loro stessi, sugli gli altri e nel futuro. Non si puo nemmeno dire che rischiano perche non hanno ancora posizioni costituite da difendere , relazioni istituzionali da infrangere. Nel secolo scorso sono stati i giovani ad animare i movimenti nazionalisti, comunisti, fascisti e nazisti. E negli ultimi cinquant’anni a determinare le mode musicali, dell’abbigliamento e molte tendenze del gusto e della morale.
Ma altre trasformazioni non possono farle loro perche richiedono un sapere che si acquista con gli anni . Nella scienza, nella filosofia, nella letteratura, nel cinema i contributi più significativi, più rivoluzionari, vengono dati nella maturità. Un età in cui siano più autocritici, temiamo di sbagliare Pensiamo che Virgilio ad un certo punto voleva addirittura distruggere la sua Eneide. Galileo ha riflettuto a lungo prima di pubblicare Il dialogo dei massimi sistemi non solo perche prevedeva reazioni negative da parte della chiesa, ma anche perche, come scienziato, voleva avere prima prove inoppugnabili.
Ma l’ adulto ha anche dei dubbi morali perchè si domanda quale effetto può avere la sua opera sugli altri. Freud è stato a lungo indeciso se pubblicare Mosè e il monoteismo perchè si rendeva conto che il libro poteva ferire gli ebrei in un periodo in cui subivano una spaventosa persecuzione. Perciò lo ha pubblicato solo nel 1938, appena prima di morire.
Nel campo scientifico lo studioso è felice quando sa che la sua opera ha effetti benefici, come è accaduto a Fleming con la scoperta della penicillina. Ma quando ha effetti negativi o devastanti se ne sente responsabile. Oppenheimer, dopo aver diretto il progetto Manhattan che ha creato la bomba atomica, ha avuto una gravissima crisi morale. Nel campo filosofico e letterario un autore che scrive un opera rivoluzionaria la pubblica solo quando si è convinto che vale e non appartiene più lui stesso, ma al mondo. Nabokov non sapeva decidersi a dare alle stampe il suo capolavoro, Lolita . Lawerence era incerto se pubblicare L’amante di Lady Chatterly, che gli avrebbe procurato critiche di ogni tipo. In sostanza l’autore adulto, a differenza del giovane, esercita un autocontrollo e talvolta una autocensura che in certi casi è opportuna, ma che può anche inibirlo nei momenti più creativi.


Amore secondo
27 Luglio
Ho studiato a lungo l’innamoramento, il processo in cui rapidamente siamo affascinati da una persona, pensiamo solo a lei, la desideriamo disperatamente, ci accorgiamo che non possiamo farne a meno e vogliamo vivere insieme per sempre. E ho approfondito soprattutto il processo di fusione, in cui gli innamorati cercano una unione totale del corpo e dello spirito. Si aprono l’uno all’altro, si raccontano e rivivono le proprie vite, annullano i legami amorosi di un tempo, si identificano l’uno con l’altro fino a provare gli stessi sentimenti, a desiderare le stesse cose a costruire un comune progetto di vita . La fusione spiega la forza della passione amorosa nel periodo dell’innamoramento. Ma non spiega perche questa stessa passione, questo stesso desiderio in certi casi possa durare anni ed anni immutato o addirittura crescere. Per durare bisogna che il processo di fusione non sia mai terminato, che il desiderio si rinnovi. Nei romanzi, nei film il desiderio dura perche c’è un ostacolo, un impedimento, un nemico, un rivale che impedisce la sua realizzazione. E quando finalmente i due si amano la storia finisce.Di essi si dice solo che “vissero felici e contenti”. Nella realtà di solito resta un amore intenso ma in cui lentamente l’erotismo si attenua finche non prevale la tenerezza e l’ affetto. Però ci sono anche dei casi ìn cui invece la passione amorosa ed erotica continua con la forza delle origini. Quando avviene? Quando i due innamorati ricreano in se stessi la distanza e il desiderio. E come possono farlo? Quando, pur amandosi, riscoprono continuamente la loro incolmabile diversità, per cui anche se si raccontano tutto, le loro esperienze restano inaccessibili. Perfino quando sono eroticamente uniti, fusi, restano consapevoli di non sapere cosa prova veramente l’amato. Il grande amore che dura è una continua ricerca, è una continua scoperta del mistero dell’altro. L’amato e infinitamente vicino eppure, di colpo, anche infinitamente lontano, ed allora rinasce il desiderio che si placa solo nella beatitudine. Da un lato la distanza e la mancanza, dall’altro la ricerca e il ritrovamento, fanno parte strutturale dell’amore. L’amore che dura non è uno stato, ma un succedersi di oscurità e di luci abbaglianti.E’ un continuo perdersi e uno meraviglioso ritrovarsi nuovi. E’ come un cuore che pulsa: un incessante succedersi del vuoto - la diastole, e del pieno -la sistole. Non è statico, è fatto di onde, come il mare, come la luce.


I prepotenti
20 Luglio
In quarant’anni ho visto molte agitazioni di studenti: alla Cattolica, a Trento, a Roma e posso dire che spesso quelli più accaniti nel protestare, quelli che attaccano con più durezza le istituzioni e il potere, in seguito hanno fatto carriera e raggiunto elevate posizioni sociali ed economiche. Non sto però parlando dei leader carismatici. Questi possono creare un partito, ma non fanno carriera in altre istituzioni, non si insediano in cariche formali. Pensiano a due leader del movimento studentesco del 1968: Mauro Rostagno e Mario Capanna. Uno è stato ucciso dalla mafia, l’altro è rimasto un intellettuale. I leader carismatici hanno una visione, credono nella possibilità di un mondo diverso. Anche quando sono adorati non si consideravano superiori agli altri. Se li avvicini senti di aver incontrato un uomo che ti ascolta, che ti capisce. Che hai davanti uno come te, solo con una fede più grande, una visione più ampia, un cuore più generoso. Gli agitatori di cui parliamo , anche se molto attivi, invece non hanno una visone, un sogno. Si lasciano trascinare da quello degli altri, gli danno voce, lo utilizzano per affermare se stessi. Attaccano il potere, denunciano l’autoritarismo, invocano la libertà e dure punizioni per i malvagi, ma nel profondo aspirano solo a rimpiazzare - convinti certo di fare meglio di loro - coloro che vogliono abbattere. In seguito, quando il movimento sarà finito e, sulla sua spinta sorgeranno partiti, giornali ed imprese, si identificheranno con queste nuove forze, si daranno da fare e faranno carriera al loro interno. E se lo spirito del tempi cambierà ancora sapranno identificarsi con esso una nuova volta. Agiscono cioè come un imprenditore che, volta per volta interpreta i nuovi bisogni del consumatore ed ha successo. Ma per distinguere questi due tipi umani non c’e bisogno di vedere cosa faranno nel resto della vita. Puoi distinguerli gia all’inizio. I puri agitatori, i puri demagoghi non hanno la ricchezza umana dei capi e non ne hanno l’umiltà. Anche se parlano della libertà e della giustizia in nome del popolo e degli oppressi, senti che loro si considerano diversi, superiori ai seguaci. Fin dall’inizio sono “ in carriera, si muovono ad occupare posizioni sempre più elevate. Il vero capo carismatico invece è ad un tempo superiore a tutti eppure uguale al più piccolo. Egli non fa carriera: è immediatamente il capo assoluto oppure non è nulla. Come Garibaldi ora dittatore onnipotente, ora contadino a Caprera.


