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CHI SONO
CURRICULUM
Laurea in medicina a Pavia con
una tesi sulla psicologia della testimonianza.
Studia psicoanalisi e poi statistica con Giulio Maccacaro.
Passa a Milano dove, come assistente di Padre Agostino
Gemelli, compie importanti ricerche nel campo della probabilità soggettiva.
Libero docente in Psicologia e in Sociologia, nel 1963,
scrive L'elite senza potere, una ricerca sul divismo.
Poi, il primo libro italiano di sociologia dei consumi: Consumi
e società e inizia lo studio dei movimenti
collettivi.
Nel 1964, diventa professore ordinario di sociologia.
Insegna a Milano, Trento, Catania, Losanna e, di nuovo,
a Milano.
Nel 1968, nel libro Statu Nascenti, da inizio
al primo abbozzo della teoria dei movimenti che concluderà solo
dieci anni dopo, nel 1977, con Movimento e istituzione.
In quest'opera, Alberoni spiega il processo storico come
prodotto da due tipi di forze: quelle utilitarie ed economiche
ed i movimenti.
I primi trasformano, innovano ma non creano solidarietà sociale.
Questa è creata solo dai secondi. Riprenderà lo
studio dei movimenti pubblicando la sua opera monumentale Genesi (1989).
Nel 1979, pubblica l'opera che lo rende celebre a livello
mondiale, Innamoramento e amore, tradotto in oltre
venti lingue. In seguito, approfondisce lo studio dei sentimenti
amorosi con i libri: L'amicizia (1984) e L'erotismo (1986)
che hanno analoga diffusione.
Negli anni successivi inizia uno studio sistematico delle
forme di amore con i libri Il volo nuziale (1992)
e Il primo amore (1997) poi stende la sua opera
più completa e sistematica sull'argomento, Ti
amo (1996) anch’essa tradotta in venti lingue.
Negli anni successivi continua il suo ultradecennale studio
dei processi erotici e amorosi con una ultima opera sistematica
in cui esplora la galassia dei complessi e contraddittori
rapporti fra sessualità e amore. Essa viene pubblicata
con il titolo Sesso e amore (2005).
Unanimamente riconosciuto come eminente sociologo, Francesco
Alberoni è anche un autentico scrittore che ha prodotto
un vero rinnovamento della saggistica italiana con il suo
libro Innamoramento e amore, con la sua rubrica
su Il Corriere della sera e con l'opera Sesso
e amore.
Per sei anni membro del Binational Committee Social Science
Research Council-Olivetti Foundation.
Past President dell'Associazione Italiana di Sociologia.
Past President del CRS.
Presidente dell'ISTUR.
Ex Rettore dell'Universita di Trento.
Ex Rettore dell'Università IULM di Milano.
Past President f.f. del Consiglio di Amministrazione della RAI.
Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Editorialista de Il Corriere della Sera.

BIOGRAFIA
Giovinezza e formazione
Sono nato il 31 dicembre 1929 a Piacenza. A scuola ero un
allievo modello, perfezionista. Non sopportavo invece la
disciplina di tipo militare richiesta allora ai bambini
dal regime fascista. In compenso ero un leader naturale,
avevo sempre attorno a me una banda di ragazzini che trascinavo
inventando giochi collettivi e avventure. Peccato che a
casa mia non ci fossero libri. Li scoprirò più tardi,
finita la guerra nel 1945, nella Biblioteca comunale dove
passerò la maggior parte dei miei pomeriggi leggendo
moltissimo di storia e di filosofia.
Non sono stato coinvolto direttamente dalla guerra perché il
fronte era lontano ed il conflitto è finito quando
avevo appena compiuto i quindici anni. Sono tornato in città nel
clima di entusiasmo e mi sono gettato nello studio della
filosofia e della psicologia. Non credevo nella politica.
Avevo visto che la propaganda fascista era stata un cumulo
di menzogne. Avevo saputo dell’orrore dei campi di
sterminio nazisti. Inoltre, grazie ad un mio amico il cui
padre era un comunista molto addentro dei segreti del partito,
sapevo tutto sullo sterminio dei contadini, gli orrori della
GPU, le purghe staliniane, l’assassinio di Trotsky,
il massacro degli anarchici spagnoli.
Avevo capito che la politica era una terrificante miscela
di ideologia e mito, di fede ed eroismo. Ma anche di cinismo,
tradimento, menzogna, ferocia e crudeltà. Questa esperienza
mi spingerà a studiare le esplosioni sociali da cui
hanno origine i partiti, le rivoluzioni e spesso le guerre:
i movimenti collettivi.
