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Commento di ROBERTO FAENZA
Caro Alberoni, come ti ho accennato al telefono ho letto con attenzione e piacere il tuo ultimo libro nonché primo romanzo. Non essendo un critico, mi limito a una serie di succinte osservazioni. La prima è una emozione forte, prodotta dall’ultima pagina, quando i nostri due protagonisti si prendono per mano e rimarranno stretti, per sempre. E’ una chiusa che mi ha colpito e il fatto che generi emozione (i maschi si vergognano sempre un po’ a lasciarsi andare) significa che non si tratta di astrazione, come potrebbe apparire una trama vagamente fantascientifica. Una seconda sensazione, naturalmente posso sbagliare, è che tutto sommato alla base del racconto stia la considerazione che il futuro poggerà sempre di meno sul collettivo, sul sociale, sull’impegno e sempre di più sui rapporti individuali, che a ben vedere sono gli unici, per le persone “normali”, che contano. Ho usato il termine fantascienza perché così sembra essere la cornice in cui si svolge il romanzo. In effetti l’uso di questo termine potrebbe essere anche capovolto. Mi spiego: trattando la storia prevalentemente un rapporto d’amore e di profonda intimità fisica, potrebbe benissimo svolgersi nel passato più remoto anziché nel prossimo futuro. Leggendo tra le pieghe delle sequenze d’amore e di sesso (ma si può davvero distinguere all’interno di questa terminologia di comodo?), a me sono venute alla mente più immagini primitive che non fantascientifiche. Pensando a immagini “vissute”, mi sono tornate agli occhi le sequenze di quel mirabile film che è La guerra del fuoco, ambientato nella preistoria, anzichè Blade Runner, collocato in un ipotetico futuro. In realtà il crescere progressivo dell’amore tra i due protagonisti è un percorso senza tempo, per cui al lettore poco importa che sia ambientato in un’epoca diversa dalla sua, perché se si immedesima nella storia tutto ciò che le pagine trasmettono è a lui presente, ovvero atemporale. Che mi sembra uno dei pregi del libro. Infine un pensiero su quanto dicevi la volta scorsa che ci siamo visti: nessuna sorpresa nel leggere un romanzo pubblicato da uno scrittore che ha prodotto tutta la vita saggi. Non so perché, ma mi sembra la naturale conseguenza di un pensatore che ha raccolto talmente tanto materiale derivato dall'osservazione della realtà da poterlo liberare nel vento della fantasia. Comunque grazie per l’insolita lettura. Roberto ____________________ ˆ Top
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