L'elité senza potere
6 Luglio
Nel 1963 ho scritto il libro "L’elite senza potere", in cui sostenevo che, mentre nel mondo antico c’era una sola élite, quella del potere, formata dal re, la nobiltà e l’alto clero che, con la sua pompa e la sua magnificenza veniva ammirata e costituiva un modello per tutti, oggi invece ve ne sono due. La seconda è formata dai divi , da star internazionali, dai personaggi dello spettacolo noti a tutti, amati, ammirati e imitati e che costituiscono l’ oggetto del pettegolezzo collettivo nelle società di massa. Questa élite interessa per la sua vita privata, i suoi amori, i suoi divorzi e offre a tutti modelli di comportamento. E, pur non avendo un potere formale, ha un immenso peso sulla morale e sul costume. Quando scrivevo già si vedeva l’enorme influenza di Elvis Presley. Negli anni successivi arriveranno Joan Baetz , i Beatles, gli Hippy. Sono loro che mettono in moto la rivoluzione giovanile, quella sessuale e creano le condizioni per il femminismo Cos’e cambiato da allora? I sociologi ci hanno detto che è incominciato il postmoderno, il relativismo culturale, il neopaganesimo, che la società si è frantumata in tribù , è diventata liquida. E pare strano che nessuno di loro abbia notato il fatto più semplice ed elementare: che quella che avevo chiamato l’elite senza potere oggi in realtà ha preso il potere su tutti i mezzi comunicazione di massa. Oggi è lei che plasma ufficialmente l’opinione pubblica e la morale corrente. Non sono più le università, i filosofi, il clero a dare modelli di comportamento. Il popolo se li fa da sé guardando e discutendo ciò che vede alla televisione. Ma a decidere chi arriverà sullo schermo e prenderà la parola è una élite formata dai grandi conduttori, divi, cineasti, cantanti, giornalisti, comici che si cooptano fra di loro. Essi si presentano come modelli da imitare, poi giudicano, danno consigli, lanciano slogan, animano e dirigono i dibattiti. Il tutto poi viene ripreso dai quotidiani, dai settimanali e da internet. Non esiste perciò più una élite del potere ed una élite senza potere, ma due élite del potere: quella politica e quella dello spettacolo. La prima si forma attraverso il dibattito politico e le elezioni, la seconda attraverso la cooptazione e l’audience. Inoltre le due sfere della politica e dello spettacolo spesso si sovrappongono, e nel campo del costume e dei valori, l’ elite dello spettacolo tende a prevalere su quella politica. L’audience ha più peso del voto.


Il califfo
22 Giugno
Nell’immaginario popolare nessuno è tranquillo come un califfo. Invece tutti coloro che occupano una posizione di potere vengono continuamente minacciati, attaccati e si devono difendere. Il califfo è insidiato dai parenti, dai figli che mirano alla successione. La maggioranza degli imperatori romani sono morti assassinati , Le tragedie di Shakespeare sui re d’Inghilterra ci danno un lucido quadro della lotta spietata e sanguinosa che si svolge attorno al trono. I dittatori , pensiamo a Stalin Hitler , hanno conservato il potere sterminando i potenziali oppositori . Ma ncora negli ultimi anni Stalin temeva di essere avvelenato dai suoi medici. La democrazia rende solo la lotta meno sanguinosa. Ma non appena uno è diventato ministro o presidente del consiglio o ha raggiunto qualche altra carica ufficiale , incominciano gli intrighi per farlo fallire e prenderne il posto . Ogni volta che deve affrontare un problema i nemici lo attaccano e alcuni suoi collaboratori complottano nell’ipotesi che fallisca e arrivi qualcun altro . Chi si propone una grande meta sa che le vere difficoltà non sono mai oggettive, ma il prodotto di manovre che deve rintuzzare colpo su colpo, senza distrarsi un istante . Va meglio a chi non fa nulla , perchè non disturba i gruppi di potere che vogliono conservare i loro privilegi. Ma chi vuol innovare, costruire , cambiare disturba sempre qualcuno e , se ha successo, suscita feroci invidie. E’ stato Alessandro Magno a consentire all’arte, alla filosofia, alla lingua greca di dominare il mondo antico dal mediterraneo all’India e alla Cina Eppure la Grecia ha festeggiato la sua morte dicendo che era finalmente era morto il tiranno. Eppure non l’aveva mai visto perche era sempre rimasto a combattere lontano e l’aveva inondata di ricchezze e di gloria. Per questo molti politici , molti imprenditori , col passare degli anni, diventano cinici. Perdono quella fiducia nell’essere umano che avevano agli inizi della carriera e che li portava ad incontrare nuove persone , a cercare nuovi partner , nuovi collaboratori, ad aprirsi a nuove idee a esplorare strade nuove, a rischiare, ad inventare. E si inaridiscono, smarriscono la loro forza creativa. Perche la creativita è spalancarsi , guardare il mondo con occhi sempre nuovi e sempre stupiti , non sospettosi .La persona creativa, lo vediamo nei grandissimi artisti , a qualunque età conserva qualcosa della ingenuità del bambino, dell’entusiasmo e dei sogni dell’adolescente. Quando la perde si spegne.


La lega
22 Giugno
Il successo della Lega lascia sempre tutti sconcertati. Ma solo perche viene fatta una analisi puramente politica senza capire quali sono le sue radici e le forze che l’ alimentano . In modo semplificato ma essenziale possiamo dire che la lega è l’espressione della popolazione che vive nelle valli e nelle zone pedemontane di tutto l’arco alpino , un area geografica rimasta marginale , senza voce , cha parlava una lingua diversa da quella ufficiale . Ma il movimento collettivo che alla fine unificherà tutte queste componenti sorge in un area ancor a più ristretta : la stupenda fascia fra i laghi Maggiore , di Varese e di Como , al confine con la Svizzera e cui ha sempre guardato e di cui ha assimilato l’orgoglio dell’autonomia dei cantoni , e l’autogoverno del comune. Una zona bellissima , ricca di storia dove vive un popolo radicato in comuni che esistono dal medioevo, un popolo geloso del suo territorio , della sua autonomia , dove il politico eletto risponde alla comunità che amministra, dove c’è una struttura famigliare solida, una forte etica del lavoro, una produttività straordinaria . Un popolo che si e sempre sentito diverso da quello della pianura e della citta e che guardava con distacco e diffidenza perfino Milano . Una zona che ha perso importanza con l’unificazione , quando la capitale e diventata Roma e la burocrazia si è meridionalizzata. E dove, con lo sviluppo economico e con l’immigrazione extracomunitaria , a poco a poco è cresciuto il desiderio di conservare la propria identità , di decidere autonomamente e di tenere per se la ricchezza che produce. Un disagio diffuso che si esprimeva in diffidenza , in rancore , in fantasie di secessione e di indipendenza , finche non ha incontrato un leader che ha vissuto questo stesso disagio, l’ ingiustizia, la marginalità in sè stesso , ne ha fatto una missione ,ed ha concepito un progetto politico nuovo . E’ dall’ incontro fra questo popolo che non riusciva a dar voce alle sue esigenze ed il leader , che nata la lega di Bossi. Per anni e cresciuta lentamente nel suo habitat naturale finche la crisi del vecchio sistema di potere le ha consentito di diventare il punto di riferimento elettorale di milioni di persone del nord . E che oggi cresce perchè interpreta il bisogno crescente di un rapporto politico locale diretto, concreto, responsabile fra elettore ed eletto, al di fuori delle chiacchiere e manipolazioni mediatiche .


Fedeltà
15 Giugno
La coppia moderna è fondata sull’innamoramento , e questo è esclusivo . La persona che ami e l’unica al mondo che desideri e tu sei l’unico al mondo che lei desidera . Gli innamorati sono perciò spontaneamente fedeli . Ma , per durare, l’amore richiede anche l’intervento della volontà. Gli sposi e gli amanti stringono fra di loro un patto di fedeltà che li vincola a tempo indeterminato. La fedeltà ha perciò due volti : uno spontaneo fondato sul desiderio, l’altro fondato sul patto , sull’istituzione . Tutte le religioni costituite, il cristianesimo, l’ebraismo , l’islam danno un peso preponderante al patto, all’ istituzione. La fedeltà è un dovere che si deve praticare come qualsiasi imperativo morale. Anche numerosi filosofi, come Rousseau , De Rougemont e Fromm diffidano dell’amore e sostengono che il rapporto di coppia debba essere fondato più sulla volontà che sul sentimento.
Tesi autorevole che, pero, se viene portata alle estreme conseguenze, esclude l’ amore e concepisce la fedeltà come puro obbligo. Hai preso l’impegno di essere fedele e devi rispettarlo sempre e comunque.Eviterai le persone che possono influenzarti negativamente. Non frequenterai ambienti promiscui. Non ti fermerai con uomini o donne che ti piacciono e che potresti desiderare.
Soffocherai sul nascere i tuoi impulsi erotici fino a diventare indifferente agli stimoli, fino al punto che gli altri, incontrandoti, ti sentiranno freddo e inavvicinabile.
Sono meno numerosi coloro che hanno dato importanza alla fedeltà spontanea che nasce da un amore appassionato. Eppure esiste. Ascoltiamo questa donna: ”Da quando ti amo sono felice, il mio corpo è rinato , sperimento emozioni nuove, piaceri che non avevo nemmeno immaginato. E perciò non voglio sciupare, inquinare le stupende sensazioni che provo con te. Basterebbe il contatto con un altro uomo per intossicare, per avvelenare irreparabilmente la loro purezza, la loro perfezione. Come una goccia di veleno avvelena una ampolla di acqua purissima, come mangiare la mela dell’albero maledetto nel paradiso terreste.” In realtà in ogni donna ed in ogni uomo c’è la capacità di sperimentare una intimità amorosa che dà un immenso piacere e che ha bisogno della fedeltà. Una fedeltà desiderata, cercata, che rende felici e che diventa abitudine quotidiana senza bisogno sforzo e di rinuncia. Difficile da raggiungere certo, ma più adatta al nostro tempo di quella concepita come puro obbligo e costrizione.