Mi sarei iscritto a Filosofia, ma non potevo perché avevo
fatto il Liceo Scientifico. Allora mi sono iscritto a Medicina
a Pavia proponendomi di fare psichiatria come Sigmund Freud
o Karl Jaspers. La fortuna mi ha fatto conoscere una persona
che aveva frequentato uno psicoanalista inglese. A vent’anni
avevo letto tutto Freud, Abraham, Melanie Klein e, a ventun
anni, ho tenuto all’Università di Pavia la prima
conferenza sulla psicoanalisi davanti a professori e studenti.
Negli ultimi anni di medicina ho seguito le lezioni di Giulio
Maccacaro sui metodi statistici nella ricerca, sono stato
allievo del creatore della statistica stocastica, Sir Ronald
Fisher e, appena laureato, ho tenuto una relazione al congresso
italiano di Biometria.
Però la mia vocazione era la psicologia. Utilizzando
il bagaglio metodologico allora assolutamente unico in Italia,
mi sono laureato con una tesi sperimentale sulla psicologia
della testimonianza.
Le prime ricerche psicologiche e sociologiche
Dopo la laurea stavo per partire per gli USA, quando
una circostanza fortuita me lo ha impedito e mi ha chiamato
a lavorare con se Padre Agostino Gemelli, che guidava il
più importante istituto di Psicologia italiano. Qui
ho condotto delle ricerche sperimentali sulla probabilità soggettiva
pubblicate sul Journal of General Psychology che
mi hanno dato notorietà internazionale.
La sociologia dei consumi
Ma questo terreno di confine fra la ricerca empirica e la
teoria matematica non rispondeva ai miei bisogni più profondi.
Approfittando del finanziamento dalla società di Telerie
Bassetti ho condotto una ricerca sul “corredo” in
diverse regioni italiane. In questa occasione ho scoperto
che i contadini e soprattutto le donne volevano emigrare
in città non perché morissero di fame, ma perché avevano
capito che li c’è il benessere e il futuro.
E, a differenza delle emigrazioni in Europa o in America
non pensavano di tornare nel paesello natio, ma di fermarsi.
Erano già socializzati in modo anticipatorio alla
nuova vita urbana. Da queste ricerca uscirà il libro L’integrazione
dell’immigrato nella società industriale,
Milano Vita e Pensiero, 1958. Poco dopo ho studiato le trasformazioni
del divismo. Ho trovato che i divi non sono più solo
più figure idealizzate ma anche gli “oggetti
selezionati del pettegolezzo collettivo“ in una società internazionalizzata
( L’elite senza potere, Milano Vita e Pensiero
1960, poi Milano, Bompiani 1973).
Queste ricerche sono l’inizio del mio studio sui consumi
che culmineranno nella pubblicazione del primo libro europeo
di sociologia dei consumi: Consumi e società,
Bologna, Il Mulino, 1964. La tesi che vi sostengo è che
i consumi sono un elemento essenziale della vita sociale
e non si possono conoscere le motivazioni dell’agire
umano senza studiarli. Una tesi oggi riconosciuta da tutti
ma allora rivoluzionaria. L’opera può essere
considerata anche il primo libro di marketing e pubblicità in
Italia.
Lo studio dei movimenti collettivi
E proprio dall’effetto di sconvolgimento provocato
dai modelli di consumo occidentali sulle società arcaiche
che ho incominciato lo studio dei movimenti collettivi. Il
contatto con una civiltà a tecnologia superiore, i
cui beni di consumo (armi, mezzi di trasporto, abbigliamento
etc.) sono superiori, produce uno stato di ambivalenza verso
la propria tradizione, i propri valori. E l'ambivalenza produce
disgregazione culturale. I singoli individui si fanno sedurre
dai nuovi beni, dai nuovi costumi e tradiscono le proprie
tradizioni. La vita sociale si sgregola il disordine cresce
paurosamente. Però oltre una certa soglia di disordine,
scoppia un movimento collettivo che prima espelle poi integra
i nuovi modelli in un nuovo ordine sociale. Ho esposto questa
tesi nella seconda edizione del libro nel 1967.
Ma ormai mi sono buttato anima e corpo nel nuovo settore.
Mi accorgo che, parlando del capo carismatico allo stato
nascente, Max Weber ha descritto non solo le proprietà del
capo, ma dell’intero gruppo. Lo stato nascente è l’inizio
del movimento,uno stato emozionale e mentale particolarissimo,
esso crea una nuova storia, promette il rinnovamento del
mondo. Poi lo stato nascente diventa movimento e questo istituzione.