Dirigenti
8 Giugno
Negli ultimi tempi l’immagine del manager è peggiorata. Tutto e cominciato con la crisi finanziaria americana quando si è saputo che i dirigenti delle grandi banche che hanno portato alla rovina i loro clienti avevano stipendi di milioni di dollari e, nel fallimento si erano assegnati buonuscite incredibili .
Esemplare il caso della Lehman Brothers , ma più grave quello della AIG che aveva ricevuto finanziamenti dallo Stato che i suoi managers hanno utilizzati per concedersi premi favolosi. Ma anche in Europa e in Italia si è visto che, durante la crisi, di solito le retribuzioni e i premi dei top managers delle grandi imprese non sono stati toccati mentre gli altri lavoratori - insegnanti, impiegati. operai, artigiani, precari che gia guadagnavano poco, si sono impoveriti o hanno perso il lavoro. Di qui una impressione di ingiustizia: i grandi manager sono sopravvalutati e non pagano per gli errori che hanno fatto.
A poco a poco la stampa e le chiacchiere hanno esteso questa immagine di profittatori strapagati a tutti i managers, anche a quelli che non operano nella finanza, che guadagnano poco e che hanno sempre agito bene.
Mi sembra giusto ricordare al pubblico che bisogna distinguere fra la minoranza di top managers che guadagnano milioni di euro all’anno e la stragrande maggioranza dei manager che invece hanno retribuzioni modeste. Lo stipendio lordo medio dei dirigenti italiani si aggira sui 120.000 euro all’anno che , tolte la tasse, significa la metà. Inoltre essi sono stati falcidiati, più di altre categorie, dalla disoccupazione.
Ho lavorato con moltissimi dirigenti di imprese pubbliche e private in tutti i settori e mi sono resto conto che il loro mestiere è veramente difficile e impegnativo. Ti occupa la mente tutto il tempo, anche quando torni a casa la sera. Sei responsabile giorno per giorno del successo o dell’insuccesso del tuo settore o del tuo prodotto. Devi identificare e risolvere tutti i problemi: dalla ricerca, alla produzione, alla distribuzione, al profitto. Devi cercare di prevedere e fronteggiare le mosse della concorrenza, le variazioni del mercato e perfino evenienze fortuite come una nevicata. E devi essere un leader, saper motivare i tuoi dipendenti, convincerli, guidarli , formarli. Sono qualità che richiedono intelligenza sensibilità, obbiettività, rigore. Trovare un bravo manager è perciò forse la cosa più difficile e importante per il successo di una impresa.


Sesso e amore
1 Giugno
Sta avvenendo un profondo cambiamento del rapporto fra sesso e amore nelle diverse eta della vita. Nel passato le ragazze avevano i primi rapporti sessuali verso i diciott’anni con l’innamorato , mentre i maschi facevano le loro prime esperienze con le prostitute. Nelle ragazze il sesso era legato all’amore, nei maschi separato. Oggi le ragazze hanno le prime esperienze a tredici , quattordici anni con i coetanei. Amore e sesso perciò si sono avvicinati, ma questi amori adolescenziali, anche se emotivamente molto intensi , sono fragili, di corta durata.
Fra i venti ed i trent’anni maschi e femmine sono impegnati nello studio, nella carriera, cambiano citta e lavoro , viaggiano , desiderano divertirsi. Hanno numerose esperienze amorose ma è difficile che vi si abbandonino totalmente, che ne facciano la loro principale ragione di vita. Molti rinviano il matrimonio e il momento di avere figli. Spesso le donne sognano un uomo ideale e che le ami in modo appassionato e che sia loro assolutamente fedele. Ma fanno fatica a trovarlo anche perchè entrambi si sono fatti vanto della loro liberta sessuale. Quasi tutte poi si sposano o convivono, ed hanno figli, ma le coppie sono spesso fragili .
Proprio questa fragilita, i divorzi, l’aumento del numerro dei single fa che siano sempre più frequenti amori che nascono più tardi, quando le donne hanno figli grandi, non sono più impegnate nelle carriera e, grazie alle diete, alla ginnastica, alle cure ormoniche, alla chirurgia estetica continuano ad essere biologicamente giovani ed attraenti. I maschi ricchi, a questa età, si innamorano di una ragazza giovane e oggi le dive famose li imitano. Ma le donne normali fra i quaranta e i sessant’anni che scelgono un marito o un amante troppo giovane, spesso finiscono deluse, gelose ed ansiose. Sono più felici quelle che si innamorano di un uomo non troppo più vecchio o troppo più giovane di loro. E poichè a questa età entrambi non hanno più problemi di figli e di carriera possono dedicarsi liberamente all’amore e all’erotismo imparando a darsi reciprocamente piacere come non hanno saputo fare da giovani.
Sono sicuro che molti si meraviglieranno di quanto dico. Ma solo perche non hanno informazioni sufficienti. L’ amore e l’erotismo delle donne di quest’eta è ancora considerato un tabù e non viene studiato. Le mie ricerche mostrano invece che è già diffuso e probabilmente crescerà col prolungarsi della durata delle vita.


Vocazione
25 Maggio
Esiste una vocazione ? E se esiste è qualcosa che ci indica una professione specifica o è piuttosto una propensione, un interesse , una attrazione verso un campo di attività ? E come facciamo riconoscerla a trovarla ?
Alcuni hanno hanno una vocazione specifica. Di solito quando c’è una tradizione famigliare musicale o artistica o in una impresa che esiste da diverse generazioni . Ma il più delle volte la vocazione si presenta come interesse verso un certo campo di attivita. A quindici anni io volevo ”studiare l’animo umano” . Ma era una aspirazione vaga che poi ho realizzato cambiando più volte strada e attraverso diverse professioni : lo psicologo, il sociologo, il professore universitario , lo scrittore .Sempre in base alle mie esperienze posso inoltre dire che quando uno ha una forte motivazione finisce sempre per trovare la sua strada . Perche impara, diventa bravo e sono gli altri che gli fanno delle proposte, gli chiedono di svolgere una attività utile .
Ma non tutti hanno un a vocazione precoce. Molti ragazzi sono incerti, non si sentono attratti da nulla in particolare, si disperdono in cento attività superficiali , si fanno trascinare qua e la dagli amici.
Per aiutarli bisogna inserirli in strutture definite, con attivita regolari , Io lo vedo al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli allievi lavorano insieme e ciascuno scopre di avere un particolare talento, di riuscire bene in quel campo, per cui si appassiona , si specializza, e gli altri riconoscono la sua bravura.
Non facciamo pero l’errore di confondere la capacita con la vocazione, Alcune persona possono essere molto brave in un campo come la matematica, il disegno, la letteratura o la musica ma senza avere la carica di entusiasmo che fa una vera vocazione . Per scoprire la vocazione di un ragazzo servono i test attitudinali ma occorre anche una persona saggia , che stia con lui , che gli parli e scopre quali sono i suoi desideri , le sue aspirazioni più forti.
Infine sono decisivi gli incontri umani, le esperienze concrete in cui ci rendiamo conto se quella è veramente la nostra strada Pensiamo a Michelangelo quando ha potuto frequentare Lorenzo il Magnifico, a Leonardo quando ha messo piede nella bottega del Verrocchio, a Freud quando ha incontrato lo psichiatra Charcot . Questi sono esempi famosi ma, in realta , ciascuno di noi puo incontrare il suo Verrocchio o il suo Charcot. L’importante è essere pronti all’incontro.


Scuola mista
18 Maggio
Alcuni pedagogisti anglosassoni propongono classi separate .Sostengono che , poichè le ragazze sono più precoci, la presenza dei maschi rallenta il loro apprendimento. Inoltre i maschi , con l’eccitamento erotico, le disturbano e le distraggono.
I due sessi sono molto diversi. Basta guardare al mare i bambini di due anni : le femminucce sono graziose e seduttive , i maschietti chiassosi e dismetrici . Diventati grandi i maschi giocano al pallone e fanno baccano , mentre le ragazze prendono il sole, leggono e conversano. Tanto i maschi che le femmine entrano in competizione . Però mentre i maschi, da soli, in poco tempo costruiscono una gerachia e una leadership , le femmine non si gerarchizzano e si frantumano in tanti gruppetti ostili. La classe mista favorisce la formazione di un gruppo più armonico . Essa riduce anche l’invidia. Questa infatti scoppia fra persone simili . E’ perciò più violenta in una classe tutta di femmine o tutta di maschi . In una classe mista i invece due sessi tendono a fare bella figura , a piacersi , ad aiutarsi . E vero che le ragazze studiano di più .Ma hanno un effetto benefico sui maschi che si sentono stimolati a fare meglio .
Inoltre sanno esprimere molto meglio le proprie emozioni, i propri sentimenti e così mostrano ai loro compagni aspetti della vita che da soli non coglierebbero . In questo modo li aiutano anche a sviluppare la loro sensibilità nel campo dell’arte e della letteratura. Ma anche i maschi hanno qualcosa da insegnare alla femmine. Attraverso la loro razionalità, il loro pensiero lineare, quando comunicano loro slancio ed entusiasmo, quando sono capaci di battersi per una meta, per un ideale, oltrechè per la loro ragazza. Non dimentichiamo poi che, se la classe e mista, maschi e femmine vanno a scuola più volentieri, e insieme si sentono più completi.
Una eccessiva vicinanza fra maschi e femmine comporta un pericolo: che le femmine emulino i maschi in certi aspetti deteriori. Per esempio quando tornano a casa insieme i ragazzini si spintonano e urlano oscenità. Ai maschi inoltre piace perdere il controllo, si ubriacano anche da soli, cercano lo sballo. Le femmine non lo farebbero però, nelle feste li seguono, bevono per disinibirsi, e si abbrutiscono.
Ma il bilancio è enormemente positivo lo stesso Separati forse gli studenti ottengano dei punteggi scolastici più elevati. Ma uniti si conoscono, si arricchiscono, imparano a rispettarsi, a vivere insieme.


Gelosia
11 Maggio
Negli anni settanta , i sessuologi preannunciavano un mondo da cui sarebbe scomparsa la gelosia . Quel mondo oggi si è realizzato .Le ragazze incominciano a fare all’amore adolescenti, tutti hanno a disposizione libri , TV, filmati, manuali, di educazione sessuale. A trent’anni oltre la metà dei maschi e delle femmine hanno gia alle spalle due o più convivenze. Eppure la gelosia esiste e ci sono ancora delitti passionali. Questo ci dice che la gelosia, sebbene abbia a che fare con il sesso, non le appartiene totalmente.
Se le persone avessero fra di loro rapporti puramente sessuali non ci sarebbe gelosia . Perchè nel sesso ci sono delle preferenze, ma mai delle esclusività . Qualsiasi “ oggetto sessuale “ può venir sostituire con ad un altro, come avviene con le prostitute, nelle orge, nello scambio di coppia, nel gruppo. La gelosia appare solo con l’esclusività e questa nasce quando viene dato valore non al corpo o a un qualsiasi spetto particolare, ma alla persona nel suo complesso. Noi tutti desideriamo essere giudicati individui unici, insostituibili , preferibili a chiunque altro. Però questo miracolo avviene solo in due casi. O quando siamo bambini con nostra madre, o quando di innamoriamo .
Nell’innamoramento la persona amata non è confrontabile con nessun altra , è l’unica che ha valore in tutto il mondo. E’ solo questa persona straordinaria che , amandoci , ci può dare valore e rendere felici . E per questo che l’abbandono e il tradimento sono devastanti . Essi ti dicono che non vali nulla, che sei dietro tutti.
Si capisce perchè di fronte ad una frustrazione così forte molti pensino al suicidio o all’omicidio . Cosa pericolosa sopratutto per le donne perche di solito sono di loro a che decidono se continuare o no la relazione di coppia ed i maschi spesso non accettano la rottura e reagiscono in modo violento.
E il sesso come c’entra ? Nella gelosia il sesso diventa ciò che di esclusivo l’amante da alla persona che ama . Il simbolo stesso della fedeltà e del tradimento . La nostra epoca è disinibita ma il nostro nostro animo non è cambiato . Abbiamo solo separato sesso e amore. Il sesso da solo si presenta come gioco erotico libero, leggero e che svanisce con niente Ma non appena si unisce all’amore diventa esclusivo esigente e intollerante Ti afferra nella tua essenza di individuo , si radica nella tua mente , e se e ti ha dato l’estasi , ora puo lacerarti il cuore.


Come Cesare
4 Maggio
Freud si era accorto che il figlio maschio ama il padre e lo ammira però , contemporaneamente si mette in competizione con lui. E spiega questo antagonismo col desiderio di avere tutta per se la madre come nella vicenda di Edipo che uccide il padre per sposare la madre Giocasta. In realtà alla base di questa competizione il sentimento dominante non è la gelosia, ma l’invidia. Noi ci identifichiamo con chi consideriamo migliore , più forte, più potente, più abile e vogliamo essere come lui. Se lo amiamo, lo ammiriamo, lo consideriamo un capo. Se invece prevale il rancore lo invidiamo. Vorremmo che non valesse così tanto, vorremmo che sbagliasse e per dimostrare agli occhi degli altri e di noi stessi di valere più di lui, lo calunniamo, lo denigriamo .
E più facile ammirare un personaggio lontano, un cantante, un regista, un attore, un leader politico che ti appare irraggiungibile che uno con cui vivi fianco a fianco e di cui vedi i difetti ,le debolezze, le miserie per cui , quando trionfa ti dici “ma lo meritavo più io ! “ L’invidia scoppia fra simili, il farmacista invidia il farmacista più ricco , il medico il collega che ha successo, lo scrittore l’autore che vende di più. E può insinuarsi fra coloro che vivono insieme.
Scoppia fra amici, fra fratelli, fra marito e moglie quando uno riesce e l’altro no.
C’è quasi sempre un momento in cui il figlio non vuol sentirsi inferiore al padre e cerca di fare come lui o meglio di lui. E’ un ottima cosa. Conosco ragazzi che hanno fatto fiorire l’impresa paterna. Però ho notato che ci sono riusciti quando che hanno conservato un ricordo positivo , addirittura il mito del padre. Quelli che, invece, provavano rancore e invidia, alla morte del padre spesso hanno venduto l’impresa. Oppure hanno cercato di affermare la loro diversità distruggendo ciò che egli aveva fatto col risultato di portarla alla rovina. No, il conflitto figlio-padre non sorge dalla gelosia erotica, ma dagli stessi meccanismi invidiosi che si scatenano fra l’allievo e il maestro, fra i seguaci e il capo. Tutti coloro che vivevano accanto a Cesare credevano di essere come Cesare, meglio di Cesare. Napoleone diceva che tutti i suoi marescialli erano convinti di saper fare meglio di lui. Però solo Bernadotte l’ha tradito. Quelli che lo amavano veramente e che perciò credevano in lui, gli sono rimasti a fianco nell’ultima battaglia. Alcuni, come come Ney o come Murat, fino alla morte.