L’istituzione sorta per realizzare il sogno di fratellanza
universale dello stato nascente però se ne allontana
sempre più finché, oltre un certo livello
di sclerosi, deve essere rivitalizzata da un nuovo movimento.
E’ il Grande Ciclo Collettivo che espongo nel volume Questioni
di Sociologia, Brescia, Editrice la Scuola, 1967. L’anno
successivo scopro che le proprietà dello stato nascente
esistono anche in un fenomeno apparentemente diversissimo
l’innamoramento. Lo espongo nel libro Statu Nascenti,
Bologna, Il Mulino 1968.
Invitato da Tom Burns a preparare un libro sui consumi per
la Penguin Education vi espongo queste nuove tesi che producono
scandalo. Io rifiuto di modificarle e, per quasi dieci anni
smetto di partecipare alle attività della Associazione
Internazionale di Sociologia dove ero segretario generale
per il settore Comunicazioni di Massa, mi ritiro a Catania
dove scrivo la teoria dei movimenti collettivi (Movimento
e Istituzione, Bologna Il Mulino, 1977, poi arricchito
1981).
La mia carriera accademica
Libero docente di Psicologia nel 1960, Libero docente di
Sociologia nel 1961, Professore ordinario di Sociologia nel
1964 sempre a Milano. Membro del Binational Committe Olivetti
Foundation - Ford Foudation-Social Science Research Council,
poi Rettore dell’ Università di Trento dal 1968
al 1970. In seguito ho insegnato a Losanna, a Catania e nuovamente
all’Università di Milano Statale (1978).
Attività di ricerca e consulenza di strategia
della comunicazione
A partire dalla prima ricerca per la Bassetti e ancora più dopo
il libro Consumi e Società, ho sempre condotto ricerche
sulla sociologia dei consumi e sono stato consulente di molte
imprese di pubblicità, la CPV, la BBDO, la McKann
Erikson e di grandi imprenditori. Ne ricorderò alcuni:
con Pietro Barilla, con Piero Bassetti con cui ho seguito
l’invenzione di prodotti come il Piumone e il lenzuolo
Perfetto, con Anna e Carlo Bonomi alla Postal Market e alla
Miralanza, con Giuseppe Stefanel per il lancio della sua
catena, con Nicola Trussardi per la strategia di comunicazione.
Insieme a Manfredi, Maestri, Allodi e Mambelli sono stato
fra i padri di Mulino Bianco che ho seguito fino
a pochi anni fa.
Ho fatto parte del Comitato Immagine prima della Rinascente
e poi della Standa, ho collaborato con Diego Della Valle
al progetto Tods, ho lavorato con Vittorio Merloni alla Ariston
- Indesit e con Franco Moschini alla Frau.
Questa lunga esperienza di comunicazione strategica mi ha
spinto ad inventare il primo Corso di Laurea in Relazioni
Pubbliche, poi la prima Facoltà di Scienze della Comunicazione
e dello Spettacolo e, infine, unendole, l’Università di
Lingue e Comunicazione IULM di Milano.
Mi è stata anche utile per la direzione del Centro
Sperimentale di Cinematografia e nel Consiglio di Amministrazione
della RAI. Nel 1973 ho incominciato la collaborazione con
Il Corriere della Sera che dura tutt’ora.
Gli studi sull'amore
Nel 1979 ho pubblicato il libro Innamoramento e amore (
Milano Garzanti ) sviluppando ed approfondendo il modello
teorico già esposto negli anni precedenti: l’innamoramento è lo
stato nascente di un movimento collettivo formato da due
sole persone. Ma l’ho fatto in modo sistematico, usando
il più possibile il linguaggio stesso della letteratura
amorosa e non una astratto gergo psicoanalitico o sociologico.
Quest libro rigorosamente scientifico ma con un linguaggio
nuovo, ha avuto un successo mondiale, è stato tradotto
in venti lingue con decine di edizioni che continuano tutt’ora.
Nel 1984 ho scritto con la stessa tecnica L’Amicizia e,
nel 1986 L’erotismo ( Milano Garzanti ) dove
metto a confronto soprattutto l’erotismo maschile e
femminile. Entrambi i libri hanno avuto lo stesso successo
del precedente.