Movimenti
26 Aprile
Per capire la vita la vita politica italiana bisogna ricordare i movimenti collettivi da cui sono nati i suoi i partiti. I movimenti esplodono improvvisi quando le elites istituzionali non riescono più a dar voce alle forze sociali ed allora queste, come in un terremoto, rompono la crosta istituzionale creano mete, valori e si affidano alla guida di leaders carismatici . Poi diventano strutture, istituzioni che durano a lungo.
In Italia , caduto il fascismo la nuova classe politica e i nuovi partiti politici sono emersi dai movimenti di liberazione . Tutti i leaders di quel periodo avevano statura carismatica, Palmiro Togliatti , Alcide de Gasperi , Pietro Nenni, Giovanni Amendola.
Ma non ci sono solo movimenti politici. Alla fine degli anni sessanta (il cosiddetto 68’) si sono succeduti movimenti tanto politici come di costume. Politici come il movimento studentesco , di costume come agli hippy, l’antipsichiatria , il femminismo che hanno portato ad una laicizzazione della societa e alle leggi sull’ aborto, il divorzio etc.
Dal movimento studentesco sono emersi piccoli partiti marxisti , ma l’unica forza che si e veramente rafforzata e stata la coalizione sindacale formata da CGIL CISL e UIL . I movimenti sono finiti quando gli eccessi del terrorismo hanno fatto coalizzare i maggiori partiti.
Il nuovo equilibrio si è rotto alla fine degli anni ottanta con il crollo del muro di Berlino.Molta gente che votava DC per timore di una dittatura di tipo sovietico, si è sentita libera. E nato cosi nel nord il primo nuovo movimento collettivo , la Lega col suo capo carismatico Bossi . Poi c’e stato il movimento Mani pulite con Di Pietro . Sotto l’urto di queste forze e della sinistra i partiti di governo , DC, PSI , PSDI , PR sono stati distrutti . Doveva essere il momento del trionfo del rinnovato partito di Ochetto , ma , nel 1994 , improvvisamente è esploso il movimento di Forza Italia sotto la guida carismatica di Berlusconi.
Tutti questi movimenti oggi sono diventati istituzioni . Due al governo , Il popolo della Libertà e La Lega , uno all’opposizione, L’Italia dei valori. E per capire la loro forza e stabilità pensiamo che hanno gli stessi leaders carismatici di allora : Berlusconi , Bossi e Di Pietro ! La sinistra invece , dopo il 68 , non ha più avuto movimenti , ma solo agitazioni come la pantera, i girotondi, l’onda che non hanno portato alla formazione di nuovi progetti , di nuovi leaders . Ed è per questo che oggi si trova indebolita.


Sesso amore ragazzini
20 Aprile
In Inghilterra ad un ragazzino di tredici anni hanno detto che era diventato padre. La sua ragazza aveva quindici anni . Poi col DNA si e scoperto che non era vero , la ragazza aveva avuto rapporti con altri adolescenti Ma non e un caso isolato, Dappertutto, anche in Italia , i ragazzi hanno rapporti sessuali precoci e alcuni hanno figli ad una eta in cui non capiscono nemmeno cosa significhi .
Un tempo il matrimonio era deciso dalle famiglie , i giovani si sposavano presto e ma venivano assistiti e guidati dai loro genitori .In questo modo anche nelle classi sociali più povere i bambini ricevevano una educazione e dei principi morali che a loro volta trasmettevano ai loro figli.
Poi il ruolo della famiglia si è indebolito. I giovani hanno incominciato a scegliersi da soli. Ma il sesso incominciava più tardi . Di solito le ragazze si concedevano quando pensavano che il loro ragazzo le amasse veramente . Poi i due giovani si fidanzavano , si sposavano e mettevano al mondo figli quando erano sicuri di poter fornire loro una discreta educazione. Per tutto XX secolo è stata questa la base della famiglia coniugale. Tutto e cambiato negli ultimi trent’anni con la diffusione dei contraccettivi ( pillola, preservativi , pillola del giorno dopo, aborti chirurgici e chimici).
L’eta dei rapporti sessuale si è progressivamente abbassata anche fino ai dodici , tredici anni e il sesso adolescenziale sta diventando una pratica comune . La ragazza a cui piace un compagno gli si concede se non altro per timore che , se non lo fa , lui possa andare con un altra .
Tutto questo è destinato a cambiare il rapporto fra maschi e femmine ? Meno di quanto pensiamo.
Il maschio prova piacere sessuale con qualsiasi partner , mentre la ragazza cerca sempre uno che le piaccia . Inoltre per lei il sesso è solo l’inizio, poi vuole qualcosa di più , una emozione, un amore. Nella prima adolescenza non c’è ancora un vero dell’innamoramento Questo avviene solo quando le personalità sono gia formate e possono elaborare un progetto di comune di vita. Però le ragazze provano sentimenti amorosi intensi e un desiderio di durata che viene spesso frustrato dalla infedeltà maschile. Alcune reagiscono cercando di comportarsi come i maschi , con l’alcool, le droghe , cambiando continuamente partner. Ma è contro la loro natura . Alla fine restano deluse, irritate , amareggiate e quando trovano il grande amore fanno fatica ad avere fiducia, ad abbandonarsi e possono sciupare anche quello.


La scuola
30 Marzo
Ho un ricordo del primo anno di scuola media.Il mio professore si chiamava Murabito, era una brava persona, preparato, coscienzioso , ma non era popolare. Tutti noi invece correvamo a sentire le lezioni di un altro professore giovane e vivace che ci leggeva l’Eneide. Prima la spiegava, o meglio la rappresentava in Italiano, poi recitava dei versi in latino e tutti lo ascoltavamo estasiati. Non era un semplice docente, era un attore, un maestro, un leader . E attorno lui si era formata una comunita’ affiatata ed entusiasta.
Anche le esperienze che ho fatto in seguito mi hanno confermato che gli studenti imparano quando si sentono parte di una comunità in cui studiano cose a cui sono interessati , dove si aiutano reciprocamente, inventano, sperimentano, si divertono. E dove il maestro non è colui che sa tutto e pretende tutto, ma la guida che li stimola, li guida , li corregge, suscita il loro entusiasmo. Come avveniva nella scuola di Platone, di Artistotele, di Epicuro, nella bottega rinascimentale del Verrocchio, nel Gruppo di Enrico Fermi in Via Panisperma. Una atmosfera che ho sperimentato nei laboratori di psicologia a Milano, di sociologia a Parigi, a Chicago .
In compenso però che tristezza, che senso di disagio provi in molti licei, in molti istituti tecnici,
in molti corsi universitari dove studenti ed insegnanti non sono realmente interessati allo studio, non comunicano fra loro, attendono solo che la lezione finisca. Non vi percepisci l’avidità di sapere, il gusto di scoprire, la gioia di realizzare insieme una meta.
Eppure tutto questo si puo ottenere. Lo vedo oggi nell’accademia del Piccolo Teatro, della Scala , nel Centro Sperimentale di Cinematografia. E non dobbiamo pensare che questa comunità di docenti e si allievi si realizzi soltanto ai massimi livelli, nei laboratori più avanzarti. No, si può ottenere dovunque. Anche in una scuola elementare, in un corso di cucina, in un laboratorio di elettronica , in una scuola di danza, perfino in una palestra di pugilato.
É di questo che abbiamo bisogno dappertutto, dalle elementari ai corsi universitare avanzati Una scuola con un maestro, una comunità di sapere e di vita. Una scuola che gli allievi ricorderanno con piacere e orgoglio perche vi hanno plasmato la loro personalità , hanno inparato a lavorare insieme a costruire insieme, ad affrontare insieme le difficoltà e a produrre cose belle, di cui essere fieri .


Le spese per la cultura e il sapere
23 Marzo
Con la crisi sono diminuiti tutti i consumi, meno quelli culturali che sono aumentati. Perche ? Per capirlo partiamo da un fatto apparentemente lontano. Negli ultimi anni le donne compravano e cambiavano con facilita vestiti, scarpe senza saperne valutare il reale valore. Oggi li fanno riparare, allargare, restringere, accorciare con l’aiuto delle sarte che di colpo sono ricomparse. Un segno che tornano a capire cos’è un vestito, come si fa , a conoscere i tessuti, a distinguerne la qualita. Lo stesso fenomeno si verifica in altri settori. Alcuni si fanno il pane o i dolci in casa con ingredienti sani, altri hanno ripreso attività artigianali abbandonate, altri hanno iniziato attività agricole altamente qualificate, altri hanno imparato a riparare mobili, elettrodomestici , automobili , apparecchiature elettroniche. E ci provano gusto. Moltissime persone fanno corsi specializzati in tutti campi, dall’ uso dl computer alla cucina, al restauro. Più in generale possiamo dire che abbiano rincominciato a studiare , a mettere a frutto le nostre capacita, ad utilizzare in modo più razionale le risorse. Il risultato è un aumento del sapere collettivo e una crescita della produttività del sistema paese. Ed è in corso una rivoluzione anche nel sistema educativo, dalla famiglia alla scuola. Negli ultimi trent’anni ha dominato una pedagogia che si sarebbe dovuta chiamare deregulation. Eliminazione di tutte le regole, ciascuno faccia come vuole, come gli pare. Genitori ed insegnanti dovevano stare zitti perche venivano considerati superati. La deregulation economica ha portato alle colossali truffe finanziarie e alla crisi mondiale. Quella culturale alla catastrofe educativa. Negli ultimi anni gli studenti non studiavano, sbeffeggiavano i professori, ingannavano i genitori e nessuno se la sentiva di dire che era sbagliato .
Ma è gia incominciato il cambiamento . Gli adulti, accanto al saper pratico , tecnico , riscoprono la cultura, l’arte, il libri, i musei. Gli insegnanti, stanchi della ignoranza dei loro allievi vogliono svolgere il loro ruolo e ritrovano il piacere dell’insegnamento. I genitori si domandano se non hanno sbagliato ad essere tanto tolleranti , e gli studenti si rendono contro che la scuola non e solo una sala giochi , ma che vi si possono imparare cose importanti. Più in generale sta aumentando il desiderio di conoscere e il gusto di fare sempre meglio. E in questo modo che, globalmente, cresce la spesa per la cultura.