Negli anni successivi ho continuato ad approfondire lo studio
dei sentimenti amorosi. Nel libro Il volo Nuziale (Milano
Garzanti 1992) gli innamoramenti divistici delle preadolescenti
e delle adolescenti per i loro divi e, più in generale
la tendenza femminile a cercare oggetti erotici superiori
. Ho poi fatto una esposizione sistematica dei tipi di legami
affettivi, della formazione e della evoluzione della coppia
in Ti amo (Milano, Garzanti, 1996) che ha avuto
anch’esso un grande successo internazionale. Ho poi
voluto approfondire il tema dell’amicizia e dell’innamoramento
nei bambini e negli adolescenti nel libro Il primo amore (
Milano, Rizzoli, 1997 ) e ho criticato le teorie dall’innamoramento
in Sartre, De Rougemont, Bataille e René Girare ne Il
mistero dell’innamoramento ( Milano,Rizzoli, 2003
). Restava, per completare l’opera lo studio sistematico
del rapporto fra sessualità e amore che finalmente
ho realizzato col volume Sesso e amore (Milano,
Rizzoli ) autunno del 2005 . In tutto otto opere che approfondiscono
in modo progressivo gli innumerevoli volti dell’amore.
Ma non ho trascurato lo studio dei movimenti collettivi.
Nel 1986 ho riscritto Movimento e Istituzione risolvendo
molti nodi teorici come l’esperienza fondamentale dello
stato nascente, la differenza fra stato nascente e nirvana,
la teoria della democrazia, le Civilizzazioni Culturali e
l’ho chiamato Genesi (Milano Garzanti) un
titolo sbagliato tant’è vero che tutti citano
ancora il vecchio e superato Movimento e Istituzione.
In seguito su questo argomento ho scritto solo brevi saggi
che in parte sono stati ripresi nel libro Le sorgenti
dei sogni (Milano Rizzoli 2000) a cui poi ho giustamente
dato un titolo diverso: Il mio pensiero e la mia vita.
Attività di imprenditore culturale
Nel 1986 mi sono lasciato coinvolgere in un una avventura
universitario imprenditoriale. Mia moglie Rosa Giannetta
era ricercatore all’Istituto Universitario di Lingue
Moderne (IULM) di cui era diventato direttore Alessandro
Migliazza mio amico. Migliazza voleva costituire una facoltà e,
con l’aiuto di mia moglie, mi ha convinto a spostare
la mia cattedra nell’Istituto che, in quel momento,
era collocato in solo 3000 mq in affitto. Io sono arrivato
e ho costituito il Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche
per soddisfare l’immensa domanda potenziale esistente.
Il successo è stato strepitoso, i profitti elevatissimi.
Abbiamo allora deciso di creare una nuova sede. Ho identificato
la zona presso una nuova stazione della metropolitana dove
l’ing Ligresti aveva un piccolo terreno. Guiducci ha
fatto il progetto, mia moglie si è occupata della
licenza edilizia e del piano regolatore. Ligresti ha costruito
in tempi rapidissimi e a prezzi estremamente bassi. In poco
tempo la nuova bellissima sede era pronta. Allora, disponendo
di due facoltà, Scienza della Comunicazione e dello
Spettacolo e Lingue ho creato l’Università di
Scienze e Comunicazione IULM. Ho convinto il consiglio di
Amministrazione a comperare tutti i terreni circostanti il
cui valore salirà vertiginosamente negli anni successivi.
Poi come Rettore ho continuato a comperare terreni, ad edificare
e ad espanderci creando i corsi di laurea in Comunicazione,
in Scienze Turistiche e in Interpretariato. Questa attività ha
assorbito me e mia moglie per oltre un decennio. Nel 1999-2000
mi sono gravemente ammalato, il presidente Carlo Bo si è improvvisamente
dimesso indicando un altro successore. Tornato guarito, ho
capito che il mio personale progetto di università però non
era più possibile. Allora ho dato le dimissioni sereno
perché l’Università era al sicuro grazie
al suo immenso patrimonio immobiliare.
Me ne sono andato all’Università San Pio V di
Roma, ho assunto la presidenza del Centro Sperimentale di
Cinematografia una stupenda istituzione famosa in tutto il
mondo e, successivamente, sono entrato nel Consiglio di Amministrazione
della RAI-TV, svolgendo la funzione di Presidente.
Opere di filosofia e filosofia morale
Per dare un quadro completo della mia produzione devo però citare
anche le opere di carattere filosofico: Le ragioni del
bene e del male Garzanti 1981, L’albero della
vita Garzanti 1982, L’altruismo e la morale in
coll. Con Salvatore Veca Garzanti 1988 e Valori Rizzoli
1993.
L’esperienza di vita attiva mi ha portato a scrivere
diversi libri sulle relazioni umane nelle imprese, sui rapporti
di potere, sulla vita quotidiana ricordo Pubblico e privato 1987, Gli
invidiosi 1991, L’Ottimismo del 1994
che ha avuto uno straordinario successo internazionale e
un vero trionfo in Giappone, Abbiate Coraggio, 1998, La
Speranza 2001, L’arte del comando 2002.
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