Maschio femmina
16 Marzo
Oggi sappiamo che maschi e femmine, identici per intelligenza e capacita, sono diversi soprattutto nel campo erotico. Le donne sanno esprimere molto meglio le proprie emozioni. Gli uomini non si raccontano i propri sentimenti, le proprie esperienze sessuali, i particolari della loro vita quotidiana, Le donne si, ed inoltre si interessano alla vita intima dei loro conoscenti e dei divi dello spettacolo di cui conoscono amori, divorzi, rapporti coi figli. Gli uomini nulla. Le donne pensano molto all’amore e gia a tredici quattordici anni vanno in estasi per il loro attore preferito. L’uomo, invece quando guarda una donna qualsiasi o una diva pensa essenzialmente al sesso. Infine le donne amano l’amore e, quando si innamorano, diventano più belle, fioriscono. Gli uomini è come se avessero ricevuto un colpo in testa.
I maschi sono attratti dalla bellezza vistosa, che però vedono in modo globale, senza riuscire ad analizzarla. Per eccitarli bastano due gambe accavallate, un seno che sporge, un culetto che si allontana dimenandosi. Anche le donne ammirano la bellezza maschile ma anche la forza, l’audacia, il coraggio, l’intelligenza, la passionalità, .
Apprezzano sia la personalità globale del maschio di cui colgono la carica vitale, il fascino di una vita vissuta, sia la sua personalità sociale: il successo e il potere. Esse istintivamente rifiutano l’uomo debole, timido, incerto, che striscia. Quando lasciano un uomo e lui le segue piangendo e pregandole di tornare lo disprezzano. Invece un maschio che ha lasciato una donna, se questa piange e lo scongiura, si commuove. Infine nell’erotismo maschile è importantissima la vista, mentre la donna sono più importanti l’odore, la pelle, il suono, la parola, la musica, le sensazioni cenestesiche, quindi le carezze l‘abbraccio, il modo in cui ti bacia.
Quanti equivoci nascono da queste differenze! Perche gli uomini sono attratti dalle donne che valorizzano il proprio corpo, il proprio erotismo, ma poi le temono, ne sono gelosi, le frenano. Salvo poi correre dietro quella che li seduce civettando. Ma anche le donne fanno lo stesso errore quando vogliono un uomo che ubbidisca ad ogni loro ordine in casa o fuori. Perchè, quando sono riuscite a farne il loro servitore, non provano più per lui interesse erotico. E allora vorrebbero un “vero uomo” che sappia tener loro testa, far loro la corte, e che le porti in un luogo romantico a cenare al lume di candela.


Il postmoderno
9 Marzo
Negli ultimi vent’anni molti sociologi erano convinti di aver identificato la tendenza evolutiva della nostra società . Questa da agricola è di ventata industriale, poi post-industriale e, infine, post-moderna. Nella società postmoderna , ci spiegavano, spariscono non solo le ideologie ma tutte le certezze e lo stesso “principio di non contraddizione” per cui non dobbiamo più decidere se è vero questo o quello, sono veri tutti e due. Realtà ed illusione si confondono, non conta la realtà oggettiva ma solo l’immagine, l’apparenza. Perde di importanza lo Stato nazionale come fonte di certezze, non c’è più bisogno del Welfare State. La gente si raggruppa in tribù, attorno ad una squadra di calcio, ad un blog, ad una marca. Secondo alcuni non si deve neppure più parlare di cittadini, ma di consumatori. Non si guarda al futuro , l’azienda vuole risultati a breve. Non ci si arricchisce facendo buoni prodotti , ma con astute operazioni finanziare. Tutto è provvisorio, liquido. Si cerca il successo subito ,la notorietà subito, il piacere immediato , non importa come. Dominano l’individualismo e l’edonismo.
Questa diagnosi su cosa sia e dove stia andando la nostra società è stata insegnata come dogma nelle università, nei master, nei seminari fino all’estate scorsa.
Solo oggi incominciamo a renderci conto che quella che veniva descritta come tendenza storica era, in realtà, il sintomo di una malattia. Sono state proprio l’ indifferenza al futuro, l’incapacità di prevedere, la ricerca del profitto a breve termine, le spregiudicatezza nelle operazioni finanziare tanto ammirate, a scatenare la crisi mondiale. No il postmoderno non rappresentava il domani.
Oggi ci rendiamo conto che continua ad esserci differenza fra reale ed immaginario, fra realtà e apparenza. Ci sono banche e imprese che falliscono realmente, ci sono disoccupati veri, poveri veri, e occorrono investimenti veri , non immaginari. Il principio di non contraddizione non è scomparso perche bisogna fare davvero delle scelte, prendere davvero delle decisioni . Il consumatore non è più il re capriccioso di ieri, deve fare i conti con precisione. E tutti tornano a guardare allo Stato, a chiedere aiuti e certezze allo Stato, per prime le orgogliose banche e le grandi imprese. Ciascuno di noi torna a progettare con accortezza, con vigilanza . E non sopportiamo più il lassismo, il press’a poco, le chiacchiere . Chiediamo realismo , precisione , rigore , concretezza.


Innamoramento e amore
2 Marzo
Dopo l’uscita della nuova edizione di Innamoramento e amore molti mi chiedono perche dia tanto importanza a questo fenomeno . Perche è l’unica forza che , nella nostra epoca , porta alla formazione di una coppia capace di durare. Nella società tradizionale il matrimonio era deciso dalle famiglie e conservato dalle legge della religione e dello Stato. Fino a non molto tempo fa in Italia non esisteva il divorzio e l’adulterio era un reato .Oggi non c’e nessuna forza obbbligante che tenga insieme la coppia. Eppure le coppie si formano e molte durano ed hanno figli Come è possibile?
Qualcuno pensa che ci sia una tendenza naturale che porta alla monogamia e alla procreazione. No non esiste. L’essere umano non è unitario. Nel campo erotico-amoroso ha predisposizioni diverse e contraddittorie dovute , probabilmente, alle stratificazioni evolutive del suo cervello. Le principali sono tre. La prima è il desiderio sessuale che spinge l’individuo a cercare un partner sessuale. I maschi tendono ad accoppiarsi con tutte le femmine disponibili. Le femmine invece sono più selettive e scelgono i maschi che si distinguono , che emergono. Al di sotto di questa tendenza ce ne è un altra più primordiale ,
che si scatena sotto l’azione dell ’alcool e altre droghe, e che spinge alla promiscuità assoluta, impersonale: l’orgia. Nel passato si manifestava nelle orge sacre e oggi in quelle profane.
L’ attrazione puramente sessuale non porta alla formazione di una coppia stabile , anzi la distrugge. L’unico processo che genera una coppia duratura è l’innamoramento. Per comprenderlo ricordiamo che ogni individuo è inserito in una trama di relazioni sociali, di doveri e di affetti consolidati. Nell’innamoramento due individui rompono questi legami e instaurano fra di loro un rapporto sessuale , emotivo e spirituale di straordinaria violenza e intensità. Nasce così la coppia innamorata in cui essi rivedono il loro passato, i loro valori e ristrutturano congiuntamente tutti i rapporti che avevano con la propria famiglia, gli amici, il lavoro , la religione, la politica. Attraverso un complesso processo psichico l’innamoramento produce una coppia unita da un amore erotico esclusivo che dura anche dopo la nascita dei figli . Forse la specie umana, in cui il bambino non e autosufficiente , non sarebbe sopravvissuta se non ci fosse stato questo processo che assicura la presenza, per molti anni , dei due genitori .


Gioventù bruciata
23 Febbraio
Parto da una notizia che ho appena avuto da due giornalisti che hanno intervistato numerosi adolescenti milanesi. Alcuni di loro hanno incominciato ad usare l’eroina, ma non se la iniettano, la fumano. Dicono che gli da un grande rilassamento, una grande serenità . Poi nel week end, quando vogliono scatenarsi tutta la notte, passano alla coca .La coca li fa sentire onnipotenti. Come se le procurano ? “ In giro ne trovi quanta vuoi , anche su internet e costa poco. Non pensi che ti farà male ? No , fa bene. ” .
Questi adolescenti quando sono a scuola , in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all’interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: SMS, internet, ciat, you tube, altre web-tribù . Si incontrano di notte , nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale. Considerano i docenti dei falliti che insegnano cose inutili e guardano con compatimento gli psicologi. Fra loro parlano poco, piuttosto ciattano e ascoltano musica. E’ dalle canzonette che prendono le parole ed i concetti filosofici che ispirano la loro vita: “Sii libero, fa quello che vuoi e ricorda che sei perfetto!
“ I loro modelli sono i personaggi dello spettacolo , chi va a Il grande fratello, i calciatori miliardari , i bulli , e perfino chi si distingue su you tube con qualche filmato da brivido .
La separazione fra il mondo giovanile e adulto è incominciato negli anni ‘60 del secolo scorso con i figli dei fiori, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale. Molti di questi giovani hanno avuto problemi, ma perlomeno avevano radici e ideali. La nuova generazione non ha radici , non ha fondamenti etici, non ha cultura nè classica , nè politica. Alcuni pensano che, proprio perche è così vuota , sara più aperta, creativa. E’ una illusione: senza radici, senza un rapporto reale e drammatico con la vita, senza capacita di confrontarsi e di riflettere e con l’illusione di essere perfetti, non si crea niente. A volte mi domando se a questi adolescenti non farebbe bene un periodo di ,moratoria, in cui si chiudono loro you tube, , le chat , le discoteche, si limita l’uso di internet e dei cellulari per consentire loro di ricominciare a parlare, di riprendere contatto con le altre generazioni, con i giornali e i libri. Una moratoria periodica di due mesi all’anno, una cura disintossicante .


Valori
17 Febbraio
La vicenda di Eluana è un episodio dell’unico vero grande conflitto del nostro tempo: il conflitto sui valori. La scienza produce una vertiginosa trasformazione del mondo e dell’uomo e ogni progresso apre nuovi dilemmi.
La scoperta dell’energia atomica ha reso possibile una guerra termonucleare. Gli uomini hanno scelto di non farla. Negli anni sessanta i contraccettivi hanno consentito alle donne di evitare una gravidanza indesiderata. Le donne li hanno usati anche quando le tradizionali leggi morali lo proibivano. Poi si sono diffuse numerose droghe ma, in questo campo è prevalsa la proibizione. Fra non molti anni genitori potranno decidere il corredo genetico dei figli, la neuroscienza consentirà di modificare idee, sentimenti e passioni agendo sui processi fisicochimici del cervello. E ogni volta si porrà il quesito: farlo o non farlo? E’ bene o è male ?
Ma la scienza non può dire cosa è bene e cosa è male. Può parlarti di fatti, di processi, dirti cosa puoi fare ma non può dirti assolutamente nulla su cosa e giusto fare, cosa devi fare , sui valori. L’universo scientifico non ha categorie morali. Certo il singolo scienziato puo avere criteri etici ma lo ha in quanto uomo non in quanto scienziato.
Lo scienziato atomico ti dice quali effetti devastanti ha una guerra atomica. Ma se farla o non farla la scienza non tre lo sa dire.
Chi ci dice allora cosa e bene e cosa e male? In alcuni casi la religione, in altri l’ideologia politica, in altri la civiltà in cui sei stato allevato. Ma oggi tutti e tre questi fattori sono indeboliti e sotto accusa. Prevale la tesi che siano validi tutti i punti di vista. Ma una società in cui tutti i giudizi hanno lo stesso peso non può decidere, non può fare leggi, cade in preda al disordine. Però , oltre una certa soglia di disordine , si crea un disagio intollerabile e gli uomini alla fine scoprono in se stessi cosa è bene e cosa è male. E si raccolgono in movimenti collettivi che si scontrano finche non prevale una delle due alternative. E’ gia successo: pensiamo ai movimenti a favore e contro la contraccezione, gli OGM , le droghe , l’aborto, il divorzio, la vivisezione, la clonazione umana, l’eutanasia. Col progredire della scienza e della tecnica questi scontri sono destinati a diventare sempre più violenti. Non solo in Italia dove c’è la Chiesa o nei paesi Paesi islamici, ma dappertutto. E ci saranno partiti politici in cui i valori diventeranno più importanti dei tradizionali temi economici.


Gli imbroglioni
9 Febbraio
Stordito da tanti film e fiction pieni di serial killer sadici o pedofili , mi ha colpito la ricerca di Anna C. Salter (Predatori Roma Elliot ) in cui ci dà un ritratto di di questi criminali. Contrariamente a quanto pensiamo, sono spesso persone simpatiche, convincenti, che suscitano fiducia. Ottimi attori, hanno una straordinaria capacità di mentire, di sedurre, di affascinare. Studiano freddamente i pensieri ed i sentimenti delle loro vittime come fa il giocatore di poker col suo avversario. Ma non provano mai nè pietà, nè simpatia, nè rimorso. Non hanno coscienza morale.
La Salter ha studiato in carcere dei criminali pluriomicidi tanto abili da sedurre le operatrici carcerarie nella prigione. Per riuscirci studiavano la vittima per scoprire i suoi punti deboli . Per esempio se aveva dei figli per poi parlarle dei problemi dei propri figli, se era sola per fare leva sul suo bisogno di affetto, se era brutta sul suo bisogno di piacere. Quando arrivava la facevano sentire una regina. Poi , appena aveva ceduto . la ricattavano .
Noi , persone normali, quando mentiamo , quando inganniamo siamo sempre un po imbarazzati.E quando abbiamo fatto qualcosa di male proviamo senso di colpa. Costoro no.
Anzi , mentre stanno mentendo e si accorgono di riuscire ,provano un senso di orgoglio , e diventano ancora più sicuri brillanti, convincenti.
Ma non pensate che questi psicopatici siano solo in carcere. Ce ne sono anche fra di noi che non vengono scoperti. Rientrano in questa categorie tutti i bellimbusti che sfruttano le donne dopo averle fatte innamorare , molti pedofili perbene, i truffatori , i venditori di miracoli , ma vi sono anche dei giovani che riescono a farsi pagare tutti i vizi dai genitori .
Come distinguere la persona sincera da questi spregiudicati attori ? Diffidando un po di tutti coloro che sono troppo gentili , di coloro che usano le parole per incantare e di quelli eccessivamente desiderosi di piacerti. Ma non basta. Se avete un po di tempo c’e un metodo più sicuro. Prendete sempre nota con cura di quando promettono una cosa e poi non la fanno, di quando mentono o di quando commettono una scorrettezza. Sono loro abitudini ma poi, con le chiacchiere e la simpatia, questi “ simpatici mascalzoni “, come spesso li giudicano le donne, riescono sempre a farsi perdonare “. L’unico modo per non cascare in mano loro è di ricordare e non perdonare. Mai, fin dalla prima infrazione. Chi lo fa è salvo.


Il capo della crisi
2 Febbraio
Come deve essere il capo in tempo di crisi? Deve avere le qualità di un leader carismatico Cioè venir riconosciuto e voluto come capo dai suoi dipendenti perchè credono in lui, ne hanno fiducia. Non deve essere dubbioso , incerto, spaventato. Il capitano di una nave in tempesta darà sempre l’impressione di avere perfettamente sotto controllo la situazione e saper portare tutti in salvo . Questo tipo di leader ha sempre due aspetti . Da un lato è lontano, superiore, inaccessibile, circonfuso da un alone di invincibilità ma , nello stesso tempo, tutti devono sentirlo vicino come se si occupasse personalmente di ciascuno di loro. I grandi condottieri sono sempre scesi in mezzo ai soldati a condividere le loro stesse fatiche. E non deve mai dare l’impressione di fare le cose per se, ma per tutti . Infine e importante che sia giusto, riprendendo chi fa male e premiando chi merita.
Nei momenti di emergenza la gente sa che deve rinunciare ai privilegi , lavorare meglio e accettare una maggior disciplina. Il capo perciò dovrà essere fermo, esigente, chiedere di più. Ma a sua volta dovrà spendersi, prodigarsi. Da lui ci si aspetta che sia bravo, bravissimo. Tutti si sentono rassicurati quando sono diretti da un genio.
Ma il genio deve dimostrare le sue capacita, fare azioni che producono immediato successo. E innovare, inventare, tenendo tutti attivi, mobilitati . Vi sono dei capi incapaci che invece non cambiano nulla pensando di dare sicurezza. Sbagliano, l’immobilità fa paura.
Quando deve tagliare le spese il bravo capo mette in atto nuove iniziative che fanno sperare in una ripresa, in una espansione. Dalle sue parole e dalle sue azioni i dipendenti capiscono che ha una visone globale, una strategia di successo. Il cattivo capo invece vuol ridurre solo le cifre . E i suoi si accorgono che non conosce la realtà umana e sociale, non conosce il mercato, non ha una strategia e che perciò taglia anche le risorse più preziose. Ricordo un leader che teneva sotto le armi un numero enorme di soldati e, per risparmiare, non investiva nella tecnologia e nelle armi più moderne. Ci sono dei capi che agiscono ancora cosi. Che considerano la crisi un puro fatto contabile. Si isolano o fanno riunioni inconcludenti, non prendono nuove iniziative annegano nei conti e così generano sfiducia e diffidenza. Il miglior risparmio, in questi casi, sarebbe quello di licenziare immediatamente loro.


Il cinema
26 Gennaio
Dicono che il cinema italiano o morto, o troppo politicizzato , o privo di valori . Non e vero. Semmai è quello americano che , in questo periodo , lascia perplessi. Holliwood continua a darci alcuni grandi film universali ma buona parte di quelli di cassetta sono d’ azione e spaventosamente violenti. Sto pensando al filone iniziato da Tarantino con Pulp fiction e che continua oggi con Saw ed suoi L’Enigmista . Incubi . Poi ci sono i film che rovesciano la morale di Holliwood in cui il cattivo perdeva, e fanno vincere il criminale. A partire da Il silenzio degli innocenti fino al recente Non e un paese per vecchi dei fratelli Cohen premiato con quattro oscar . Ma Holliwood ha abbandonato anche ogni rigore storico. Nel film Troy Achille, Agamennone ed Ettore sono personaggi ridicoli , senza più alcun rapporto con la cultura classica . Infine in moltissimi prodotti americani il protagonista e un serial killer , una concessione alla gran massa di spettatori giovani cresciuti sulle play station e che si annoiano se non vedono un morto ogni cinque minuti .
I produttori di questi film che danno in continuazione emozioni violente , mi ricordano i manager americani che hanno puntato a fare profitti a breve, spingendo i venditori a vendere rapidamente qualsiasi porcheria finanziaria, fino all’inevitabile crisi economica
Cioè offrendo continue mirabolanti sorprese ad un pubblico incapace di giudicare. Nel campo del cinema ad uno spettatore che non sa più seguire la logica di una investigazione, che non sa più capire i sentimenti e cerca l’effetto immediato, l’esplosione, lo squartamento, per cui il film non ha più bisogno di trama, di coerenza e di verosimiglianza. E’ solo una serie di trovate .
No, come l’industria italiana, il cinema italiano queste porcherie non le fa . Certo, produciamo film di natale scollacciati come è sempre stata scollacciata la commedia all’italiana. Ma quasi tutte le altre opere trattano con maestria sentimenti e valori. Ne voglio solo ricordare qualcuna : La leggenda del pianista sull’oceano e Una questione puramente formale di Tornatore , La ragazza del lago di Molaioli, I vicerè di Faenza , il padre di Giovanna di Pupi Avati, I demoni di S, Pietroburgo di Montaldo, Gomorra di Garrone. Davvero, siamo onesti con noi stessi: sono opere perfettamente all’altezza del grande cinema italiano del dopoguerra e meriterebbero lo stesso riconoscimento a livello mondiale.


Energie rinnovabili
19 Gennaio
Il presidente Barak Obama ha esposto il suo programma di ripresa economica puntando sullo sviluppo delle energie rinnovabili, in particolare del sole. Gli Stati Uniti sono preoccupati di dover dipendere per il loro fabbisogno energetico da fornitori ostili C’e perciò da aspettarsi una grande ondata di finanziamenti e di ricerche in questo campo. Anche noi italiani finiremo per inserirci in questa rivoluzione industriale , rendendo l’Italia più autonoma sul piano energetico.
Ma con quali effetti sul nostro paesaggio , sulle nostre citta? Mi pongo questa domanda perche nella pianura che sta di fronte ai Monti pisani hanno costruito dei generatori eolici alti come grattacieli che illuminano di rosso la notte. Fanno paura. E immagino che effetto possano avere in zone di raffinata e delicata bellezza artistica e paesaggistica, accanto a citta d’arte, o a monumenti antichi. L’Italia è il prodotto del sovrapporsi di tremila anni di civiltà diverse, è un museo all’aria aperta in cui ogni costruzione richiede uno studio di adattamento estetico. Anche le altre fonti energetiche rinnovabili, anche i semplici pannelli solari ,non possono essere usati come fossimo nel New Mexico. Non possiamo collocarle in modo sgraziato fra le guglie del duomo di Milano o sui tetti di citta come Venezia, Firenze o Siena.
Allora? Allora bisogna inventare delle soluzioni tecnologiche, stilistiche ed architettoniche adatte al nostro paese. Approfittare dell’occasione e mobilitare tutte le nostre facoltà di architettura, i centri di design , i politecnici, gli istituti di arte, ricorrendo anche a concorsi internazionali per studiare le tecnologia, le forme delle apparecchiature delle nuove energie scegliendo le soluzioni ad un tempo più efficaci che meglio si armonizzano con i colori e la poesia delle nostre case e dei nostri paesaggi.
Si tratta, in sostanza, di raccogliere la vera sfida dell’architettura moderna che non sta nel fare grattaceli sempre più alti, o riproporre anche da noi le forme di Dubai. Ma nell’usare tecniche costruttive nuove, materiali ecologici, inventare forme “su misura“ in modo che il nuovo si sposi all’antico per arricchire il patrimonio estetico, turistico ed industriale del nostro Paese. Dimostriamo, ancora una volta che gli italiani hanno gusto e sanno risolvere tutte le questioni con gusto. Se ci riusciamo rinnoveremo il made in Italy e avremo successo in tutto il mondo.


Legami
12 Gennaio
La nostra vita è costruita su due tipi di legami. Quelli superficiali , professionali,utilitaristici e quelli emotivi profondi fra genitori e figli, fra fratelli, fra amici, fra innamorati. Noi di solito pensiamo soprattutto ai primi. In televisione vediamo le prestazioni dei comici, dei presentatori , degli artisti, dei registi , sentiamo i discorsi e le polemiche dei politici, ma non percepiamo le gioie, le ansie ed i dolori che stanno dietro ciò che dicono e fanno. Le uniche informazioni che abbiano sulla loro via privata , le leggiamo sui settimanali di gossip che parlano degli amori, dei fidanzamenti , dei figli , dei divorzi , dei lutti di della gente dello sport e dello spettacolo e svelano l’aspetto umano che essi hanno in comune con tutti noi. Ed è grazie a queste informazioni che ci rendiamo conto che il comico che ci fa ridere ha una moglie e dei figli che sono alla base del suo equilibrio e certe volte, pensiamo a Benigni con sua moglie, a fondamento della sua ricchezza emotiva e della sua arte.
E mentre ci occupiamo seriamente dei rapporti professionali , guardiamo con leggerezza ai legami profondi , le vere radici della nostra personalità .
E talvolta facciamo degli errori che rovinano i nostri rapporti vitali. Ci sono uomini che amano la moglie, ma non resistono alla tentazioni di relazioni extraconiugali finche lei non rompe e allora sono disperati. Ci sono donne che gestiscono benissimo la casa e la vita quotidiana del marito, ma non capiscono il suo spirito creativo e avventuroso. Ci sono mariti che non si rendono conto che loro moglie ha bisogno di calore e corteggiamento,pensano solo alla professione e le rendono la vita arida. Ci sono genitori che trascurano i figli e figli che non si occupano dei genitori quando hanno bisogno. E poi quante e decisioni brusche e irreparabili! E’ facile dire a qualcuno “ vattene e non farti più vedere ! “ , ma un conto e farlo con un dipendente, con un conoscente , ben diverso farlo con tuo figlio, con tua madre, con uno che hai amato, con un amico che ti è stato vicino tutta la vita. Perchè mentre i rapporti superficiali possono essere sostituiti con facilità, quelli profondi ti lasciano un immenso vuoto. Molte depressioni nascono da questo vuoto, dalla solitudine che esso genera. Una solitudine che si può riempire solo con nuove amicizie o con un nuovo amore. Tutte cose molto difficili da costruire e difficili da conservare.





ˆ Top   



Francesco Alberoni official web site
Powered by Educom